Il virus della responsabilità e la sindrome di quelli fuori.

19 luglio 2013 § 7 commenti


E’ facile parlare da fuori, dicono. Anche con una certa spocchia che comunque elenca tutte le cose formali e sostanziali che noi cittadini non riusciamo a vedere delle cose che accadono a Palazzo, come quando si è fermata la Camera per una riflessione di parte su un imminente processo che vede imputato il capo di quella parte, nonché il socio di questo governo. “E’ una cosa normale di galanteria istituzionale!”

“C’è la crisi.” Dicono per dirti che sei irresponsabile a volere andare a votare subito (io lo dico dal momento della nomina del governo Letta e quindi mi vanto di non avere avuto nemmeno un istante di connivenza, ma si sa, da fuori è tutto semplice).

Non capisci. Dicono spiegandoti che quel cavallo bianco, non è esattamente bianco, ha delle sfumature di bianco, delle strisce bianche, dei punti bianchi, del bianco che si vede inclinando la testa a destra. Insomma è bianco, ma non è così semplicemente bianco come dici tu.

“Governare non è facile, non è come condurre un’azienda.” Ti dicono, quando non capisci perché certe cose possiedono una lentezza mostruosa e tu pensi che sei diventata vecchia a furia di vederle apparire.

La verità è che questa “responsabilità” a cui tutti si appellano, questa “solidarietà” tra compagni di partito che se dissenti sei un traditore, o uno “che fa il frocio con il culo degli altri” (è un virgolettato, pare che qualcuno lo abbia detto sul serio) sta infettando anche i migliori, quelli che quando li senti alle feste dell’Unità dicono delle cose bellissime, quelli che per noi appassionati e innamorati del PD che non esiste sono sempre stati il PD che avremmo voluto. Ecco la cosa più dolorosa – un minuto dopo lo stato drammatico del Paese per cui questo Governo non farà nulla seppur dopo tante buone intenzioni che si infrangono nella semplice e banale diversità di vedute sui fondamentali – è vedere i migliori risucchiati nella dinamica di gruppo. Una dinamica di gruppo  (o di branco) che fa a pugni con la dinamica dell’elettorato e di quella del Paese. Insomma non ho capito questa classe dirigente del PD chi di noi sta rappresentando.

Non me.

Ecco, forse sarebbe opportuno creare le condizioni affinché anche stando dentro si continui ad essere ancora un po’ come quando si era fuori. Più lucidi, più vincolati al Paese reale.

Ah a proposito, questa notizia dice che c’è stata istigazione alla prostituzione. Quindi c’è stato anche il cliente finale. Quel cliente finale con cui siamo in società ad occupare poltrone senza che questo serva minimamente alle nostre vite, ecco ve lo dico senza peli sulla lingua. Io per lo meno non me ne sono accorta, ma certamente io, da qui fuori, non vedo abbastanza bene ed è sicuramente così e mi scuso per la mia analisi semplicistica di povera cittadina che non vede cosa state facendo a Palazzo. Poi se avete voglia ce lo spiegate. E se non capiamo sarà comunque, e certamente, colpa nostra e della nostra ingenuità.

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§ 7 risposte a Il virus della responsabilità e la sindrome di quelli fuori.

  • pgc ha detto:

    Mi piacerebbe, Cristiana, che rispondessi a una domanda: esiste un limite oltre il quale non accetteresti più di essere dentro a quel partito? Magari per trovartene un altro (SEL?).

    Votare, per dire, per l’istituzione della pena di morte? Per la tortura? Per la pedofilia?

    Esagero, chiaro, ma mi chiedo: c’è un limite che non intendi passare? Oppure il giuramento di fedeltà vale per tutta la legislatura, succeda quel che succeda?

    La mia non è una domanda retorica. Se questo è un blog, e non un editto, mi piacerebbe che trovassi 5 minuti del tuo tempo per dire chiaramente se un limite esiste oppure è sempre meglio stare dentro che passare la mano a questa gente (che può essere una motivazione discutibile ma accettabile).

    Saluti,
    pgc

    p.s. per me come ex-elettore del PD, quel limite lo hanno passato, e di gran lunga, da quando hanno accettato di fare una maggioranza con il PDL. Anzi, da quando non hanno votato Rodotà PdR per essere precisi.

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    • Meursault ha detto:

      Lo chiediamo in tanti da anni ormai. Unica risposta: “non vedo alternative”. Sinistramente ormai la locuzione ha assunto la seguente accezione: “non vedo alternative…al fallimento totale del sistema economico e culturale del paese”. Sbagliamo anche noi, comunque.
      La Alicata è persona diretta e dagli intenti onesti, ma non ha quel potere decisionale che le imputiamo quando le cose del Pd ci rendono increduli e furenti.
      E’ una spettatrice-vittima quanto noi, ma conserva la speranza (ingenuità?) di poter cambiare quella parte politica. Segnali dicono che tale speranza si stia sgretolando e l’ingenuità dissolvendo. Ora che il colpo di coda dei dinosauri è riuscito a dividere, fiaccare e disorientare i ‘rottamatori’ impantanandoli nelle sabbie di un linguaggio paludato che maschera il tradizionale inagire (ogni riferimento a Scalfarotto e precisamente causale), la Alicata nn riconosce più i compagni del fuori diventati i burocrati agiati del dentro. Forse lei non deve né uscire né dissociarsi. E’ bene che rimanga una solidale dissidente che da fuori sottolinea, sfrucuglia e denuncia. Perché quelli di buona volontà, ormai, hanno l’ingrato e solo compito di arginare i danni dei tanti patrioti improvvisati al soldo di privatissimi interessi. Verranno tempi migliori, forse. Questi mostri dall’immenso potere ricattatorio moriranno (zeus voglia) e forse gli invertebrati “giovani nuovi attori” scopriranno il gusto della dignità perduta. Il laccio che l’Alicata rappresenta tra il pd e il paese è, per ora, necessario per quanto sembri a noi illogico e a loro inutile. Facciamoci garanti della sua dissidenza pur non rinunciando a pungolarla. Perché il nostro strale è stato più volte raccolto in consegna dalla Alicata per essere usato ‘contro’ chi di dovere. Quando le teche custodiranno i fossili che si ostinano a credersi vivi, ne riparleremo. Per ora barra dritta, spirito analitico alto e poca ideologia. Nessuno sconto a comici, imprenditori, zii e nipoti, ex-cantanti, sindacalisti e sindaci. Soprattutto poca divisione, pochi particolarismi e molto buon senso. Buon senso che esiste nonostante la politica, la religione e il sistema economico europeo.

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      • pgc ha detto:

        Grazie per la risposta. Sebbene mi piacerebbe avere una dichiarazione esplicita dalla diretta interessata.

        Tante persone dicono così. Io mi chiedo perchè o a questo punto non allontanarsi dalla politica, visto che tanto non contiamo nulla e serviamo solo a fare numero in modo da far passare politiche inaccettabili (vedi questione degli F-35). In alternativa, perchè non trasferirsi in altri partiti e provare a combattere lì. Partiti come SEL.

        Non sto facendo campagna per SEL, di cui condivido – appunto – alcune cose ma non altre (come è normale). Sto dicendo che alla fine viviamo dell’identità “partito di centrosinistra di maggioranza = eredi più grandi del PC”. Forse sarebbe ora di finirla.

        In UK, dove ho vissuto a lungo (ora vivo sempre all’estero) molta gente ha appoggiato la politica di Blair facendo la stessa assunzione. Con i risultati che vediamo e una corresponsabilità in decisioni sciagurate come l’appoggio alla guerra in Irak. La situazione è la stessa. Pure peggio. Non ci si può dichiarare figli a oltranza del PD e poi chiamarsi fuori e dire di non essere corresponsabili se non si fissano dei confini a quello che si è disposti ad accettare a priori.

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        • Meursault ha detto:

          “Non ci si può dichiarare figli a oltranza del PD e poi chiamarsi fuori e dire di non essere corresponsabili se non si fissano dei confini a quello che si è disposti ad accettare a priori.”

          Questa è la parte che sottoscrivo completamente. Te lo dico da elettore profondamente ostile al Pd dalla sua nascita.
          Il mio auspicio era apartitico, o almeno era di attesa e di sorveglianza in attesa di forme nuove di partecipazione politica. Anch’io condivido parte delle idee di Sel, ma ci trovo molta ideologia passata, molto verticismo e molto protagonismo (ho infilato una serie di ‘ismi’ omaggiando il niki nazionale). Secondo me la forma partito deve evolversi evitando le derive populistiche e amatoriali alla Grillo.
          Mentre quelli di buona volontà si organizzano (mi si passi un po’ di tipo: forza procura di Milanooo), è bene che i pontieri come la Alicata continuino a vigilare. Poi si vedrà…

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    • calicata ha detto:

      Ho sempre detto che finche’ la politica non mi da’ da mangiare posso restare anche in dissenso. Fossi in parlamento oggi avrei seri problemi a dormire. Lo confesso. Vedremo che accade. Fuori dal PD non vedo serie alternative, bisogna restare a vigilare,

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      • Meursault ha detto:

        Più o meno il discorso è questo.
        Detto questo il Pd è corresponsabile della deportazione di due innocenti e del loro destino. Non esistono giustificazioni di sorta.

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