Andreotti e l’identità nazionale.

6 maggio 2013 § 10 commenti


Pensiero breve, prima di cena.

C’è una cosa sicura. Andreotti, come Berlusconi, ha incarnato in un corpo solo pezzi di Paese enorme e l’epoca in cui il Paese che incarnavano si sentiva di vivere. Ecco forse a sinistra abbiamo bisogno di persone che non siano leader per imposizione, ma che lo siano per identità, per “partecipazione”. Il problema è: quanto assomigliamo al Paese qui a sinistra? Rispondere a questa domanda è la chiave per vincere e governare a lungo come loro hanno fatto e noi no. Mai. (non esiste politica che duri così a lungo che non assomigli – e tanto – al Paese, su questo almeno ognuno di noi rifletta. Vale anche per il periodo fascista, per dire)

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§ 10 risposte a Andreotti e l’identità nazionale.

  • antonella ha detto:

    Il problema infatti è quanto vogliamo assomigliare a QUEL Paese maggioritario. Pur non essendo èlite, per nessun tratto del mio essere, non ho mai concepito possibile votare Andreotti e poi Berlusconi. Che una maggioranza lo abbia ritenuto possibile, e anche con una certa compiaciuta partecipazione, per sessant’anni, è stato certo un problema per me, ma forse ancora di più per chi la componeva. Comunque io non voglio essere simile a loro, non lo sono, e non mi interessa governare insieme e, alla fine, ti dico addio Pd.

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  • Meursault ha detto:

    Non mi vergogno di ammettere che la morte di Andreotti mi abbia rallegrato.
    L’idea che tutto finisca in quiete e in silenzio, che tanti nodi si sciolgano per l’inevitabile scopo. L’idea che, a compimento di tanto impegno profuso per la gloria personale e non collettiva, arrivi lo sguardo misero di chi sopravvive e volta pagina mi ha donato un momento di partecipazione e un nuovo rispetto per l’equilibrio innato delle cose. Detto questo, credo che l’immagine del tuo partito, indefessa cCristiana, risieda nello sfottò bipartisan (pd-pdl) a Pomicino in quel di Piazza Pulita mentre invocava un coinvolgimento delle famiglie che detengono gran parte delle ricchezze italiane. Il dileggio bonario celava la preoccupazione che idee come quelle prendano piede, che finisca l’era delle fondazioni ‘culturali’ che esondano di sponsor prestigiosi, che cessi la vita del centro storico e della Garbatella, che si debba tornare a prendere l’autobus e a pensare che è dovuto solo quello che si è obbligati a condividere. Battuti, insomma, da un vecchio e scaltro democristiano che , bontà sua, ancora tratta i suoi figliocci da imbecilli. E tu che non vedi alternative fuori dalla tua personale cosmogonia, anche tu sei parte del problema.

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  • Jacopo ha detto:

    condivido quel che dice antonella. anche noi di sinistra SIAMO una parte di paese. non lo siamo TUTTO, ma non lo è tutto oggi berlusconi come non lo era tutto andreotti. e cercare in continuazione il famoso “leader” (di cui non si fa il nome, ma è chiaro dove si vuole andare a parare) capace di mettersi “in sintonia col paese”, nel momento in cui manca addirittura un leader in grado di stare in sintonia anche solo con la base del centrosinistra (perchè bersani non è mai stato quel leader, ma neanche renzi lo sarà mai), è esercizio poco utile, per me.
    piuttosto, riflettiamo su qquel che diveva berlinguer della “questione morale”, e di quanto fossero lontani da standard minimi di moralità andreotti prima e, soprattutto, berlusconi poi.

    p.s. senza volerlo mi è scappato di farlo, il nome di un “leader” (che chissà cosa avrebbe pensato se qualcuno lo avesse chiamato così…)

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  • Star ha detto:

    Ma cara, tu non sei di sinistra.
    Sei la Imma Battaglia del PD.

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    • Star ha detto:

      Se il PD vota l’ineleggibilità il governo cade.. e poi, alle elezioni, il PD sarebbe costretto a puntare sui contenuti piuttosto che elemosinare voto utile affinché non vinca Berlusconi.
      Quindi è impossibile che accada, mettiamoci l’anima in pace.

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