Non concordo con Rosy Bindi.

21 novembre 2012 § 9 commenti


Non concordo con l’analisi di Rosy Bindi su Renzi, definirlo figlio del berlusconismo significa non sapere nulla della nostra generazione, dimostra una volta di più la necessità di un governo di contemporanei. Avete fallito voi in questi venti anni. Noi, purtroppo, non siamo figli di Berlusconi, siamo figli del vostro fallimento.

p.s. non sono tra quelli che considera la Bindi il male assoluto. L’ho sempre detto prendendomi anche insulti a pioggia da chi ne ha fatto il nemico assoluto e oggi sta con lei e magari vede in Renzi il nemico della battaglia della settimana. Cerco di tenere la barra dritta. Oggi non sono d’accordo con lei. Dovremmo tornare a fare politica così. Senza nomi per nemici. Discutendo di idee e basta.

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§ 9 risposte a Non concordo con Rosy Bindi.

  • Io ero allibito mentre diceva che chi non ha vissuto gli anni ’60 o addirittura il Concilio da credente non è detto che abbia lo capacità critica di comprendere e superare il “berlusconismo”. Ho 24 anni e Berlusconi lo studio all’università, chi glielo spiega?

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  • gdelzot@tin.it ha detto:

    Un po’ di anni fa Bersani ha fatto le lenzuolate, la Bindi una minirforma sanitaria, accontentaevi e finite l’attività in gloria. Anche perchè non sento che abbiate delle idee originali vostre proprie che nessunp porterebbe avanti meglio di voi ! Diteci : quale è l’originalissimo ed esclusivo vostro programma ?

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  • Dome ha detto:

    Daccordo con te, la vecchia guardia PD e’ capace di perdere anche a questo giro. Avanti cosi’.

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  • seiovesdi ha detto:

    Io appartengo alla tua stessa generazione eppure concordo con Rosy Bindi sul fatto che Renzi è figlio del berlusconismo. Forse non so nulla della “nostra” generazione? Con lo stesso titolo, potrei dire che sei tu che non ne sai nulla. La questione generazionale è importante ma non tiriamola fuori dove non c’entra. Un belloccio abbronzato come Renzi è contemporaneamente figlio del berlusconismo e del nulla politico rappresentato dal PD. In nessuna formazione politica seria una nullità del genere sarebbe stato anche solo minimamente preso in considerazione.

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  • Anonimo ha detto:

    Certo la Bindi non è il male assoluto. Certo Renzi e tutti noi della sua generazione non siamo figli di Berlusconi e certo la Bindi questo non l’ha capito. Ma non ha capito nemmeno che con queste “sparate” porta acqua al mulino di Matteo R.

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  • enrico ha detto:

    Ma la volete smettere di dividere il mondo in “contemporanei”, quelli che la pensano come voi, e “passatisti”, quelli che non la pensano come voi?
    Anche Paul Rayan, falco repubblicano candidato alla vicepresidenza Usa con Romney, è contemporaneo: cosa facciamo, lo nominiamo segretario del Pd?
    Non avevate detto di avere altre idee, oltre alla rottamazione? No, perché a me sembra che giriate sempre e solo attorno a quell’argomento.

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    • Sandman ha detto:

      Nel marketing si chiama UPS – Unique Selling Proposition – ed è l’argomentazione principale con la quale vendi un prodotto, in questo caso è “il giovane” Renzi.

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  • Simone ha detto:

    il nuovo che avanza….

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  • paolo brunelli ha detto:

    Definire Renzi “figlio del berlusconismo” è schematico e riduttivo, se non proprio sbagliato.
    Il fallimento della mia (ho 60 anni) generazione riguardo allo specifico, credo stia nel non essere capaci di costruire una visione solidale della società per tutti quelli che non si inquadrano nei blocchi sociali che sono stati il riferimento della politica nel 900 (il popolo delle partite IVA, se vogliamo essere ancora schematici e riduttivi). Berlusconi lo ha fatto in modo bieco, ed ha raccolto consenso. Renzi sta cercando di dare una risposta sana alla stessa domanda. Non è quindi figlio del berlusconismo, è figlio dei disagi che vive la sua generazione, che pare “costretta” all’individualismo.
    Certo non si governa l’Italia senza affrontare il problema, e la attuale classe politica ha un atteggiamento autistico che la rende incapace di agire, se non peggio autoreferenziale con inclinazioni alla malversazione.
    Detto questo credo che abbia fatto più Bersani con le sue “lenzuolate” contro le corporazioni che 100 discorsi di Renzi sul “merito”.
    Quindi dilemma: votare Renzi perchè vive il problema, pone la priorità di cambiare la classe politica, ma esprime un programma dove si parla più di”merito” che non di “solidarietà”; oppure votare Bersani che ha fatto delle cose concrete e centra il suo programma sul tema del lavoro (non necessariamente dipendente…..), ma poi non è chiaro quanto sappia liberarsi della struttura di cui può rimanere ostaggio?
    Personalmente do fiducia a Bersani, ma certo Renzi non è il nemico, non staremmo nello stesso partito, che COMUNQUE deve cambiare.

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