Obama e l’auto. E noi?

7 novembre 2012 § 3 commenti


Provo a spiegare sul blog di repubblica.it (non ve l’ho detto?), cosa ha fatto Obama negli USA per il comparto auto, le cose che dovremmo fare anche noi per costruire i prossimi decenni e uscire dalla crisi. Ora si faccia sul serio. Noi qualche idea l’abbiamo in testa.

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§ 3 risposte a Obama e l’auto. E noi?

  • Jacopo ha detto:

    le ricette che dai sono tutte giuste.
    però.
    analizziamo un attimo le voci “ufficiali” in seno all’entourage di renzi. il maitre a penser renziano in tema di diritto del lavoro, cioè ichino, sostiene che il modello che farà uscire l’auto dalla crisi è il “nuovo corso” di relazioni industriali inaugurato da marchionne: diritti zero, contrattazione zero (decide tutto lui), investimenti sempre zero, anche se ogni due anni spara che investirà venti miliardi; i fatti oggi ci dicono che, se un po’ tutto il settore dell’auto, anche se con importantissime eccezioni come la volkswagen, è in difficoltà, fiat lo è molto più degli altri, e si salva solo grazie alle vendite chrysler. produce fiat, allo stato attuale, veicoli di quelità, competitivi quanto al prezzo e ai costi di manutenzione? la risposta è no. mentre ci sono case, come la toyota, che puntano tutto sull’ibrido che consuma pochissimo, e altre, più di una in europa oltre alla solita volkswagen, che sfornano modelli su modelli, fiat si affida alla nuova panda, che non è in grado di risollevarne da sola le sorti; propone un nuovo suv, cosa che in un periodo di ccrisi, visto quanto costa mantenere un suv, mi pare una tattica suicida (oltretutto il suv fiat è identico al suv chrysler); è sempre stata all’avanguardia nella ricerca per produrre veicoli alimentati con energie alternative rispetto alla benzina; da qualche anno, la ricerca si è fermata; il metano, certo, fa risparmiare, ma non può essere la bombola il futuro dell’auto. fa di tutto per evitare che concorrenti stranieri vengano ad aprire stabilimenti in italia (di nuovo, pareva interessata volkswagen): perchè sa che produrrebbero auto di ben altra qualità, e anche che applicherebbero ai loro dipendenti condizioni di lavoro ben diverse. e allora, le considerazioni che ho letto da te, non le vedo fatte da renzi, il quale solo ultimamente, con mossa che a me è sembrata opportunista, se ne è uscito criticando marchionne e addirittura dicendo che è giusto il reintegro dei 19 fiom (mentre ichino continua serenamente a sostenere marchionne: ultima in ordine di tempo, l’uscita in cui dice che, secondo lui, i 19 discriminati non dovevano essere riassorbiti, ma liquidato con un risarcimento pecuniario; si torna indietro nel tempo, la discriminazione viene sanzionata con un semplice risarcimento).
    che dire, tocca quasi (anzi, non quasi) dare ragione a della valle…

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  • Jacopo ha detto:

    l’ho sentito tutto, cristiana (lerner e l’unica trasmissione un po’ guardabile, e ha il pregio di andare in una serata morta come il lunedì), e come sempre ha detto poco o niente. ha detto appunto che le sentenze si devono rispettare. sul referendum di mirafiori ha rivendicato il sostegno dato all’epoca a marchionne; ora, che il piano di marchionne fosse una bufala, era chiaro già all’epoca; per cui, chi all’epoca si schierò con lui “senza se e senza ma”, o era talmente “candido”, diciamo così, da non capire quanto per nulla possibile fosse il piano; o era animato da un livore ideologico talmente forte nei confronti di fiom da usare ogni occasione per dar ragione ai suoi avversari; oppure è un incompetente. sul lavoro e sull’auto da lerner renzi non ha detto nulla di più, perchè poi si è parlato d’altro. ripeto, oggi renzi cerca di stare sul vago (cosa che non gli costa fatica, in verità), perchè credo immagini, da politico già abile e navigato, che prendere posizioni di un certo tipo contro fiom e pro-marchionne rischi di alienargli troppe simpatie, perfino a lui che pure è il candidato che non parla alla “sinistra” dello schieramento (senza contare che oggi marchionne, dopo tutti i suoi fallimenti, non è più troppo simpatico in italia in modo pressochè bipartisan): anzi, ove prima rivendicava il suo appoggio a marchionne, adesso si è iscritto anche lui nella gare a scaricarlo, ricordando di quando marchionne parlò al congresso ds con segretario fassino (il renzi è furbo, non bisogna certo insegnargli il mestiere). chi invece nel suo schieramento parla più spesso di questo e parla chiaro, è ad esempio ichino, che sostiene ciò che ho ricordato sopra e che sappiamo tutti bene; in rete, le voci che sostengono renzi, come il sito imille su cui scrivi anche tu, sono schierate abbastanza chiaramente con marchionne (un paio di giorni fa ho avuto un lungo scambio col redattore matteo rizzolli; senza contare il solito marattin e altri). da renzi non si è in realtà sentita una parola chiara su questo; nel tuo pezzo su repubblica sì; da lui no; dal resto del suo entourage sì, ma in direzione radicalmente opposta. i recenti tentativi di “scaricare” marchionne adesso che è caduto, giustamente, in disgrazia, se così si può dire, presso l’opinione pubblica, mi sembrano troppo poco, e arrivano troppo tardi. e per questo non sono, almeno per me, convincenti…

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