Il cattivo uso della vittoria ovvero come perdere Roma.

4 dicembre 2012 § 30 commenti


Dunque ricostruiamo.

Dopo poco di un’ora dalla chiusura delle urne Matteo Renzi ha detto “Ho perso.” Prima volta nella storia della Repubblica che accade. Di solito, in Italia vincono sempre tutti.

Aggiunge anche: “Torno a fare il sindaco e appoggerò Bersani da militante.”

Cosa avrei fatto se fossi stata Bersani? Avrei preso un treno e sarei andata di corsa da Renzi a farmi quel famoso pranzo e a dare l’idea di un partito compatto che non ha subito colpi dopo la violenza con cui si è svolta la battaglia almeno a partire dalle seconde file in poi. Avrei archiviato quei toni, quella separazione, facendola apparire come qualcosa che aveva a che fare con la competizione e non con l’antropologia (tanto per dirla come Camusso e Vendola).

Invece succedono alcune cose che mi hanno indotto al silenzio fino a stasera perché volevo aspettare per capire se erano film della mia stanchezza o trailer del film che andrà in tutte le sale dei prossimi mesi.

Accade che la sera della vittoria di Bersani i bersaniani si riuniscano al teatro Capranica per festeggiare. Ho anche ricevuto l’sms, segno che il comitato usava la banca dati degli sms del partito. Ho pensato, dentro di me: avranno invitato anche noi, di sicuro, ora – esco dal dibattito con Raciti al Fatto Quotidiano – e saranno tutti lì. E’ sicuro. Invece no. Ok, ho pensato ancora, è normale. In fondo ce le siamo date fino a 24 ore fa: smaltiamo, va.

Ma poi oggi è successa una cosa gravissima.

Vedete a Roma non abbiamo una candidatura a sindaco autorevole. Non più. L’avevamo, ma il partito l’ha sfilata e ha mandato Zingaretti a vincere nel Lazio perché ci si aspettava che si votasse subito e bisognava vincere per fare da volano.

Ora pare che si voterà tutti insieme. E a questo punto lo dico pubblicamente: sono per l’election day che in questi tempi di crisi non ci sono soldi da spendere se l’emergenza è solo di un mese. Insomma a pochi mesi dal voto ci siamo ritrovati senza quello che da anni stavamo allevando a fare il sindaco e su cui alla fine eravamo tutti d’accordo, ma proprio tutti.

E si dà il caso che ci siano diciottomila candidature a sindaco e che ogni giorno dei mesi scorsi qualcuno si è alzato, uno per corrente, e si è candidato. Questo per me è un problema del PD ed anche del centro sinistra.

Roma non è Milano. Non è Cagliari. Non è Firenze. Porca miseria, non è nemmeno Napoli. E manco Palermo.

Fa storia a parte.

A Roma comanda Bettini, basta guardare le foto del suo compleanno (trova chi manca è il gioco).

Bettini è lo stesso che ha voluto Ignazio Marino candidato per arginare Franceschini e far vincere Bersani. Ci sono cascata anche io. E’ ora di dirlo.

Bettini è lo stesso che ha partorito Rutelli e poi Veltroni e poi di nuovo Veltroni. E poi Zingaretti segretario del PD Lazio, e poi Zingaretti presidente della Provincia di Roma e poi Gasbarra segretario del PD Lazio (ex vicesindaco del secondo Rutelli, quello in cui il suddetto si è rovinato) ed ora Zingaretti alla Regione Lazio (priva di Roma Capitale, quindi boh) e Gasbarra (così pare) a fare il sindaco con primarie di incoronazione.

Eh, sì, perché a quanto pare oggi sia Miccoli (segretario PD Roma) che Fassina (responsabile Economia e Lavoro del PD) hanno chiesto che i bersaniani del ballottaggio (leggi: PD per Bersani, Sel e PSI, ehm) si uniscano per un’unica candidatura. Ad oggi si conta quella di Sassoli (area Franceschini) e quella di Marroni (area Bersani di fede più o meno dalemiana). Ovviamente si sottindende che entrambi si ritirino a favore del salvatore della Patria: Gasbarra.

Ovviamente le regole per partecipare alle primarie romane di comune e municipi sono un’altra supercazzola per apparati ambulanti come se non avessimo capito che oltre all’apparato di partito organizzato esiste anche quel fantastico momento che è l’uso dell’urna elettorale e che se non usi bene le primarie (vedi Napoli e Palermo) finisce in modo diverso.

Ora due riflessioni:

1) perché chiamare a raccolta i bersaniani e basta? Si parte dal presupposto di scontrarsi anche a Roma contro i renziani (che per noi non esistono e sono questi comunicati degni del PCUS che li fanno esistere come entità)?  E’ noto che hanno votato Renzi i candidati a sindaco: Adinolfi, Gentiloni, Prestipino.  Non si può chiamare tutta la coalizione a raccolta e definire un profilo di competenza prima che di appartenenza? A Roma c’è per caso aria di epurazione di quelli che hanno votato Renzi? E’ normale questo in un partito democratico che ha fatto primarie, passare dalle primarie ai lunghi coltelli invece che ai forti abbracci? Dite a Dori Ghezzi che l’amore non è ancora scoppiato dappertutto.

2) qualcuno ha capito che oltre alle primarie tra Renzi e Bersani dobbiamo vincere le elezioni? Qualcuno ha capito che a Roma alle primarie ha votato poca gente e tra chi non ha votato c’è chi avrebbe votato Renzi e invece voterà Grillo? Davvero vogliamo ignorare l’istanza di rinnovamento che quel 40% nazionale sta gridando in modo disperato ed è molto meno di quello che in realtà è nel Paese anche per “merito” di regole respingenti invece che includenti?

Per conto mio non mi resta che seguire a ruota due bersaniani DOC che spero scombinino il piano bettiniano (a questo punto della questione tocca parlare chiaro ai romani e mi prendo questa responsabilità). Perciò seguo a ruota Giovanni Bachelet e (udite, udite) Matteo Orfini che insieme a me (e in modo più autorevole) stanno facendo la corte al ministro Barca, persona di grande competenza, il migliore del governo Monti.

Ovviamente dovrebbe essere il candidato della città e non dell’apparato. E, di certo, dovrebbe andare a primarie e dialogare con la città con questo meraviglioso strumento che, quando è usato bene, ha sempre ragione.

Tanto vi dovevo.

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§ 30 risposte a Il cattivo uso della vittoria ovvero come perdere Roma.

  • fiordisale ha detto:

    ma ancora a parlare di Renzi? eddai su, non ti ci facevo così tifosa, io il treno non lo avrei preso, più che altro per rispetto a renzi, mica è un ragazzino a cui hanno scippato babbo natale eh

    Te la dico chiara se nel pd le persone così esageratamente critiche non capiranno che gli avversari stanno di fronte (e talvolta di lato) e non dentro non si andrà da nessuna parte, mi sono un po’ stufata di leggere filippiche contro il pd da chi dovrebbe usare le proprie energie per animarlo e riepirlo di contenuti (non necessariamente da iperprotagonisti) in questo renzi è stato migliore di tanti suoi fan.

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  • calicata ha detto:

    mi sa che non hai capito bene il senso di questo post. Ritenta.

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    • Bruno Gramiccia ha detto:

      Poi ci dirai che anche con Barca sedi caduta nella trappola di Bettini come per Marino? Ma Marino lo apprezzavi o no come candidato di segreteria? Mi rifiuto che una persona come lui si sia prestato al gioco di candidato dello schermoe e neanche che abbia peccato di ingenuità. Ricordo come si sia cimentato con grosso impegno nelle primarie di segreteria. Ciao.

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      • andrearenyi ha detto:

        Anche per me questo è forse l’unico punto debole del discorso d Cristiana. Se devo pensare alla strumentalizzazione di Marino, chiudo qui con la politica. Su Barca ho il solito dilemma: meglio un romano che conosce bene la città, che però può facilmente cadere preda degli “apparati”, o un esterno forse meno manovrabile sul piano politico ma impreparato a guidare la città?

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  • Roberto ruocco ha detto:

    I sindaci dovrebbero essere piú legati alle comunità ed al tessuto economico delle città che ai partiti. Nei governi locali migliori le logiche di partito vengono deposte. Ottima idea quella di Barca, ma dubito passi davvero, il pd di roma a mio modo di vedere é uno dei pd peggiori. In bocca al lupo

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  • Giorgio ha detto:

    Lo schema Barca però ammesso che possa essere interessato, difficilmente potrà essere compatibile con lo schema primarie..

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  • ti ringrazio per dirmelo ora che ignazio marino non lo volevate, dopo che ci siamo sbattuti per farlo votare. grazie sul serio

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  • antonella ha detto:

    Bè, grazie per la sincerità!

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  • Nebbiaian ha detto:

    Analisi lucida, chiara. Conclusioni ragionevoli e sensate. Brava, complimenti. Non tutti hanno il coraggio did ire queste cose che pure sono sotto gli occhi di tutti!!

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  • Alicata contesta da sempre a volte a ragione e a volte a torto. Ora, che il PD laziale è nella confusione è assodato ma, questo dipende dalle correnti che pur perdurano nel corpaccione del PD. Alemanno vince la carica di sindaco perchè il factotum Bettini impose l’ennesima minestrina riscaldata Rutelli. Alcuni municipi che da sempre votavano a sinistra si sollevarono ( grazie anche alla mia opera) e indicarono Alemanno come strumento di rottura del duo Rutelli/Veltroni…e funzionò. Ora Roma andrà nuovamente ad elezione e i candidati del centro sinistra sono talmente tanti che si potrebbe creare una squadra di calcio . Adinolfi Gentiloni Prestipino sono fuori e lo sanno . Se il PD presenterà Gasbarra ( porta borse di Rutelli, Alemanno rivince le elezioni. Barca facesse il tecnico e poi torni a casa. Serve un candidato credibile che non vedo…

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    • antonella ha detto:

      Alemanno ha funzionato benissimo come elemento di rottura… dell’intera città, però.

      Io i fini politologi che hanno votato un fascista per ‘rompere l’egemonia del duo Veltroni/Rutelli’ li prenderei a calci in culo anche adesso, a distanza di 4 anni e mezzo. Ma di cuore proprio.

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      • kate ha detto:

        per cominciare sono d’accordo con Antonella.

        Per il resto mi sembra che nell’analisi di Cristiana non ci siano contraddizioni e l’ammissione sul gioco di prestigio con Marino non dovrebbe destare perplessità nei confronti di chi scrive, semmai di chi l’ha pensato e realizzato.

        Certo che tu ora sia sulla stessa linea di Orfini un po’ mi preoccupa. Ci hai riflettuto bene? A parte gli scherzi, penso siano, purtroppo, energie sprecate quelle dedicate alla rincorsa di Barca. Come ci insegnano le primarie appena finite e il tuo stesso racconto, in questo PD servono ancora moltissime energie per ottenere risultati molto più piccoli di quello di candidare un “outsider”, quindi… Serve un piano B (e B non sta per Bersani!).

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      • Meursault ha detto:

        Un baciapile vale l’altro. Rutelli ha devastato tanto quanto. Solo che la memoria corta è in dotazione col kit del Pd.

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        • antonella ha detto:

          ‘Tanto quanto’ è l’unità di misura del niente, usata per comodità da chi non vuol sobbarcarsi la fatica di una comparazione un po’ più articolata. basterebbe il potenziamento e la sostanziale chiusra dell’anello del ferro voluta e fatta da Rutelli per segnare già una differenza enorme con Alemanno.
          Ho detestato il ‘tanto peggio, tanto meglio’ di quegli imbecilli che hanno votato un fascista, passando per giunta per rivoluzionari e duri e puri.
          Ho sognato che le donne del Ponte di Ferro risorgevano e li prendevano a sberle, a due a due finchè non veniva dispari..

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  • Tamara Giorgetti ha detto:

    è inquietante, ma ha ragione Cristiana, Bettini è quello che sceglie e decide i candidati, e non credo si possa sfuggire a questo, io vengo dalla toscana e non mi sono mai abituata a questo partito romano, prima col Pci e adesso col Pd…e questa città ha un bisogno estremo di un sindaco non manovrato da alcuno

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  • Anonimo ha detto:

    Sono convinto della sua buona fede e della sua sincerità, ma non posso non vedere che in tutto quel che scrive, c’è solo una frase che coincide con il mio piano di realtà, quella in cui invoca l’ascolto delle istanze di quel 40%. a cui aggiungerei un buon 20% che si sta orientando verso qualcosa che viene ignominiosamente marchiato come antipolitica. E fa il 60%.
    Tutto il resto è un assurdo teatrino, una rappresentazione sempre più virtuale, di spartizione del potere, lontano dalla realtà di un paese in declino, che annaspa per non soccombere in un sistema politico-economico suicidario che ha evidentemente e palesemente dichiarato il suo fallimento da tempo.
    Questa non è una crisi economica o finanziaria, ma la totale assenza della politica. La politica non è il valzer delle poltrone, non è l’assemblaggio ed il disassemblaggio di voti espressi in numeri percentuali con il fine di occupare più o meno poltrone.
    La politica è idee, valori, obiettivi, credo, e poi sistemi e strumenti per metterli in pratica e poi ancora sistemi e strumenti per verificarne i buoni risultati o porre rimedi a quelli mediocri.
    la politica è il bene dei cittadini, il loro lavoro, i loro diritti, i loro doveri. Non frugare nell’armadio per tirare fuori il vestito buono comprato a rate per piacere ai “mercati”. La politica è piani economici per orientare l’impresa verso il futuro, un futuro bello e buono per tutti, però. La politica è ambiente, perchè di ambiente si muore ormai e allora si fa anche se costa di più. La politica è pari opportunità per uomini e donne, ma quelle vere dove sia le une che gli altri possono esprimere se stessi e non mettersi lo stesso vestito, non la “donna invisibile” Puppato. La politica è spiegare agli italiani che non hanno bisogno del “Salvatore”, che sono in gamba e sanno fare da soli, che non hanno bisogno di comprare tutto da altri.
    La politica è questo e tante altre cose che sono certo sa anche lei.
    E perfavore non ditemi che tutto questo è utopia, perché se continuiamo a fingere di non poter cambiare nulla ci suicidiamo.

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  • Pietro Giliberti ha detto:

    Io ho votato Ignazio Marino e ancora oggi non rimpiango quella scelta: innovativa, ma non di frattura. L’idea che sia stata una “carognata” di Bettini per far vincere Bersani la trovo offensiva sia per Ignazio Marino che per quanti hanno lavorato per quella candidatura.
    Quelle furono primarie interne di un partito come lo sono state quelle per la segreteria regionale che hanno premiato – ancora! – un elemento di coesione e non di rottura. Sono segnali che gli elettori del PD stanno dando con una certa costanza: rinnoviamo gradualmente, ma all’interno di un quadro di unione. Chi si presenta per distruggere non passa.
    Arriviamo ora alle primarie di coalizione per il candidato sindaco di Roma: il PD dovrebbe operare una scelta unitaria al suo interno, anche con il coinvolgimento degli iscritti se del caso, e sfidare gli altri aspiranti candidati convergendo su quell’unico nome. In questo modo non si correrebbe il rischio di disperdere il voto PD e soprattutto usciremmo dalla fastidiosa abitudine di presentare candidati renziani, franceschiniani, bettiniani, dalemiani, bersaniani…
    La scelta di questo candidato unitario deve riguardare evidentemente una personalità in grado da coinvolgere quanto più possibile il melting pot degli elettori del PD e, in prospettiva, anche quelli delle varie componenti della coalizione.

    PS per Rutigliano: complimenti per il successo di Alemanno. Credo che Rutelli sarebbe stato in ogni caso un sindaco migliore, ma evidentemente a te questo aspetto marginale non interessa. Sei però in errore su Gasbarra, che evidentemente non conosci: non è mai stato un rutelliano, anzi i due si stanno pesantemente sulle balle.

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  • Beatrice Galasso ha detto:

    Cristiana, hai ragione Barca andrebbe benissimo come Sindaco di Roma perchè grazie alla sua competenza e al suo nome la città ritornerebbe a galla. Scusa la battuta ma ho tanta voglia che si riprenda a vivere sano in questa città e dovrà essere nostra cura che questo avvenga con il supporto di tutti. Primarie anche per Barca

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  • Meursault ha detto:

    E vuoi vedere che stavolta a Roma vince il M5s e vi lascia il PD col culo per terra a spartirsi quei 4 lotti rimasti prima del nuovo piano regolatore? Magari fosse…

    Postilla: Cristiana, non è cosa per te. Ti usano come usano gli amplificatori negli stadi, ma a quanto pare non hai la lungimiranza per capire chi è immischiato in certe dinamiche. Che autorevolezza può avere una pedina reo confessa?

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  • Alberto Paris ha detto:

    anche se dubito che ti possa interessare qualcosa, mi complimento con te per quello che hai scritto e per la chiarezza con cui lo hai esposto (il dubbio sull’interesse che posso suscitare è perché non sai chi io sia, id est, non sono nessuno). Aggiungo che, alla luce del tuo ripensamento sulla candidatura Marino alla Segreteria (percorso che a me fu chiaro fin da subito) nella polemicuccia che avemmo al circolo Esquilino, forse non avevo tutti i torti. Ma tant’è: le persone intelligenti si riconoscono perché sanno riconoscere di essersi sbagliati. Mi fa piacere ritrovarmi a condividere alcune idee importanti con te

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  • Jacopo ha detto:

    sinceramente, non sono del tutto convinto che la candidatura marino, all’epoca, fosse stata usata per tarpare le ali a franceschini; fra gli elettori di marino, l’impressione che ricavai all’epoca e che resta valida, è che ce ne fosse una buona buona fetta, forse la maggioranza, che se non si fosse presentato lui avrebbero votato bersani, magari turandosi il naso (come civati, per dire); altri sarebbero semplicemente stati a casa; e qualcun altro, ma una quota probabilmente minoritaria, avrebbe sostenuto franceschini. ma parlando di roma, visto che ora pare che si voglia presentare anche gentiloni. si rischia di replicare, con alcune piccole varianti, l’effetto parma. si rischia cioè di avere una primaria alla quale si presentano due dinosauri: l’uno, gasbarra, l’immagine perfetta del bersaniano che non vorrei mai vedere, il funzionario che ha fatto, pazientemente, tutto il cursus honorum, e che adesso, dopo aver atteso il suo turno, è pronto, diciamo così, al salto di qualità (perchè fare il sindaco di roma è certamente un salto di qualità); dall’altra parte abbiamo il cattolicissimo gentiloni, che pur avendo sostenuto renzi non può certo essere considerato “il nuovo che avanza”, essendo parlamentare ormai di lungo corso, ex ministro, ex portavoce e fedelissimo di rutelli. se si fanno le primarie, è probabile che le vinca gasbarra (ma qui sicuramente chi abita a roma ne saprà molto più di me). e a questo punto ci sono varie eventualità. il vincitore potrebbe vincere anche al primo turno: roma è una città di sinistra (lo si è visto per queste primarie), il pd ha il vento in poppa dopo le primarie, il pdl invece è in caduta libera e a roma, da quando romolo la fondò, non era mai capitato di stare nelle mani di una persona incapace e indecente come il suo attuale sindaco. il rischio però, da non trascurare, è che ci sia una replica di ciò che è successo a parma; anche lì c’era un candidato di apparato, anche lì il pdl era in crisi a livello nazionale e anche lì il sindaco pdl aveva distrutto la città scatenando le giuste ire dei suoi abitanti. ma il candidato dell’apparato (che la era bernazzoli, e a roma sarà gasbarra, o gentiloni, entrambi sono dell’apparato) non vinse al primo turno, il candidato di grillo riuscì, seppur non di molto, ad arrivare al ballottaggio, e lì sbancò le urne. cosa fare per evitare questo? bachelet e orfini pensano al ministro barca. secondo me, per due motivi la sua candidatura non è adatta: uno, è un ministro, del governo monti, quindi invotabile; due, e questo mi pare il motivo più serio e meno personale, si tratta comunque di una candidatura che, per quanto autorevole, arriva dall’alto, e non dal basso. possibile che il pd, anzi il pd e la sinistra, a roma, non siano in grado di esprimere personalità nuove E di valore (le due cose non vanno necessariamente insieme; servono entrambe) in grado di giocarsi prima delle primarie serie (come lo sono state quelle nazionali), e quindi di vincere bene le comunali? possibile? c’è da sperare di no…

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  • Marino ha detto:

    Trovo ingenerosa la valutazione di Marino come di una candidatura dello schermo (tra l’altro, si presenta a sindaco di Roma? Lo sosteniamo?) . Anch’io mi ci sono sbattuto e ti ho conosciuto proprio in quell’occasione.

    Una candidatura Barca è “bella e impossibile”, visto che magari potrebbe fare il ministro in un ipotetico governo Bersani, siamo realisti. Ma anche Marino potrebbe essere un ministro… oppure Marino sarebbe un ottimo candidato alla Regione, visto il problema della spesa sanitaria, e libererebbe Zingaretti per sindaco.

    Comunque, lo scandalo nazionale è il PD romano che non riesce a trovare un candidato valido. Anche se, onestamente tanti anni fa io avevo dei dubbi sull’apparatchik Petroselli, che poi invece… per cui magari Gasbarra potrebbe non essere così male.

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  • Germano ha detto:

    Comunque la frase su Marino credo sia irrispettosa nei suoi confronti. Affermare di “esserci cascati” è come dire che Marino fosse consapevole di questa presunta operazione machiavellica

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