Tafazzismo.

23 dicembre 2012 § 14 commenti


Vedo che in tanti festeggiano per il fatto che Ichino non si candida alle primarie, sperando che questo sia anche la sua uscita definitiva dal PD. Io dico che lui (dovesse andare via) perdiamo uno dei simboli di quel 40% che ha votato Renzi e sognava una sinistra moderna, come l’avevo raccontata qui. Io non sarei così felice. Le primarie ci hanno tenuto insieme e dovevamo trovare una sintesi tra due anime che ci sono, è evidente. Forse più visibili fuori dal partito e più nella società.

Che sono due modi di intendere la sinistra davanti alle sfide del mondo. Come accade in UK tra i fratelli Milliband, come era accaduto tra Blair e Brown. Godere del fatto che perdiamo pezzi non fa un  buon servizio alla causa che è quella di vincere le prossime elezioni e di evitare in tutti i modi l’alleanza con il centro. Altro che Ichino. Poi ti toccano il Fini del G8 e il Casini baciapile. Scusate ma mi tengo Ichino tutta la vita.

A chi in Ichino vede solo un’etichetta chiedo di leggersi almeno questa pagina riassuntiva su di lui e delle sue idee.

Tag:, , ,

§ 14 risposte a Tafazzismo.

  • Squorte ha detto:

    Se Ichino non rientrerà, per la prima volta dopo 30 anni non voterò il Partito che fu di Togliatti, e che con Fassina ha concluso il suo ciclo (dal Migliore, al peggiore).

    Mi piace

  • Jacopo ha detto:

    ripeto il concetto che ho già espresso sul blog di sarubbi. ichino non è stato espulso dal partito. ichino è un accademico famoso, esponente noto del pd. che alle primarie ha aderito alla corrente che poi le primarie le ha perse ma dopo essersele giocate. a ichino, pare fosse stata ventilata la possibilità di andare nel listone bloccato. lui ha rifiutato, e le cause possono essere solo due: o qualche bersaniano ha messo il veto (possibilissimo, in certi metodi quella corrente lì eccelle); oppure si è reso conto che infilarsi nel posto sicuro del listone non avrebbe giovato alla sua già scricchiolante credibilità (sarebbero piovute critiche su di lui da tutte le parti, da chi non condivide, giustamente, le sue assurde polemiche sui “lavoratori garantiti”, da chi lo ricorda, renziano convinto, assiduo sostenitore delle primarie). e allora, ha detto che anche lui si sarebbe sottoposto alle primarie; evidentemente ora ha fatto due conti, e ha scoperto che, misurandosi davanti agli elettori del suo partito contro un altro candidato del suo partito, le sue speranze di vincere tendono a zero; cosicchè, invece di intraprendere la competizione in cui probabilmente, la sconfitta sarebbe umiliante, si ritira atteggiandosi a incompreso (e probabilmente, lo è davvero, incompreso; altrimenti, perchè non le fa, queste benedette primarie?). il “moderno”, il “rinnovatore”, il “riformista” ichino se ne va, con le sue idee che lui ritiene di sinistra, ma che evidentemente non paiono essere tali a chi di sinistra lo è davvero. e questo conferma anche un’altra cosa: non è perchè c’era ichino, che il grosso degli elettori di renzi ha votato renzi alle primarie. come non mi stanco di ripetere, al netto di chi renzi lo ha sostenuto attivamente, la massa degli elettori lo ha votato perchè parlava di rottamazione (senza avere tutti i torti, secondo me), senza conoscere molti aspetti del programma renziano, far cui appunto le idee ichiniane; e renzi non ha mai parlato, quando è andato in tv e si trattava di conquistare i voti del “pubblico mainstream”, delle idee di ichino; oggi si capisce perchè, a quanto sembra…

    Mi piace

  • fiordisale ha detto:

    bè ammetterai che i suoi metodi da riffa, mettendosi all’asta; i suoi ricatti in saldo imponendo aut aut che non stanno ne in cielo né in terra sono tutto fuorché democratici.
    Alle primarie c’erano 2 linee e 2 strategie contrapposte, quella di Ichino ha perso e lui non è sufficientemente democratico da accettarlo oppure la sua smania di protagonismo lo induce a fare mosse moralmente discutibili (sta frase è molto di moda ma mi piaceva accennare a quel gran pezzo di signore di D’Alema che ha detto una sola volta una cosa e l’ha fatta, Ichino no. Il ragazzo ha ancora molto da imparare e sicuramente Montezemolo, Casini e Fini sapranno colmare le sue lacune di democrazia applicata)

    Mi piace

  • enrico ha detto:

    Francamente, difendere Ichino anche in questo caso mi sembra degno di una fede di stampo talebano.

    Cerchiamo di analizzare i fatti, per favore.

    Ichino (Renzi) ha perso le primarie. Fassina (Bersani) le ha vinte.

    Ichino voleva un posto nel listino bloccato, perché sa benissimo che non raccoglierebbe un voto tra i simpatizzanti del PD.
    Non avendolo ottenuto, e conscio del fatto che avrebbe fatto, alle primarie, una figura ridicola, si è ritirato, per non misurarsi.
    Siccome, però, il “rottamatore” Ichino, alla poltrona di senatore dev’essersi affezionato, non si ritira a vita privata, ma passa in un altro partito. Solo se lo fanno capolista, però. Molto coerente e di grande esempio per quei giovani ad 800 euro che si vanta di rappresentare. Complimentoni.

    Tra l’altro, il suo piano è molto chiaro, nelle intenzioni: se si fa eleggere nel Centro, il suo voto potrebbe risultare decisivo al Senato. Così, avrebbe un potere di ricatto sulla coalizione di centro-sx enorme. Potere non conquistato nelle urne, ma dietro le tende del Palazzo. Come Mastella, per dire. Sempre in nome del merito, e dei giovani, ovviamente.

    Intanto Fassina, quello da “sculacciare” (per dire come si esercita in proprio quel rispetto che però si richiede agli altri), si fa le sue belle primarie a Roma, pur avendo un posto assicurato nel listino. Certo, mi dirai, sarà un “collegio” bloccato. Sempre meglio, ti rispondo, che pietire un posto (e uno stipendio) a Casini, Fini e Montezemolo.

    Non credi, cara Cristiana, che sia ora di ammettere che certi esponenti del nostro partito, di cui Ichino è il simbolo, hanno una visibilità sui media (certi media, guarda caso quelli che non ci vogliono proprio bene) inversamente proporzionale al loro reale peso?
    E che forse non è un caso che giornali come il “Corriere della Sera” lo ospitino con così tanta generosità, regalandogli quello “spazio politico” che altrimenti, nella realtà, col piffero che avrebbero.

    Ichino stia con noi, se vuole. Consapevole di essere minoranza, per il momento, però. Altrimenti, quella è la porta. E mi pare che abbia deciso lui di imboccarla.

    Mi piace

    • Squorte ha detto:

      Io penso che Ichino rappresenti la linea più coerente e genuina del PD, che ti ricordo è un partito nato per rappresentare tutti gli Italiani progressisti e riformisti, e non solo quelli che appartengo alla Sinistra Massimalista, i cui rappresentanti si comportano ogi come se fossero gli “azionisti di riferimento” del Partito.

      Credo che la sua uscita nuocia principalmente a Bersani, che da Ministro del Governo Prodi (quello che Vendola ha fatto cadere!) ha dimostrato di essere più vicino alla posizioni di Ichino e di Monti che a quelle di Fassina e Vendola (che sono i due Bertinotti di turno). E credo nuocia al Partito, perché perderà non solo dei voti ma anche la vocazione di governo, e non più di opposizione, che Bersani e Renzi avrebbero finalmente potuto incarnare.

      Vedi: ai tempi di Luigi Berlinguer e di Luciana Lama (e Bruno Trentin) la Sinistra Massimalista non influenzava, come avviene oggi, le decisioni del Partito né quelle del Sindacato.
      Bertinotti, già allora come capo della FIOM, guidava l’opposizione interna e non firmava, così come ora Landini non firma, alcun contratto. E Mario Capanna, Gad Lerner, Rossana Rossanda, Diliberto… davano del fascista e del democristiano a Berlinguer (e prima ad Amendola, e a Borghini, Colajanni, Chiaromonte…). Ma se i Landini, i Fassina ed i Vendola di allora avessero avuto la stessa influenza di quelli di oggi sulle Segreterie del Partito e della CGIL, non avremmo mai avuto lo Statuto dei Lavoratori, il Protocollo di Luglio ’93, non saremmo entrati nel Patto Atlantico, avremmo ancora la Scala Mobile. Pensa: non avremmo neanche avuto la straordinaria stagione dei grandi sindaci del PCI di Modena, di Reggio, di Bologna, di Torino… che non a caso erano osteggiati in modo radicale dalla sinistra interna molto (ma molto) più che dalla opposizione politica dei loro Consigli comunali!

      Per questo credo che l’uscita di Ichino di un fatto grave per il partito e per tutti noi.

      Quanto ai numeri delle Primarie hai ragione: Vendola ha “vinto” col 16% mentre Renzi ha “perso” col 40%. Infatti un attimo dopo Vendola ha messo all’incasso il suo 16% lanciando gli “altolà” el’antiberlusconismo militante (e fine a sé stesso) che hanno riaggregato e rievocato il peggio di quello che speravamo di esserci lasciati alle spalle. Credo che ogni progressita laico non possa che dispiacersene.

      Per discuterne.
      Ciao.
      Mauro

      Mi piace

      • enrico ha detto:

        Ichino rappresenta così tanto la linea del Pd che non ha mai ottenuto la maggioranza su una sua proposta. Come ho detto, un conto è la popolarità cartacea sul “Corriere della Sera”, un conto quella reale tra i simpatizzanti del partito.

        Fassina si comporta da “azionista di riferimento” perché, attualmente, lo è. C’è un modo per farlo smettere: vincere il prossimo congresso. Insisto: nella realtà, non sul Corriere o tra le poltrone di Ballarò.

        Secondo me semplifichi un pò troppo la ricostruzione storica. Anche perché, comunque, Berlinguer si battè per mantenerla, la scala mobile, con un referendum (che perse).
        E poi, sinceramente, io questa Sinistra Massimalista, come la chiami tu, francamente faccio fatica a vederla. Ed è vero che il Pci era meno influenzato dal radicalismo a sinistra, ma era molto, molto più a sinistra del Pd di oggi (estremizzo: Fioroni non c’era).

        Vendola non ha “vinto”, e Renzi potrebbe contare molto di più, se solo lo volesse.

        Comunque, e rispondo anche al commento di Cristiana, che condivido (anche se questo rende la scelta di Ichino ancora più incomprensibile: se rappresenta la linea economica del 40% del Pd, perché se ne va?), queste sono discussioni che si possono fare tra persone serie (e ti ringrazio delle tue osservazioni, comunque stimolanti). Ma Ichino, mi dispiace, ha dimostrato di non esserlo.

        Nessuno l’ha cacciato. E, secondo me, metterlo nel listino era sbagliato, perché è una personalità conosciuta, famosa, che deve cercarsi i suoi voti. Non è uno degli oscuri parlamentari che vivono nelle commissioni, insomma.
        Non farlo, e cercare la via più facile per essere rieletto, per me, lo squalifica a prescindere. Persino al di là delle sue idee.

        Mi piace

        • Squorte ha detto:

          Scusa ma è esattamente il contratrio: Ichino è stato eletto, per almeno due volte. Fassina invece è nato con la camicia perché fa il dirigente di Partito da quando esiste. Non mi risulta si sia mai sottoposto al voto degli elettori. Ciao.

          Mi piace

    • calicata ha detto:

      Enrico, grazie per questo tuo intervento, poni dei quesiti corretti e con i toni giusti. Io penso che la linea Fassina non sia a linea Bersani (non in modo identitario)…lo era per Renzi la linea Ichino (e ha preso il 40%, ignorarlo è un po’ da folli) e che, anzi, la linea PD sia una sintesi tra Ichino e Fassina…e tra Monti e l’antimontismo. aggiungo che non condivido la sua scelta di andare con Monti, anzi la cosa mi fa piuttosto incazzare.
      Aggiungo che Bersani NON ha mai escluso l’alleanza con l’UDC, quindi con Monti quindi a prescindere da ciò che dice Fassina, Bersani è molto più vicino a Casini e Monti di quanto qualcuno vorrebbe fare passare.

      Mi piace

      • Jacopo ha detto:

        io però credo che molti facciano un errore di valutazione. ragionano cioè come se tutti quelli che hanno votato renzi alle primarie, conoscessero e approvassero la linea economica di ichino. invece non è affatto così. nel mio piccolo, ho avuto modo di parlare con un po’ di persone che poi hanno votato renzi, e nessuno sapeva nemmeno chi fosse ichino (e, fidatevi, se avessero saputo le sue idee in tema di lavoro e diritti sociali, non avrebbero mai votato renzi), anzi, una persona addirittura sono riuscita a non farla andare a votare proprio grazie a ichino (“vai su internet e guarda cosa dice”, mi è bastato dirgli). tutti quelli con cui ho parlato, avevano invece ben chiaro il discorso di renzi sulla rottamazione: su quello renzi ha insistito in pubblico, quello ha fatto breccia. renzi, per dire, nella sua toscana ha vinto, se ne è vantato lui (e non aveva neanche torto), in un posto come castelfiorentino, un posto dove il pci, sempre parole sue e non è difficile credere, aveva il 70% da solo, e dove ancora oggi i sindaci, ovviamente pd, esprimono idee fortemente di sinistra; è stato perchè c’è ichino, che hanno votato renzi, o è stato perchè non ne possono più di un certo tipo di apparato ben rappresentato da bersani? che bersani sia molto vicino, o voglia essere molto vicino, a monti e all’orrido casini, purtroppo è chiaro (e si è perso il mio voto proprio per questo); da oggi, ichino non è più “vicino”, ma è proprio “dentro” a monti e casini. il fatto che a fare questa giravolta, poche settimane dopo una primaria persa sì, ma con dignità, sia stato un soggetto che si atteggiava a integralista delle primarie accusando tutti gli altri di non volerle, la dice lunga sulla statura del personaggio (si tratta di una conferma, peraltro, non di un fulmine a ciel sereno); dunque, secondo me, è un bene per il pd (che comunque non voterò; i nomi messi in lista da vendola sono tutti ottimi e alcuni in particolare) che se ne sia andato.

        Mi piace

      • mariam ha detto:

        Sinceramente non vedo come si possa rimpiangere la dipartita politica di ichino, il cui pensiero fondante è il ripensamento critico non di un tema, due, voglio scialare tre , della storia politica della sinistra italiana ma addirittura gli ultimi sessanta anni, non ti sembra un po’ esagerato?
        Io sono felice che se ne sia andato e spero non torni.

        Mi piace

  • Anonimo ha detto:

    per lo stesso principio tutto quelli che hanno votato Bersani non è detto conoscano cosa dice Fassina.

    Mi piace

    • Jacopo ha detto:

      quasi nessuno, se vuoi il mio parere. forse però c’è una piccola differenza fra i due casi: chi ha votato bersani, è purtroppo convinto che bersani sia di sinistra; si tratta solitamente, e in gran massa, di persone che, per dire, non sono d’accordo con l’abolizione dell’articolo 18 e con la “riforma” delle pensioni, che non osannano marchionne, eccetera eccetera; alcuni di questi, i militanti, giovani e meno giovani, sono quasi commoventi quando cercano di spiegarti che anche bersani la pensa così (convinti loro…), altri, semplicemente, hanno votato bersani perchè lo hanno PERCEPITO più a sinistra di renzi, pur non avendo detto nulla di veramente di sinistra, bersani, in campagna elettorale; è lo stesso motivo per cui molti che hanno votato vendola al primo turno al ballottaggio hanno votato bersani (incomprensibilmente, di nuovo secondo me). questo però per dire, che se anche la gran parte degli elettori di bersani non conosce le idee di fassina e molto non sanno nemmeno chi è, si tratta comunque di persone che, se sentissero parlare fassina, sarebbero d’accordo con lui su tutta la linea (anzi, alcuni direbbero a quelli come me: “lo vedi? questo è vicino a bersani, quindi vuol dire che anche bersani la pensa così!”). invece, molti elettori di renzi, se avessero conosciuto il discorso ichiniano, non avrebbero votato per renzi. un amico, per dire, mi ha chiesto quale fosse il programma di renzi il venerdì sera prima del ballottaggio, dopo aver votato renzi al primo turno; se gli avessi parlato di ichino, 99 su 100 non sarebbe andato a votare al ballottaggio, ma era venerdì sera, c’era il gruppo che suonava, tutti avevamo fatto i nostri conti e sapevamo che sarebbe finita 60 a 40; così non ho detto niente, e l’amico mi ha detto “voglio solo vedere delle facce nuove”, così come la zia mi ha detto “renzi am par tant un brav putlet” (“renzi mi sembra tanto un bravo ragazzo”) e come un numero imprecisato di persone invece si è lasciato andare “i m’à rot i maron!” (traducila da solo, non è difficile). tutta gente a cui, spiegato cosa vuole e cosa dice ichino, sarebbe passata la voglia di votare renzi, garantito.
      la differenza fra i due casi è tutta qui…

      Mi piace

  • marco ha detto:

    insomma, si è portato via il pallone.

    Mi piace

  • scialuppe ha detto:

    -> Io dico che lui (dovesse andare via) perdiamo uno dei simboli di quel 40% che ha votato Renzi e sognava una sinistra moderna come l’avevo raccontata qui.

    Appunto, motivo in più per festeggiare.

    Mi piace

Commenta se hai qualcosa da dire.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo Tafazzismo. su NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE.

Meta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: