La vittoria degli sconfitti e la ciambella democratica.

10 giugno 2013 § 16 commenti


Letta: “Rafforzate le grande intese.”

Epifani: “E’ la rivincita delle politiche.”

Non va bene. E questa volta è gravissimo. Esiste una ritualità delle vittorie, dei pareggi e delle sconfitte. Esiste una ritualità nelle democrazie italiane che è quella di “consacrare” i risultati con parole di circostanza, con frasi formali buone per ogni stagione e per ogni risultato. Tutti vincono sempre. Nessuno perde mai.

Non funziona più e non è più credibile un certo “timbro politico di comunicazione” in un mondo in cui la comunicazione non è più mono-indirizzata. Così certe dichiarazioni sembrano ridicole.

Davanti al crollo dei votanti il PD, o meglio il centro sinistra, non ha vinto.

Semplicemente gli altri, tutti gli altri, hanno perso. L’astensione a Roma racconta due storie: la storia di chi ha visto Alemanno distruggere una città ma non avrebbe mai votato a sinistra (e alle politiche vota a destra) e che non è andato a votare. E la storia di chi non fa differenza alcuna tra destra e sinistra e quindi ha trovato inutile scegliere tra Marino ed Alemanno. Non è la vittoria del centro -sinistra (che notoriamente alle amministrative è più forte e credibile) a rafforzare le larghe intese, ma è il numero degli astenuti che dice: se governate insieme, siete tutti uguali e quindi a che serve scegliere tra di voi?

E guardate che la squadra che governerà Roma a partire dai tantissimi presidenti di municipio giovanissimi è una squadra che senza le primarie il PD  non avrebbe mai messo in campo e che certamente ha fatto la differenza e ha trascinato quel pezzo ancora appassionato che si è sentito partecipe e non ha mollato fino a questo ballottaggio. Non è indifferente che il PD sia più forte ed efficiente sui territori (sono d’accordo con Cacciari) nella dinamica di questa vittoria. Ed è vero come dice Becchi che il radicamento nel territorio del PDL è al nord la Lega (in grande crisi) e al sud l’UDC e AN che non sono più parte integrante della coalizione di centro destra.

Insomma per una volta, per una sola volta non potremmo dire: grazie agli italiani che fino all’ultimo ci hanno dato fiducia e scusate a tutti gli italiani che non si sono fidati di noi e, adesso, dateci il tempo per farvi tornare, umilmente, la fiducia?

Insomma per una volta si potrebbe percepire una vicinanza reale tra le dichiarazioni pubbliche e la realtà dei numeri e della vita della gente? Ma davvero pensiamo che se diciamo “abbiamo vinto” questo abbia qualche effetto diverso da fare incazzare anche una % di chi ci ha votato, ma ha votato Ignazio Marino o gli altri sindaci perché erano loro contro gli altri candidati e non perché avevano un’etichetta? Per una volta non potremmo restare con le orecchie a terra ad ascoltare il galoppo della fuga dalla partecipazione e provare a recuperare quella fuga senza superbia?

Non ha vinto nessuno se non fosse che un vincitore ci doveva essere perché la democrazia funziona così. Ai sindaci il compito di governare delle città in crisi finanziaria e alle prese con il Patto di Stabilità. Al PD quello di non illudersi. Non si costruisce sulle macerie, si costruisce su un terreno sgombro e su uno scavo di fondamento equilibrato con il palazzo che si vuole tirare su. E si ricomincia creando le condizioni per un congresso aperto e vero (come sono le primarie dei sindaci, tanto per dirla tutta). E se me lo chiedete continuo a desiderare una forma partito leggera e permeabile dove il segretario è candidato premier e riesca a dare voce alle parti sane del Paese che siano dentro o fuori dal partito, senza supremazie antropologiche dell’una o dell’altra parte.

p.s. certo che sono contenta, anzi felice, che Roma sia libera. E lo sono anche per Treviso dove ho vissuto due anni. Sono felice per questa meravigliosa occasione, ma non posso non guardare questa ciambella democratica dove il buco è sempre più grande.

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§ 16 risposte a La vittoria degli sconfitti e la ciambella democratica.

  • Anonimo ha detto:

    Vittoria c’e stata. Il pd non ha perso, ma non deve cantare vittoria, i sindaci nelle città importanti non provengono da una storia dei vecchi partiti di sinistra. Tv bs renzi letta, sono tutte persone che hanno una storia più libera. E su questo che occorre rriflettere .

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  • francesco ha detto:

    Concordo in tutto. Ma rilevo che si è vinto in una campagna senza foto di birre solitarie, toscani a mezza bocca, metafore senza senso , stonate cover di vasco, e schelitri di banche millenarie distrutte. Si è vinto perchè il capobanda on. Pierluigi Bersani non si è vatto vedere. Si è vinto perche il colpevole delle passate sconfitte, non c’era.
    Qualcuno che abbia il coraggio di urlarlo?

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  • Jacopo ha detto:

    nuovo ordine di scuderia, direttamente dall’allucinante renzi di ieri su la7: minimizzare la vittoria di roma (capitale, 3 milioni di abitanti), esaltare quella, che pure ha dell’incredibile, o forse no, di treviso ( 80mila abitanti).
    poi si dice che la gente pensa male.
    vabbè, mi metto al lavoro…

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    • calicata ha detto:

      Sento odore di veleno ideologico. Che c’entra Renzi? Vivo a Roma e ho vissuto a Treviso e ieri non ho parlato con Renzi….buon lavoro.

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    • pollasonoio ha detto:

      Jacopo, forse ha dell’incredibile pensare che sia la vittoria a Treviso ad avere più risalto rispetto a quella di Roma, ma credimi che da Trevigiana ho visto la Lega infiltrarsi prima pian piano e poi radicarsi nel profondo delle coscienze dei trevigiani fino ad averne quasi paura. Treviso è una città bellissima, ma i Trevigiani…andavano liberati! A Roma sì, ci sono 3 milioni di abitanti, ma fortunatamente Alemanno non se lo sono tenuto stretto per 20 anni come hanno fatto i trevigiani con lo sceriffo.

      PS: Cristiana davvero hai vissuto a TV?

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      • Jacopo ha detto:

        polla, sai qual è il punto secondo me? che da parte renziana, non si parla della clamorosa vittoria di treviso per quello che essa rappresenta, cioè appunto qualcosa di clamoroso, la culla della lega finalmente strappata a quell’animale di gentilini (cosa che avrebbe giustificato il fatto di votare persino un candidato come manildo!); parlano di treviso, perchè il candidato che ha vinto è renziano. è così purtroppo. marino, i renziani lo hanno impallinato fin da quando ha stravinto le primarie: chi ha proposto di candidare lo stesso il pessimo gentiloni (antonio funiciello, bellissimo), chi come quell’obeso di adinolfi ha prima previsto una vittoria di alemanno (“52 a 48, e non sarà un dramma”), e poi rosica visti i risultati, chi come michele anzaldi lo giudicava troppo “a sinistra”. il mantra era “è troppo di sinistra, non ce la farà mai”; invece ha travolto alemanno, preso un numero di voti che non è altissimo ma alla fine ci può stare, e quindi i renziani, a partire da renzi, glissano o rispondono solo quando glielo si chiede insistentemente (come renzi ieri che ha spiccicato due parole solo dopo dieci minuti che formigli ha insistito). prendiamo ad esempio il caso di una terza città, lodi. fino a quando il sindaco era guerrini, il “giovane sindaco” turborenziano, allora in casa renzi lodi veniva nominata ogni tre per due; adesso invece il sindaco è un normale sostenitore di bersani, grigio come grigi sono tutti i sostenitori di bersani, nessuno ne ha parlato (e renzi si è fatto vedere a lodi una sola volta), mentre la vicesindaca di guerrini è passata dall’altra parte canidandosi e perdendo col centrodestra, e anche, soprattutto su questo, silenzio di tomba. se avesse vinto un renziano a cinisello balsamo, che ha un nome da paese ma è grande come treviso, oggi i renziani direbbero “va bene roma, ma abbiamo trionfato a cinisello”, anche se cinisello è di sinistra da sempre, a differenza di treviso; a siena hanno esultato a metà, perchè valentini è uno dei loro ma il 52% al ballottaggio a siena vuol dire perdere (con la canidata di rifondazione che supera il 10% al primo turno e non fa confluire i suoi voti sul candidato del pd al ballottaggio, scelta giusta per un milione di motivi).
        prova del fatto che l’impressione mia è giusta (i renziani festeggiano solo i candidati della loro corrente e non cagano gli altri), è che la vecchia cristiana risponde che chi la pensa così è “ideologico”; purtroppo, chi viene spesso su questo blog, sa bene che questo è il tipico modo che lei ha di difendersi quando la colgono in fallo. e adesso è ora della pausa…

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        • simone ha detto:

          ha preso un numero di voti pari a quelli presi da Rutelli quando ha perso contro Alemanno.

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        • Jacopo ha detto:

          sì, ma in condizioni totalmente diverse! all’epoca era impensabile un astensionismo di questo tipo; all’epoca non c’erano i grilloni a fare “concorrenza” al centrosinistra (due terzi dei voti di grillo vengono da lì); all’epoca soprattutto roma non l’avevi ancora mai persa, venivi da un’elezione trionfale di due anni rima, e pareva fantascienza ipotizzare che finisse nelle mani di un fascista. per questo i voti che ha preso marino non è che siano una marea, è impossibile dire questo, però non sono neanche pochissimi (sui pochi che sono andati a votare al ballottaggio, due terzi han votato per lui); sono alla fine un discreto risultato. che non sarebbe stato raggiunto, se il candidato fosse stato un altro (sassoli o gentiloni); è questo secondo me che molti della corrente di renzi non vogliono ammettere…

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        • calicata ha detto:

          i renziani??? ma questi sono i tuoi film ideologici….io non so nemmeno chi è che ha vinto a Treviso.

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        • Jacopo ha detto:

          cristiana, per sapere di che corrente è il sindaco di treviso bastava leggere, distrattamente, un giornale qualsiasi. strano che una sostenitrice informata, presentissima, e agguerritissima di renzi come lo sei tu non lo sapesse. ripeto, strano. dopodichè, il fatto che oggi in casa renzi si festeggi molto per treviso, per vicenza “del mio amico achille variati” (già sindaco democristiano una ‘antina di anni fa che oggi guida una coalizione pd+udc, quindi una roba tipicamente democristiana nella città più democristiana d’italia: evviva il rinnovamento!), addirittura per salsomaggiore (!!!), e si preferisca ignorare roma, o si risponda infastiditi, è appunto un fatto, non un’opinione e tantomeno ideologia…

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        • calicata ha detto:

          Ma anche chi se ne frega? Non lo sapevo, non leggo queste cose e mi annoiano. Ho pensato a Treviso perche’ conosco il caso ed e’ molto piu’ emblematico dei casi che hai citato. Mi sembri ossessionato da Renzi. Io lo guardo con curiosita’ e speranza. Se sbaglia lo critico. Ciao.

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        • pollasonoio ha detto:

          Caro Jacopo, ti rispondo molto sinceramente: io di politica mi interesso fino ad un certo punto.
          Esattamente fino al punto in cui inizi tu, credo. Ovvero non riesco (e non voglio) farmi pugnette pensando ai renziani, ai bersaniani, ai berlusconiani, ai grillini, ecc… e alle loro macchinazioni.
          Mi spiego: a me, che sono donna molto pratica e poco emozionale, non frega niente se Renzi si complimenta o meno con Manildo, certo se lo facesse, se fosse CON Manildo ne sarei felice, ma anche se così non fosse…ma chissene! L’importante è che la Lega sia stata sconfitta e che Gentilini, finalmente, se ne vada!
          Se Cristiana non sa di che corrente è Manildo, pazienza! Non vedo proprio a cosa serva fargliene una colpa o iniziare una discussione su questo punto. Mi sembra del tutto superfluo e per niente costruttivo.
          Credo sarebbe molto più costruttivo iniziare a fare delle previsioni sul quel che saranno le mosse del nuovo sindaco. Per esempio: Manildo in un’intervista prima del ballottaggio ha decisamente scartato ogni domanda sui temi LGBT liquidandoli come “non importanti in questo momento”. Mi piacerebbe invece sapere quale sarà la linea del nuovo consiglio comunale su questi (ed altri) temi e avere quindi l’opinione di Cristiana…che ha vissuto a Treviso e quindi sa bene quanto siano spinose certe questioni qui da noi!

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        • Jacopo ha detto:

          sì vabbè, “quando sbaglia lo critico”, dopo che hai sostenuto alle primarie il candidato più “professionista della politica” che c’era (oltrechè distante sui temi etici da te anni luce), solo perchè lo sosteneva renzi, per pura logica di corrente (che magari non è neanche un male, eh, ma non bisognerebbe avere il timore di ammetterlo); “queste cose non le leggo e mi annoiano”, anche a me non è che appassionino più di tanto, è solo che sono su TUTTI i giornali, da giorni; quindi, o uno legge solo la gazzetta dello sport (anche qui, non c’è niente di male), o, suo malgrado, le sa. e che il mantra della corrente renziana oggi sia “abbiamo vinto le elezioni grazie ai sindaci della nostra corrente”, non è un’ossessione mia (ne ho tante, ma questa no, per carità), ma un fatto notorio, che si sa senza bisogno di leggere i giornali con la lente di ingrandimento. poi uno può giocare a fare il candido di voltaire fin che vuole…

          p.s. polla, questo era il senso del mio discorso, nulla di più. e sono contento che voi trevigiani siate riusciti finalmente a cacciare fuori l’animale dal comune. e ti dico di più. io un candidato come manildo in situazioni normali non lo avrei mai votato (in provincia di mantova, nel 2011, ci hanno propinato un candidato democristiano e dall’altra parte c’era un leghista; era già successo qualche anno prima che un leghista espugnasse la mia provincia, solitamente rossa; ma io non ho votato lo stesso quel candidato, che poi come volevasi dimostrare, ha vinto lo stesso), ma a treviso sì, avrei fatto il sacrificio. e speriamo che davvero segni una discontinuità con gentilini. poi tu stessa mi dici che, ad esempio, sui temi etici non c’è questa grande distanza. ecco, appunto…

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  • redpoz ha detto:

    chiamiamola vittoria, chiamiamola non sconfitta… non lo so come chiamarla, ma cambia poco: il PD si è affermato ovunque, anche a Treviso, anche ad Imperia, anche in Sicilia, anche a Siena.
    certo che questa affermazione non deriva da un “convincimento” degli elettori altrui, non si sono guadagnati voti, al massimo si sono recuperati un pò di quelli che sono mancati a febbraio.
    e tutte queste vittorie con Letta non hanno nulla a che vedere: sono spesso vittorie di “eterodossi” (Marino) o del territorio (Manildo, Variati…). confonderle con il consenso per il governo è gravissimo, un suicidio.

    non di meno, l’occasione è grande: affermarsi in territorio tradizionalmente ostili offre al PD l’occasione mai avuta prima per costruire un nuovo consenso su alcuni temi forti del riformismo e della sinistra. occasione che non possiamo sprecare.

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  • […] La vittoria degli sconfitti e la ciambella democratica. | NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE https://wordwrite.wordpress.com/2013/06/10/la-vittoria-degli-sconfitti-e-la-ciambella-democratica/ […]

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  • simone ha detto:

    Se leggete i flussi elettorali vi rendete conto che il PD non ha recuperato un bel niente: ha semplicemente confermato di poter contare su uno “zoccolo duro” di votanti che elezione dopo elezione si erode sempre di più.
    Il PD ha vinto questa tornata perché l’elettorato del centrodestra ha votato in minima parte.
    Non è una vittoria per abbandono, ma quasi: e ora Marino si trova a dover governare Roma con 2/3 dei cittadini contro.
    Non credo sia una situazione piacevole, specie perché ci si augura debba prendere decisioni assolutamente impopolari (le uniche in grado di salvare la città).

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