L’arma delle etichette ovvero Tony Blair e la sinistra italiana

4 novembre 2012 § 5 commenti


Per uscire dal solito dibattito micragnoso che consiste nel appiccicare un’etichetta sulla giacca dell’avversario con cui si dibatte e farne discendere la sua sconfitta (sei blairiano ergo non puoi parlare) consiglio la lettura di due pezzi di Andrea Romano pubblicati da Ilpost.it.

Qui, un capitolo della biografia di Blair in cui si racconta molto anche del Labour come era prima e come è adesso (e forse come sarà) e qui come stiamo usando Blair, in Italia.

p.s. se qualcuno dice: Andrea Romano chi? Quello di Italia Futura, allora qualsiasi cosa abbia scritto è una boiata, fa parte di quelli di cui sopra. Vi prego ritroviamo il gusto di discutere di cose, di fatti.

Annunci

Tag:

§ 5 risposte a L’arma delle etichette ovvero Tony Blair e la sinistra italiana

  • enrico ha detto:

    E se uno invece ricorda che Romano fu una delle menti politiche di D’Alema (te lo ricordi D’Alema, vero? Dai, è quello che attacchi in ogni post…), va bene o va espulso dal consesso della nuova sinistra molto cool e con l’i-phone ultima generazione con la cover di Obama?

    Mi piace

  • Jacopo ha detto:

    ma l’articolo in realtà non dice niente di così strano. blair non era altro che un esponente della destra del partito, che però non aveva degli esponenti storici di quella “corrente” l’aspetto da tecnocrate; era spigliato, di bell’aspetto; sapeva parlare, sapeva farsi ascoltare. è andato al governo, e ha governato in piena continuità con la thatcher, fedele alla sua ricetta secondo cui bisognava “sfidare il thatcherismo sul suo terreno”. quando i laburisti hanno perso le elezioni nel 2010 e hanno cambiato il leader del partito, la domanda di “sinistra” che saliva ha fatto sì che invece del blairiano di ferro, persino nell’aspetto, david milliband, venisse scelto il fratello minore ed. che recentemente è stato fischiato a una grande manifestazione anti-austerity a londra, poichè non abbastanza in opposizione alle politiche del governo cameron. gli inglesi, o meglio gli inglesi di sinistra, hanno fatto l’errore di affidarsi a un soggetto di indubbio carisma, ma che di sinistra aveva poco o niente. ora lì da loro è in atto un processo politico di cambiamento e ridefinizione della linea, alla luce di un’esperienza che, pur lunga, si è rivelata fallimentare; la stessa che oggi renzi riprende come un grande trionfo. effettivamente anche renzi non è uno storico maggiorente del partito; non è la destra “ufficiale”, rappresentata da veltroni e prima di lui dai miglioristi come napolitano; non ha il loro aspetto grigiastro. ciò non toglie che il programma che propone abbia poco a che fare con un programma di sinistra; che i soggetti cui dice di ispirarsi o non sono di sinistra, o hanno portato al tracollo della stessa per non aver saputo o voluto proporre una politica di sinistra preferendo una malintesa idea di “modernità” consistente in realtà nel rincorrere e copiare, vestendole di nuovo, le politiche della destra (è precisamente il caso di blair). nessuno qui applica un’etichetta sulla giacca di nessuno, nè tantomeno gli dice che “non può parlare”. è stato renzi (e veltroni prima di lui) a mettere fra i suoi riferimenti blair presentandolo come il modello “della sinistra vincente”; il tempo ci ha spiegato che questo modello non è stato nè di sinistra, nè vincente. forse fra dieci anni magari lo capirà anche renzi…

    Mi piace

    • calicata ha detto:

      Non mi convinci. Io credo nella ciclicita’ dei sistemi e nell’evoluzione delle ricette…posso sbagliarmi ma oggi abbiamo bisogno di ripartire, creare lavoro. Non crescere eh…occhio. Comincio a guardare alla decrescita felice con molto consapevole riguardo.

      Mi piace

  • Jacopo ha detto:

    proprio perchè i cicli nascono e si chiudono, mi pare che sia sbagliato ripescare blair; non mi pare questa la “fase storica”, per usare parole grosse, adatta per riproporne le ricette. la “evolve” il programma di renzi, questa famosa ricetta? a quel che è dato leggere fino ad ora, pare proprio di no. è stata la ricetta blairiana quella più adatta a creare lavoro, di cui oggi in italia c’è bisogno come dell’aria? anche qui non si può dare una risposta positiva; blair in questo campo non si era distaccato dalla “linea thatcher”, che aveva portato, essa sì, una crescita globale, ma anche maree di disoccupati; il contrario insomma di una vera redistribuzione. anch’io non ho il mito della crescita a tutti i costi, perchè credo, nella mia ignoranza totale su questa materia, che prima o poi la crescita si dovrà fermare, non potendo proseguire all’infinito. se potessi, approfondirei meglio le idee dei teorici della decrescita che a oggi conosco pochissimo. ma di nuovo, nel pensiero di molti renziani, la crescita è il fine ultimo (per tornare al povero marattin; c’è un suo video su youtube, un dibattito a una tv locale con favia, intitolato “marattin smonta favia”, in cui lui, sfruttando fra l’altro la scarsa preparazione del grillino, fa un lungo pistolotto sulla crescita).
    mi sa che dopo i “lettiani eretici”, abbiamo una nuova corrente: quella dei “renziani eretici” formata da te. che non è assolutamente detto che sbagli, anzi…

    Mi piace

  • Daniele De Chiara ha detto:

    Bello, molto. E romantico.
    Ma l’indice Gini (quello della diseguaglianza)? E le guerre? Era il Blair, il Vostro…

    Due importanti ps:
    1- I nomi contano, non è “induzione”. E Andrea Romano (che, tra le tante pessime cose, esalta Maroni e il peggior berlusconismo…) non lo inserirei in un pantheon da citare , anche se Mussolini l’agro lo bonificò (“ritrovando il gusto di discutere di cose, di fatti”, parliamo pure di Italia Futura, e dell’agro…non mi si accusi di reductio ad hitlerum, non è il caso)
    2- La decrescita, che i suoi promotori definisco “una provocazione”, vi prego, è fallace. Neanche noi gommunisti proNichi che ci battiamo per i diritti civili e per gli ultimi proviamo ad accennarne, ma se volete, discutiamo anche di questa.

    Mi piace

Commenta se hai qualcosa da dire.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo L’arma delle etichette ovvero Tony Blair e la sinistra italiana su NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE.

Meta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: