Non avrei avuto parole migliori.

5 gennaio 2013 § 1 Commento


Di quelle di Stefano Menichini. La forma del PD comincia ad essere quella che pensavamo e, soprattutto, quella che fara’ bene al Paese malgrado i tentativi di rifondare una DC aristocratica con cui tenere in ostaggio i due poli piu’ popolari.

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§ Una risposta a Non avrei avuto parole migliori.

  • Jacopo ha detto:

    manco a dirlo, non condivido l’analisi di menichini. io credo invece che, alla fine, l’uscita di certi personaggi dal pd sia stata semplicemente la fine naturale di un processo che definirei fisiologico. si tratta di persone le cui idee, e il cui profilo, nulla avevano a che vedere con le idee, e anche il profilo, dell’elettore medio di centrosinistra. d’ubaldo, ad esempio, il turbocattolico che vota contro l’arresto di tedesco, in dissenso dal suo gruppo. adragna che si lamentava per l'”eccessiva visibilità” (!?!?) di cui a suo parere gode la fiom sui media. e poi ichino, ovviamente. le primarie hanno dimostrato una cosa, dove sono state fatte correttamente (non in molte aree dell sud, quindi, purtroppo): che vincono i candidati che hanno un profilo di un certo tipo: di sinistra, giovani ma per una volta non perchè la giovinezza sia un valore, ma perchè molti giovani che hanno vinto non sono gente spenta e cooptata. i “giovani turchi” sono riusciti a conquistarsi sul campo il consenso e la legittimazione che non avevano, e probabilmente si avviano a diventare quelli che un domani comanderanno per davvero, nel partito. un renziano come matteo richetti vince grazie alla sua popolarità e alla sua costante presenza, ormai quasi decennale (è già il secondo giro che fa in consiglio regionale con un mare di preferenze) su un territorio, il modenese, dove se fosse andato sostenendo quel che diceva ichino non lo avrebbe votato nessuno (sul modenese in pratica esiste un solo sindacato, ed è la cgil; in un territorio ancora fatto di fabbriche, e dove i lavoratori ancora votano compattamente a sinistra o se si rompono stanno a casa), e invece ha (a ragione) spinto molto sul discorso del ricambio; così è passato lui, e non è passata ad esempio una ras di lungo corso come mariangela bastico. ichino sapeva bene che nessuno lo avrebbe votato, come nessuno ha votato ad esempio un tipo come marco campione, un altro che cerca di convincere il mondo che totti gioca nella lazio. e perfino il famoso “apparato”, per una volta, ha dimostrato di contare meno del previsto. come esempio mi servo ancora di mantova, la mia provincia: era previsto che sarebbe passato marco carra, il feudatario di suzzara e di pegognaga che sono i due comuni più rossi del nord italia emilia esclusa, deputato uscente (e, mi costa ammetterlo, buon deputato: sempre presente, sempre attivo in commissione agricoltura, e ottimo il lavoro costante di ricerca dei fondi per il terremoto da destinare al basso mantovano), e infatti carra è passato primo; ma per gli altri due posti, tutti pensavano al segretario provinciale massimiliano fontana e al presidente del partito ezio zani. il primo, giovane (classe ’75), bersaniano supino (per le provinciali, nel 2011, quando ancora ero iscritto, venne nella nostra piccola sede, nel nostro piccolo comune periferico ma importante perchè storicamente di sinistra, e ci disse, a noi che esprimevamo dubbi su certi candidati: “non preoccupatevi, tanto poi la composizione degli assessori la faremo col bilancino del farmacista”), il secondo prima franceschiniano e ora renziano (credo), gran trafficone, che, come tutti sapevano, era già da qualche anno che stava preparandosi il terreno per andare al senato. invece sono passate due donne, l’ex ottima sindaca del capoluogo, fiorenza brioni, abbandonata in modo vergognoso al ballottaggio da un nugolo di alleati centristi e da alcuni esponenti delle coop, e ora meritatamente spinta al secondo posto dal voto di quasi tremila elettori, e la vice-presidente della provincia giovanna martelli (poi le provinciali le avevano vinte, perchè a mantova è quasi impossibile perderle, e gli assessori, a quanto ne so, li hanno effettivamente scelti col bilancino del farmacista). in molte parti d’italia, per queste primarie, hanno vinto i migliori, o almeno i meno peggio. record woman in lombardia è stata miriam cominelli; a monza è arrivato primo come meritava il bravo pippo civati. dell’aringa e altri elementi come mariella enoc (che bersani vuole mettere davanti a damiano che pure ha sbancato in piemonte), non hanno fatto le primarie, e se le avessero fatte non avrebbero preso neanche un voto; come altri, che infatti sono usciti.
    non hanno sbagliato loro, e sicuramente non hanno sbagliato gli elettori del pd; speriamo che non sbagli neanche bersani (speriamo)…

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