Da Marattin a Pomigliano, alcune riflessioni doverose.

3 novembre 2012 § 19 commenti


Succede che un assessore del PD manda a fare in culo Vendola su twitter (un mavaffanculo da divano che in ogni caso da un politico non è affatto il caso che esca anche nella sua versione classica, quella che ognuno di noi usa più volte al giorno e ha ormai perso la sua connotazione anatomica) con una perifrasi che tenta di usare il linguaggio vendoliano e fa invece un disastro perché citare l’orifizio anale per dialogare con un omosessuale è da cretini passabili per omofobi e basterebbe rileggersi un attimo prima di fare invio, per capire che lo sfogo dalla poltrona non può essere pubblicato, soprattutto se sei un assessore.

Conosco Luigi Marattin perché è redattore ne IMille e ha scritto pezzi sulle discriminazioni sul lavoro e dove sui diritti civili la posizione espressa è sempre stata la più avanzata, prima ancora che ci arrivasse persino Vendola.

Ma Marattin ha sbagliato. Per me ha sbagliato eticamente nell’offesa e sono certa che non voleva colpire Nichi nella sua omosessualità. Ne sono certissima, a costo di farmi massacrare anche io dagli esperti di linciaggio. Non mi va di accusarlo perché lo stanno facendo tutti. Marattin ha sbagliato perché la politica è una cosa seria non si riduce all’offesa a maggior ragione visto che lui insegna anche all’università.

Ora io non so se questo debba comportare le sue dimissioni da assessore e l’interdizione dai pubblici uffici. Davvero, non lo so. Mi pare, scusatemi se ve lo dico, che il caso si sia gonfiato ad arte perché questo Marattin è un sostenitore di Renzi.

Vi dico chiaro anche questo, perché quando D’Alema disse a Zoro che il matrimonio omosessuale offende il sentimento religioso del Paese, io i Giovani Democratici non li ho sentiti tuonare, anzi mi ricordo che tutti lo difendeva no contro noi omosessuali, considerati troppo suscettibili.

Qualcuno è arrivato a dirmi che lo difendo perché appoggio Renzi. Ecco vorrei ricordare a tutti che anche Adinolfi sostiene Renzi. E che solo meno di dieci giorni fa discutevo via mail con la commissione di Garanzia nazionale che mi risponde che il mio ennesimo ricorso (lo stesso di prima che strappasse la tessera spontaneamente e che quando è diventato parlamentare ho ripresentato) non può essere accolto perché Adinolfi fa parte del gruppo parlamentari del PD, ma non si sa se ha ripreso la tessera (questa estate è andato a farla, ma non gliela abbiamo data, tanto per dire).

Ne approfitto pubblicamente per chiedere a Nico Stumpo: Nico la tessera ad Adinolfi l’abbiamo ridata sì o no? Gliela ridaremo?

Una cosa in calce, ma più importante di tutte.

Marattin ha mandato a quel paese Vendola, sentendolo parlare di blairismo e di economia. Ecco io voglio chiedere una cosa a tutti che mi fa soffrire personalmente e che sta facendo diventare queste primarie l’anticamera di una scissione invece che di una crescita collettiva. Chiunque stia con Renzi viene bollato come di destra. Il liberismo è diventato di destra. Invece stiamo facendo il dibattito che avviene ciclicamente in tutte le sinistre e che sta avvenendo a tutt’oggi in Europa e che ha molto a che fare sul come continuerà l’Europa dopo Monti e la Merkel.

Compito della politica è trovare ricette per la felicità delle persone, per tutti i cittadini e non solo una parte. Ecco discutiamo di questo, vi imploro. Partendo dalla buona fede reciproca e cioè che tutti vogliamo la stessa cosa.

Io voglio discutere di come creiamo lavoro. Non voglio sentirmi dire come unico argomento che le idee del programma di Renzi in economia sono di destra. Ma non perché per me non esistono più destra e sinistra. Esistono eccome. Solo penso che la sinistra oggi possa essere diversa, possa mutare con il contesto di forte crisi e cogliere opportunità per lo sviluppo e per la tutela dei lavoratori ed anche dei disoccupati. La flex-security non è di destra. E’ una cosa che usano nelle socialdemocrazie europee. Discutiamo di quanto costa. Se in Italia è applicabile e come e in quanto tempo. Diciamo anche che non funziona se serve. Discutiamo se un contratto a tempo determinato deve costare di più al datore di lavoro o se è meglio il contratto unico per tutti. Guardate a Pomigliano sta succedendo una tragedia. Una tragedia grottesca gestita male fin dall’inizio e lo dico a mio rischio e pericolo. Non assumere nessuno della Fiom è stato poco furbo (poco furbo nel senso che se li avessero assunti oggi Pomigliano avrebbe fuori quei 19 che oggi escono e non ci sarebbe stato alcun processo….io non credo che alla fiom interessi portare a casa una vittoria in tribunale per 19 persone….forse a tutti deve interessare creare lavoro per tutti, la furbizia è intesa per evitare un processo…un processo che anche se vinto da Fiom non serve a nulla se le macchine non si vendono). Ed oggi non staremmo qui a parlare di 19 persone che devono andarsene semplicemente perché quelle 19 persone non sarebbero entrate.

Ecco vorrei parlare di questo. Vorrei parlare di quei 19 anche se non fossero mai entrati a Pomigliano.

Parliamo del fatto che stiamo chiedendo a Fiat di riassumere tutti per produrre vetture in contesto di mercato terrificante.

Ok, ammettiamo pure che Fiat faccia macchine di merda (prendiamo la vulgata comune), ha pur sempre quasi il 30% del mercato in Italia ed anche se avesse il 40% di quota non basterebbe per saturare lo stabilimento perché il mercato totale delle auto oggi è più basso di 5 anni fa. Ma molto più basso.

Allora qua serve pensare le cose in un campo diverso. Un campo che preveda l’esportazione (e qui allora bisogna chiedere al Governo cosa sta facendo) o una cosa ancora più rivoluzionaria. Qualcuno chieda a Toyota e WV di venire a produrre in Italia e di potere accedere al know-how decennale di cui siamo dotati. Perché nessuno lo fa? E ci sono decine di altre cose che si potrebbero fare, ma forse a tutti è più comodo sparare su una persona sola, su un’azienda sola. Ok, supponiamo pure che Fiat sia il male assoluto. Bene, e il piano B lo abbiamo? Cosa chiederebbero Toyota e WV per aprire in Italia? Qualcuno ne ha una vaga idea? Cosa servirebbe?

Oppure pensiamo a come riconvertire la forza lavoro, chiediamo sviluppo in altri settori, facciamolo in fretta, ma facciamolo con l’interlocutore giusto che è la politica. Non è chiedendo a Fiat la riassunzione di tutti che risolviamo il problema. Ford ha chiuso 3 stabilimenti questo mese, in Europa. Tre. E’ come chiudere Pomigliano, Cassino e Mirafiori. Le macchine non si vendono più come prima. C’è chi è più bravo a farle (ma sì, supponiamolo, diciamolo pure), ma non basta nemmeno quello. E poi che facciamo? A quei 19, a quelle migliaia che sono a casa in cassa che gli diciamo? Che è colpa della Fiat se la gente non vuole più andare in macchina? Guardate che come è l’ILVA in qualche modo. La salute o il lavoro? Cosa manca?

Mancano i pensieri lunghi di come trasformare il Paese e nella loro mancanza si individua un nemico e ci concentra lì, mentre tutto il resto crolla.

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§ 19 risposte a Da Marattin a Pomigliano, alcune riflessioni doverose.

  • antonella ha detto:

    Ma il comportamento della Fiat verso la FIOM e i suoi iscritti è avulso dalla (vera, per carità) crisi del settore automobilistico. È stato e rimane un comportamento discriminatorio. Per questo ci sono state le due sentenze. Perché il management Fiat ha deciso di discriminare alcune persone per le loro idee e per la loro iscrizione a un sindacato. Mi fa specie che chi si batte come te per i diritti civili non colga questo preciso punto. Facciamo il gioco che spesso viene usato (e anche abusato, lo dico da lesbica) per stanare l’omofobia. Sostituiamo un termine di appartenenza e identità (le idee politiche fanno parte dell’identità di una persona, credo) con un altro: diciamo che quegli operai sono stati tenuti fuori dagli stabilimenti Fiat perché ebrei, neri o gay – anziché perché iscritti alla FIOM. Che ne dici?

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    • calicata ha detto:

      Antonella mi pare di avere scritto anche quello, anche se ribadisco: se fossero entrati prima quei 19 che escono oggi sarebbero fuori….resta il tema del lavoro per tutti, Fiom o non Fiom. No?

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      • antonella ha detto:

        Come tu stessa hai scritto, il problema nasce dall’inizio, l’odiosa discriminazione non può essere giustificata a posteriori dalla crisi e dall’attuale impossibilità di assumere altri operai. E, perdonami, scrivere che non assumere gli iscritti alla FIOM ‘è stato poco furbo’ è una frase abbastanza agghiacciante. Che c’entra la furbizia? Se non ci fossero state le sentenze contrarie alla fiat sarebbe stato invece ‘furbo’?
        Se questi sono i parametri che anche nel PD vengono usati per valutare i diritti e la giustizia, perdonami ma non vedo differenze con la destra più retriva.

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        • calicata ha detto:

          poco furbo nel senso che se li avessero assunti oggi Pomigliano avrebbe fuori quei 19 che oggi escono e non ci sarebbe stato alcun processo….io non credo che alla fiom interessi portare a casa una vittoria in tribunale per 19 persone….forse a tutti deve interessare creare lavoro per tutti….intendo quello. la furbizia era intesa per evitare un processo…un processo che anche se vinto da Fiom non serve a nulla se le macchine non si vendono.

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        • antonella ha detto:

          Ma non sono 145 (centoquarantacinque) gli operai iscritti alla FIOM che devono essere reintegrati perché discriminati? Altro che questi primi diciannove. La FIOM subito dopo la sentenza si è preoccupata di dire che bisogna pensare ai 2500 lavoratori in CIG, proponendo contratti di solidarietà. Quindi non è vero che la causa interessava 19 lavoratori e non è vero che la FIOM era ed è interessata solo a una vittoria in tribunale, anche se riguardante la dignità di 145 operai.

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  • Jacopo ha detto:

    la riflessione su marattin è finalmente articolata, e finalmente si legge un po’ di onestà intellettuale. molti renziani fanno una difesa di ufficio di marattin (scalfarotto, il sito de i mille), mentre quando d’alema aveva detto la famosa scemenza sulla costituzione che vietava i matrimoni gay la levata di scudi fra gli stessi che oggi “assolvono” marattin è stata generalizzata. su pomigliano non c’è in realtà più di tanto da dire. si tratta dell’ennesima prova dell’intenzione di fiat di crearsi dei pretesti per chiudere e fare baracca. particolarmente odioso che lo faccia cercando di mettere gli operai gli uni contro gli altri, additando la fiom a “colpevole” perchè ha ricorso a un giudice e, orrore, ha vinto in primo e in secondo grado. particolarmente schifoso che alcuni sindacati si accodino, fra cui la solita cisl (esilarante il commento di un iscritto fim di pomigliano su repubblica: “un sindacato deve negoziare: se va dal giudice perde la sua ragion d’essere”; perchè, da quando in qua fim-cisl negozia, con marchionne? ma forse il tizio voleva dire “si genuflette”). con il vecchio articolo 18, i famosi 19 licenziamenti sarebbero stati senz’altro illegittimi e sanzionati col reintegro; ora, pur permanendo l’illegittimità, fiat può pur sempre sostenere che 19 persone in più a pomigliano non può permettersele, e se anche il giudice le desse torto, bisognerebbe che il motivo addotto da fiat fosse “manifestamente illegittimo” (difficile, nel caso di specie), e allora il giudice “potrebbe” ordinare il reintegro, senza esservi obbligato. la riforma è stata votata dal pd, e plaudita sempre da cisl e uil. infine la flex-security. intanto, non è proprio vero che viene usata in tutti i paesi nordici. viene utilizzata nell’esperienza danese e olandese, dove peraltro già ora è oggetto di ripensamenti e riflessioni critiche. perchè si tratta di un modello che può funzionare in situazioni di crescita: in cui lo stato può permettersi di pagare gli ammortizzatori, in cui il lavoratore licenziato trova subito un altro lavoro; che può funzionare in paesi piccoli; in cui il nuovo lavoro trovato non dista centinaia di chilometri da dove il lavoratore abita, e quindi dove il lavoratore non è costretto a trasferirsi ogni volta che ha la botta di culo di trovare un nuovo lavoro. per questi motivi, in italia, e soprattutto oggi, sarebbe inapplicabile questo modello. in un posto ad esempio come la sardegna, che allo stato attuale è quasi desertificato, se il lavoratore perde il suo posto dove va? per questo monta la rabbia quando sento questi soloni che dicono “ma noi non vogliamo difendere il posto, vogliamo difendere il lavoro”, mentre per come è organizzata l’italia, difendere il lavoro significa anche difendere il posto. tanto più che, se il lavoratore ha la fortuna di trovare un posto di lavoro per lui più conveniente, non c’è niente che gli impedisca di licenziarsi e accettare il nuovo posto (alla faccia di chi parla di “mercato del lavoro ingessato”). oggi, in italia, la flex-security (modello, ripeto, che viene oggi ridiscusso dove già c’è), viene proposta come il salvatore di tutto, e declinata nel suo aspetto peggiore, o forse peculiare, cioè la possibilità di licenziamenti quasi generalizzati; perchè a questo, in definitiva si riduce la proposta ichino. quindi non lo so se sia una proposta di destra. certamente presentare i lavoratori dipendenti come una “casta” che difende delle rendite di posizione e vive “al di sopra delle proprie possibilità” (ichino ha detto anche questo, lui che non sa come vive un operaio), tanto di sinistra non è. e neanche tanto “moderno”, a quanto pare. ma i riformisti de noantri sono fatti così: arrivano sempre qualche anno dopo, raccattando ciò che gli altri hanno buttato nella pattumiera già da un po’. vedi blair, per tornare al prode marattin…

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  • Meursault ha detto:

    Cristiana facciamo che quelli che ti criticano non sono “esperti di linciaggio” ma solamente non concordi. Lima accuratamente i deliri di onnipotenza e la giustezza ad ogni costo, sennò confermi che il dalemismo nel Pd non ha risparmiato nessuno.
    Dico così, per amor di verità.

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  • calicata ha detto:

    non mi riferisco a me ma all’andazzo generale…:-)

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  • Daniele De Chiara ha detto:

    Le ricette di Zingales vengono impugnate da Paul Ryan (sì, quello per cui lo stupro è solo una forma di concepimento e che i glbt andranno tutti all’inferno) come agenda economica del possibile governo Romney, e da Renzi, of course. Parlamone pure.
    I professori universitari scelti dalla segreteria PD e ventilati dal Renzi come possibili ministri che hanno l’accortezza di lasciarsi scappare frasi che no, non sono omofobe, non sia mai, parliamone, se mica devono dimettersi. (Tanto la rottamazione è così, per dire, per arrabbattare folle, è uno slogan; e infatti citi Adinolfi “se non avete fatto dimettere lui, non lo facciamo noi” uguali a Bersani, uguali al vecchiume).
    Marchionne senza se e senza ma, e pure senza coerenza, se visti i sondaggi poi gli si da contro, parliamone pure.
    La flex-security, nello stesso menù esterofilo e indigesto della civilpartnership cosa sono? Si mangiano? Chiamiamo il reddito minimo garantito, il reddito di cittadinanza, con il loro nome, per amor di patria, o almeno parliamone.
    E i matrimoni, le adozioni, quelle dopo, quelle prima o poi, che gli amichetti dell’opus dei e cl poi si incazzano, meglio non parlarne?

    Cristina, sei intelligente, ma stai facendo la parte della foglia di fico di un conservatore di destra (e non sto parlando di Bersani). Parliamone pure.
    Con rispetto, da un volontario vendoliano.

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    • calicata ha detto:

      Scusa Daniele ma confuti tutto per induzione e mai con argomenti. Siccome una certa cosa piace a tizio che e’ brutto e cattivo allora e’ sbagliata. Per favore entra nel merito di ogni singolo argomento. Grazie.

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      • Daniele De Chiara ha detto:

        Occhei, per punti:
        1 – Paul Ryan, chi insulta (Marattin, Adinolfi…), la segreteria pd, Marchionne, CL, l’Opus Dei… dicono cose giuste?
        Se la risposta è “no” l’alternativa è che dicono cose sbagliate, tertium non datur (il brutto e cattivo non c’entra nulla, offensivo da parte sua darmi del ragionatore per induzione).

        2 – Flex security e civil partnership o reddito minimo di cittadinanza, matrimoni e adozioni?
        (o “sono soloo parooole”?)

        Poi parliamo volentieri della crisi dell’auto, di chi finanzia chi, del fare la parte della foglia di fico ai conservatori. I primi due punti, invece, #adesso

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  • Daniele De Chiara ha detto:

    Dimenticavo: si parlava di Blair?
    Quello che ha invaso l’Iraq?
    Quello che ha fatto 4 guerre (kosovo, sierra leone, afghanistan e iraq)?
    Quello “con Bush senza se e senza ma”? (ricorda qualcuno…)
    Quello della “terza via” e del new labour?
    Quello che ha allargato a dismisura le diseguaglianze economiche all’interno del Regno?
    Quel Blair lì? Davvero? Tony Blair?
    A beh, se ci si riferisce a lui grazie dell’assist, che modello di “sinistra”!
    Se ci si riferisce a lui, PARLIAMONE, e volentieri.

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  • aurelio scala ha detto:

    Sento parlare dei tempi che cambiano e della sinistra che deve cambiare.Di Renzi che vuole fare il blairiano e già si prepara a fare inciuci con la finanza perchè bisogna cambiare.Mah…parlerò da vetusto ignorante quale sono ma la finanza per me rappresenta criminali istruiti e vestiti bene che si differenziano solo per l’aspetto da totò riina ;con la differenza che loro sono criminali mondiali mentre il poraccio stupido e ignorante lo faceva in sicilia e usava metodi più cruenti e diretti(lui ammazzava mentre gli altri fanno suicidare per la disperazione).In un paese che fa il capitalista con i lavoratori (tutto ciò che serve per renderli schiavi per pochi euro)e il socialista(le perdite le appianiamo noi) con le banche e le grandi aziende la gente comune vorrebbe vedere una rotta sicura che li difenda da questi crimini contro l’umanità.Mi perdoni ma sono uno stupido nostalgico berlingueriano(a quei tempi renzi sarebbe stato con la dc)che nn capisce perchè non dovrei godere degli stessi diritti di cui hanno goduto i miei genitori mentre poche famiglie decidono che tipo di economia dobbiamo subire.

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  • Giovanni Pazzaglia ha detto:

    io non sono esperto di dettagli fantapolitici e pergiunta esterofili,sono un artigiano o lavoratore autonomo e credo di poter affermare con certezza che tutto questo disquisire tra mantenuti dalla politica e da vari apparati non faccia onore a nessuno.Le utopie e gli utopisti Hanno già prodotto in questo paese troppo dissesto,chi è come me stato tacciato da tempo di evasione per scopi politici di difesa del potere dell’apparato,ed è stato sottoposto al linciaggio morale delle varie istituzioni e confederazioni.La concertazione và eliminata.Parità di diritti tra pubblico e privato.Lo sviluppo lo si può incentivare soltanto liberando il lavoro da tutte quelle congetture che negli ultimi 25 anni gli sono state attribuite e che anno seguito la filosofia del semplice mantenimento dell’apparato a discapito dell’economia reale.Và tolto il bavaglio a quel poco che è riuscito a resistere del ceto medio produttivo.Posso argomentare in maniera concreta quanto affermo,non mi sento arrogante ma forte della nostra storia.Spero nelle capacità di Renzi e che Dio ce la mandi buona eliminando il vento.

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