Non è questione di nomi.

27 aprile 2013 § 2 commenti


Il problema di questo Governo non sono i nomi da quelli che mi farebbero felice (Delrio, Bonino primi fra tutti) a quelli che mi fanno accapponare la pelle (il Quagliarello di Englaro, l’antiabortista Lorenzin alla salute) il problema di questo governo è che invece di darsi un tempo e un’agenda veloce si sta dando respiro lungo e mi chiedo, lo faccio davvero umilmente e responsabilmente, come le persone qui sopra potranno trovare una sintesi senza che questa non diventi un inutile papocchio. Costruiamo riforme che consentano a centrodestra, centrosinistra e M5S di confrontarsi di nuovo e chi vince governi per un intero mandato. Le riforme di cui ha bisogno il Paese sono profonde e richiedono tempo di applicazione, confronto e manutenzione. Serve un Governo forte di una maggioranza chiara e compatta. Che non vedo.

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§ 2 risposte a Non è questione di nomi.

  • Jacopo ha detto:

    è, purtroppo, anche una questione di nomi. perchè i nomi che sono stati scelti, sono funzionali a un governo che si intende duraturo, e non balneare o “di scopo”. letta è stato abile, democristianamente abile, a riempire le caselline dando il contentino a tutti. vice-premier e ministro dell’interno ovviamente berlusconi, per interposto alfano. una posizione strategica da dove berlusconi, il vero vincitore di questa vicenda, potrà controllare il governo e determinarne le politiche, tenendolo in pratica per le palle (e mi si perdoni il francesismo), pronto a farlo cadere appena verrà il momento, appena i sondaggi consiglieranno questa mossa, oppure appena sul fronte giudiziario le cose si metteranno male. cosicchè, dal resto delle poltrone riservate al pdl, è stato facile, e per berlusconi assolutamente indolore, lasciar fuori i nomi più indigesti, simb0licamente indigesti mi viene da dire, all’elettorato pd: i la russa, i cicchitto, i gasparri; insomma, i soliti. tanto quel che berlusconi voleva lo ha già ottenuto. tutto il resto è specchietto per le allodole. c’è una spruzzata di “tecnici”, il solito banchiere e la solita cancellieri, passata in pochi anni dall’essere un normale prefetto senza infamia nè lode al rango di “uno dei migliori ministri…”; la bonino che, e qui bisogna leggersi bene travaglio di qualche giorno fa, non è certo l’eroina solitaria che combatte contro il potere che tutti credono; per anni vicinissima al pdl, a fianco di berlusconi in tutte le sue battaglie anti-legalitarie (che come al solito qui hanno un nome nobile: “garantista”); propinatrice sempre da anni di proposte volte a demolire lo statuto dei lavoratori; infine, da trent’anni o forse anche più ben piantata nel mondo della politica, parlamentare in italia, parlamentare europea, commissaria, sottosegretario, candidato presidente di regione, e ora finalmente ministro: un nome che non disturba, certamente, berlusconi. poi abbiamo una bella infornata di democristiani, su cui spicca ovviamente del(i)rio, inopinatamente sindaco di una città, reggio emilia, che tutto poteva meritarsi ma non questo. i turchi hanno avuto il loro posticino al sole, orlando piazzato al ministero dell’ambiente (lo stesso che poco prima dichiarava “il governo non si deve fare per riempire delle caselle!”. appunto). la idem, che come ministro potrà fare tanto bene quanto un letta buttato in una canoa con in mano una pagaia. la ministra di origine congolese che, al netto delle buone intenzioni, chissà cosa mai potrà fare, in un governo che si regge sull’apporto del pdl che a sua volta non può scontentare la lega perchè altrimenti saltano tutte le giunte che ancora controllano, in coppia, al nord. e se ne potrebbero dire ancora tante, ma sarebbe inutile. a costo di passare per megafono, io credo che l’abbia detta giusta vendola, parlando di “restaurazione intelligente”; anzi, più che intelligente, io direi furba. almeno per chi non sa vedere, o non vuole…

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