La differenza tra noi e i tedeschi (oggi)

27 gennaio 2013 § 9 commenti


La differenza tra noi e i tedeschi oggi (non si riduce alla banalita’ delle parole di Merkel rispetto a quelle di Berlusconi) sta nella coscienza di popolo e nelle distinzioni. Per noi e’ accaduto per mano di “altri”, di “una parte”, per loro esiste una colpa collettiva.

A noi e’ mancata l’elaborazione collettiva, mancanza che ha frantumato il Paese in buoni e cattivi rendendo impossibile in parte una riunificazione politica vera. La frantumazione ha assunto nuovi connotati ma non ci ha reso immuni.

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§ 9 risposte a La differenza tra noi e i tedeschi (oggi)

  • gdelzot@tin.it ha detto:

    BISOGNA RICORDARE NON SOLO QUEL CHE E’ SUCCESSO MA PERCHE’ E’ SUCCESSO

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  • Jacopo ha detto:

    però noi l’abbiamo avuta, una resistenza. e nelle zone di paese occupate dai nazisti, furono i partigiani, più che gli alleati, a combattere, e poi a portare la libertà. i tedeschi non hanno mai avuto qualcosa di simile. mai, neanche quando avevano i russi e gli americani in casa. mai. io so che un nonno (il padre di mia mamma, non l’ho conosciuto) era nei partigiani. l’altro nonno, che invece ho conosciuto, invece no, però li nascondeva nel piccolo campo di mais che aveva all’epoca (e il fascista del paese, quando sapeva che erano vicini i rastrellamenti dei tedeschi, andava ad avvertirlo, e a dirgli di spostarli da lì e di trovar loro un altro posto; e si salvò la vita, così). i tedeschi devono sentirla, la colpa collettiva; e sentirla bene, ogni volta che alzano il dito, che dicono “qui c’è qualcun che non ha fatto i compiti”; sempre. e se non lo fanno, bisognerebbe ricordarglielo in ogni momento, quasi metterlo in premessa ogni volta che si parla con loro. fra di noi c’è chi l’ha avuta, questa colpa, e chi no. e alla fine ha vinto chi no. forse…

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  • calicata ha detto:

    in realtà anche in Germania c’è stata opposizione e non poca…e d’altronde il nostro regime era più debole e quindi è riuscito di meno a sradicare la resistenza…non dobbiamo dimenticare però che il fascismo è stato fenomeno collettivo e di massa…negarlo è pericolosissimo e direi è proprio l’errore. Nella mia famiglia per un Mario Alicata in carcere come oppositore politico c’erano due sorelle partigiane e medagliate, un fratello marinaio (disperso in sommergibile), un fratello magistrato a Palermo (mio nonno) e un fratello simpatizzante con il regime…insomma…una riflessione collettiva, appunto, va fatta senza assoluzione di una parte.

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    • Jacopo ha detto:

      appunto! io sono convinto che “di massa” non voglia dire che tutti erano col fascismo (il pd oggi è un partito “di massa”! la lega nelle sue zone! grillo!). al di là delle considerazioni su come fece mussolini a vincere le elezioni pur essendo in minoranza grazie alla legge elettorale acerbo e alla frammentazione delle opposizioni, più che di “rischio dell’assoluzione” di una parte io parlerei di distinguere bene chi contribuì da chi invece si oppose. il fascismo è stato un fenomeno di massa, sì, ma al quale una parte consistente della popolazione non aderì mai, e a cui si oppose. in germania sì c’è stata un’opposizione, più che altro nell’ambito dello stesso esercito, ma non visibile, nè forte, nè decisiva a ridare dignità al paese, c0me quella che si è avuta in italia. io, ma anzi, noi, se fossimo vissuti sotto il fascismo probabilmente saremmo stati contro, e avremmo fatto qualcosa, chi più chi meno, per opporci. non è autoassoluzione (un difetto tutto italiano, purtroppo), per una volta no. per una volta, ecco, è possibile fare nomi e cognomi…

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  • Simone ha detto:

    Le colpe collettive sono come le assoluzioni collettive. In Germania la storia della colpa colletiva reggera’ finche’ la classe dirigente (non politica…solo in Italia le scambiamo) sapra’ sostenere la tesi della colpa colletiva, gia’ la nostra generazione non l´accetta piu’: perche un trenenne tedesco devve sentire una colpa per quello che ha fatto un nonno o un bisnonno che non ha mia conosciuto! Visto che ormai i responsabili sono quasi tutti morti o si accingono ad esserlo sarebbe il caso che si iniziasse a ricosstruire le singole responsabilita’: Eichamann ha organizzato la spedizioni di milioni di ebrei in tutta Europa ma i migliaia di ferrovieri che quei treni guidavano sono finiti ignoti nella colpa collettiva e le loro motivazioni sono svanite….molto molto pericoloso!

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  • Meursault ha detto:

    Attenzione alle approssimazioni.

    “Un recente studio del Friedrich-Ebert-Stiftung rileva la crescita nell’opinione pubblica tedesca di posizioni di estrema destra, contro gli immigrati e anti-islamiche. Posizioni “decisamente razziste e antidemocratiche”, affermano gli autori dello studio, hanno ormai coinvolto il ceto medio e sono presenti “in tutti i gruppi sociali, in tutte le classi di età, a prescindere dal tenore di vita e dal livello di istruzione, ed in entrambi i sessi”, anche in ambienti “tradizionalmente di sinistra”.
    In particolare, il 58,4% degli intervistati vuole limitare notevolmente l’esercizio delle pratiche religiose ai musulmani (nella Germania dell’Est, dove la presenza degli islamici non è rilevante, la percentuale sale al 75,5%). Da notare che il 55,5% degli anti-islamici si dichiara ostile all’estremismo di destra, ma allo stesso tempo dice di comprendere il fatto che a molte persone i musulmani “non sono simpatici”. Il sistema democratico ha il consenso solo del 46,1% del campione, mentre circa il 10% vorrebbe proprio un “fuhrer” che guidi la Germania “con un pugno di ferro”. In crescita l’estremismo di destra e l’antisemitismo (ad esempio, per il 17,2% “ancora oggi è grande l’influenza degli ebrei”). Circa un terzo vuole espellere gli immigrati, che arriverebbero solo per “sfruttare lo stato sociale” e stravolgono “in maniera pericolosa la Bundesrepublik”.”

    Non mi sembra una realtà sana e risolta. E, avendoci vissuto, confermo l’enorme frizione che si avverto sotto l’autocontrollo tedesco.

    http://www.uaar.it/news/2010/10/14/germania-secondo-studio-in-aumento-tendenze-razziste-e-anti-islam/

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  • Totentanz ha detto:

    1. Dici “in realtà anche in Germania c’è stata opposizione e non poca”. La Rosa Bianca era un gruppo di studenti di Monaco che facevano volantinaggio contro Hitler. Gloria eterna al loro coraggio, ma la resistenza al Nazismo si è risolta con loro. Mai, davvero mai dire che il Nazismo ha avuto tanta resistenza quanta ne ha avuta il Fascismo. Al contrario ha goduto di appoggio, approvazione e collaborazione del popolo senza pari.

    2. Nazismo e Fascismo non sono stati la stessa cosa. Siamo d’accordo sulla necessità di considerarli due grandi mali del ‘900, e soprattutto sull’elaborazione diversa che se ne fa adesso, ma erano due sistemi diversi radicati in due culture diverse. Di questo andrebbe tenuto conto quando si dice “da noi l’elaborazione è così, da loro è cosà…”.

    3. Faccio inoltre notare che l’elaborazione del tipo “da noi è accaduto per mano di altri” c’è stata anche nella ex DDR e c’è tuttora in Austria, due popoli che sono stati coinvolti nella genesi e nell’appoggio al Nazismo tanto quanto i tedeschi di cui parli, e che culturalmente sono tutt’uno. Segno, se me lo si concede, che l’elaborazione del tipo responsabilità collettiva è stata indotta da una sorta di lavaggio del cervello a livello nazionale con le generazioni immediatamente successive alla caduta del Nazismo.

    E infatti:

    4. Non conosci i tedeschi, non quelli tuoi coetanei, che rifiutano completamente questa responsabilità collettiva. Più che altro, conservano la memoria dell’errore della loro nazione, ascrivendolo però a una generazione che non è la loro. Certo, è un passo molto più avanti dell’Italia nell’elaborazione dei rispettivi totalitarismi del secolo scorso, ma il loro atteggiamento nei confronti del Nazismo è qualcosa del genere “riconosciamo la responsabilità della nostra nazione nella messa in atto di un orrore, ma noi non c’entriamo nulla”, e non quello che descrivi tu.

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    • calicata ha detto:

      Quando parlo di differenza parlo di approccio politico. Noi diciamo gli italiani fascisti, non diciamo il fascismo. La repressione nazista fu piu’ violenta e fu difficile anche esistere sottotraccia. Quello che dici rispetto alle generazioni non fa che confermare quello che dico io…mi pare.

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      • Totentanz ha detto:

        L’approccio politico cambierà con il cambiamento generazionale della politica tedesca. La dirigenza politica attuale appartiene ancora alla generazione del lavaggio del cervello.
        Non credo di confermare ciò che dici. I giovani tedeschi ascrivono il nazismo alla Germania di allora, e sono totalmente refrattari a qualsiasi attribuzione collettiva di colpa, anzi rientrano esattamente nella descrizione che tu fai degli Italiani di oggi nel rapporto con il fascismo.
        Ascolta, io non voglio stabilire quale dei regimi sia stato peggiore, dico solo che sì, sono d’accordo con te che l’elaborazione del fascismo in Italia sia sbagliata, ma non deve essere riveduta alla luce di come i tedeschi hanno elaborato il nazismo, perché i due regimi, pur condividendo ideali e sorte, hanno avuto genesi e sviluppo diversi in due culture diverse, e hanno incontrato resistenze diverse.
        Più informazione e un vero e proprio martellamento educativo su cosa è stato il Fascismo sarebbero forse una buona elaborazione, di certo non il senso di colpa collettivo che è gravato sulle generazioni tedesche del dopoguerra, perché il risultato sarebbe la generazione tedesca attuale: gente che del nazismo non vuole neanche sentir parlare.

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