Come un mantra ogni mattina.

17 gennaio 2013 § 2 commenti


“Vi siete mai chiesti perché l’Italia non ha avuto, in tutta la sua storia – da Roma ad oggi – una sola vera rivoluzione? La risposta – chiave che apre molte porte – è forse la storia d’Italia in poche righe. Gli italiani non sono parricidi; sono fratricidi. Romolo e Remo, Ferruccio e Maramaldo, Mussolini e i socialisti, Badoglio e Graziani… “Combatteremo – fece stampare quest’ultimo in un suo manifesto – fratelli contro fratelli”. (Favorito, non determinato, dalle circostanze, fu un grido del cuore, il grido di uno che – diventato chiaro a se stesso – finalmente si sfoghi). Gli italiani sono l’unico popolo (credo) che abbiano, alla base della loro storia (o della loro leggenda), un fratricidio. Ed è solo col parricidio (uccisione del vecchio) che si inizia una rivoluzione. Gli italiani vogliono darsi al padre, ed avere da lui, in cambio, il permesso di uccidere gli altri fratelli.” Umberto Saba.

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§ 2 risposte a Come un mantra ogni mattina.

  • gregorybateson ha detto:

    niente rivoluzione, siamo Italiani, possiamo resistere, resistere, resistere…,
    in attesa dello straniero

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  • elena ha detto:

    Con tutto il rispetto per la grandezza di saba, non sono molto d’accordo. sento ripetere da ogni parte questa cosa che non siamo dei rivoluzionari, motivata in vari modi, dalla svogliatezza tipica nostra (?) a questioni storiche più o meno profonde. La visione di Saba è poeticamente splendida. Però.. Ammesso che di una rivoluzione “alla francese” per intenderci ci sia bisogno, cosa che non so, a noi manca una cosa che gli stati rivoluzionari hanno: l’identità. E non perché siamo svogliati, o guardiamo solo a noi stessi, o fratricidi, o perché siamo degli artisti, dei creativi e quindi per natura non combattenti (è quello che dissero a Julio Velasco per motivare la scarsità di risultati della nazionale italiana di pallavolo, al momento del suo arrivo), ma perché la nostra è una storia di frammentazione, infinita, da territorio a territorio. L’Italia è giovanissima, fa fatica a pensare a se stessa come unitaria, non ha un’identità formata e per questo è terrorizzata dal diverso, dagli immigrati, i barbari alle porte, esiste una Lega (ex lombarda!)… Forse saremmo in grado di fare tante rivoluzioni, separate. Una italiana, no. Ma quegli sgarrupati del volley sono diventati per anni la squadra migliore al mondo. E hanno cambiato le cose. Per la nostra identità ci vuole ancora tempo, forse. Ma non ci darei per spacciati, la forza di un’identità nuova, di sapere finalmente cosa si è e quello che si vuole, è incommensurabile.

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