I governi e le giunte “televisivi”

23 marzo 2013 § 2 commenti


L’obbligo di fare governi e giunte con nomi famosi o fintamente “non politici” e’ il sintomo del degrado politico e televisivo del ventennio passato. Un regalo di Berlusconi a cui non abbiamo contrapposto nulla di alternativo. Il fallimento cosmico della sinistra, il vero motivo per cui rottamerei questa mentalita’ che oggi alberga anche in politici piu’ giovani di me. Grillo a questo contrappone il cittadino qualunque dietro cui pero’ c’e’ lui, personaggio pubblico, famoso, che concentra tutta la mediaticita’ del suo partito (molto simile a Berlusconi in questo). Quello che dovrebbe fare un partito oggi (invece di alienarsi per mesi in congressi autoreferenziali) e’ proprio questo: allevare ed attirare talenti civici, permeabilizzarsi al Paese e non suturare se stesso per sopravvivere. La verita’ e’ che il Partito Democratico non e’ ancora nato e forse dovremmo prenderne atto e pensare di farlo nascere. Anche altrove, se serve.

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§ 2 risposte a I governi e le giunte “televisivi”

  • cloudofthesea ha detto:

    Qui ci sta bene la bellissima frase “Se non ora quando”.

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  • Jacopo ha detto:

    cristiana, hai ragione su tutto. però, mi viene da chiederti se pensavi le stesse cose nel momento in cui pochi mesi fa, hai sostenuto con impegno alle primarie del centro-sinistra un candidato che si è circondato, ostentando questa sua scelta, di nomi “esterni”, non tutti peraltro di grandissimo spessore: farinetti (il meno peggio, forse), baricco, fausto brizzi, giorgio gori, e infine davide serra (questi i primi che mi sono venuti in mente; ah già, un altro è il “re del cachemire” brunello cucinelli, imprescindibile!!!); e che oggi, coerentemente, dice (e più che altro fa dire ai suoi) che con berlusconi bisogna parlare, bisogna interloquire. e che certo, in campagna elettorale, ha personalizzato molto, non certo “attirato e allevato talenti civici”: anche gli amministratori di cui si è circondato, non si possono certo definire “grandi nomi”; c’è una differenza sostanziale, ad esempio, tra un emiliano e un del rio (indegno, secondo me, di fare il sindaco di una città che ha dato così tanto all’italia come reggio emilia); per tacere di figure come la bonafè o nardella che sono state premiate più per la loro fedeltà, che per le loro capacità.
    non è nato, il partito, e forse mai nascerà. ma forse può nascere una sinistra, o rinascere, e forse è anche meglio…

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