La mia lettera a Repubblica per il ragazzo gay suicida.

11 agosto 2013 § 5 commenti


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§ 5 risposte a La mia lettera a Repubblica per il ragazzo gay suicida.

  • Leonilde ha detto:

    Ineccepibile la lettera su Repubblica. Concordo in pieno.
    Hai mai sentito però un dirigente del PD dire queste cose?

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  • Maurizio ha detto:

    Bravissima, Cristiana. Un’efficacissima lettera che colpisce al cuore della questione e di un lettore come me, che quindici anni or sono lascio’ l’amata Italia anche per questi motivi di arretratezza culturale. Un’Italia che, ahime’, non e’ cambiata molto in materia di intolleranze e bieca discriminazione contro le minoranze, in particolare contro il popolo LGBT. Una vergogna della quale dobbiamo lavarci la coscienza, per potere finalmente allinearci con gli altri grandi paesi europei. Di cosa i politici italiani abbiano paura per agire (a parte l’ovvia risposta, la Chiesa Cattolica), proprio non riesco a capacitarmi. Vorrei che almeno il PD, del quale sono fedele elettore, si dasse una mossa e prendesse il coraggio di abbracciare in pieno questa causa. Ne va di mezzo la vita del 5% degli italiani, se fossero un partito rappresentato in parlamento avrebbero abbastanza influenza da far cadere un governo!

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  • Eitan Yao ha detto:

    Dopo avere letto la sua lettera debbo dire che mi sento più fiero che mai di avere contribuito a fare perdere le elezioni al suo partito

    Sono orgoglioso di avere contribuito con il mio voto a impedire che il PD vincesse.

    Non commenterò il suo testo e le sue affermazioni sull’utilità delle leggi contro l’omofobia e sull’aggravante (salvo per dire che ho riso leggendola, soprattutto la parte in cui si lancia in proclami appassionati sul tessuto culturale sì, perché non estendere pienamente la mancino e la reale ai reati omo-transfobici invia al paese un meraviglioso messaggio culturale no? previene benissimo no?) …mi interessa dire che io, invece, la “buona legge” (aggravante inclusa) non solo la voglio, l’esigo.

    Voglio l’approvazione di un testo che tuteli effettivamente la comunità LGBT e sanzioni l’omofobia e la transfobia. Voglio l’approvazione del testo preparato da Rete Lenford. La voglio perché ho la sua stessa età e ne ho le scatole piene di essere senza diritti e la voglio per le migliaia di vittime dell’omo-transfobia.

    Stavolta per di più non ci sono ragioni per le quali io mi debba accontentare di una mediazione al ribasso, di un testo svutato, di un “primo passo”, di un “segnale” etc…. Per approvare il testo proposto da Rete Lenford ci sono i numeri. Il M5S non cessa di chiedere al PD di votarla. C’é una maggioranza pronta a votare una vera legge contro l’omo-transfobia.

    A settembre il PD dovrà spiegare perché non la vota.

    Se voi del PD preferite la proposta scalfarotto al pacchetto completo di misure contro l’omo-transfobia proposto da RL e sostenuto fin dal primo giorno dal M5S e da SEL ben per voi (una ragione in più per impegnarmi per farvi riperdere le elezioni) ma not in my name…. che sia ben chiaro che IO la “buona legge”, una vera legge contro l’omofobia la voglio. Ora.

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  • calicata ha detto:

    Credo non abbia capito che la pensiamo allo stesso modo. Hai guardato solo che sono del pd e niente altro.

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    • Eitan Yao ha detto:

      No, signora, la rassicuro. Non la pensiamo affatto allo stesso modo.

      Dietro tutto il blabla interessa sottolineare due punti del suo testo:

      1) lei parte trashando con domande retoriche la legge contro l’omofobia (lanciandosi in proclami accorati quali: “Ma che cosa è una buona legge? Cosa avrebbe potuto evitare quel volo?…quale dannatissima legge etc.) per poi arrivare nella seconda parte (dopo quell'”allora” pieno di patos) all’affermazione del valore redentivo della cultura e dell’educazione (la cui descrizione, btw, mi ha fatto pensare alla donna angelicata) e concludere proclamando che vuole una legge che stabilisca l’eguaglianza dei gay davanti alla legge.

      Il tutto é molto surrealista.

      Siamo nel bel mezzo della discussione sulla legge contro l’omofobia.

      Invece di votare il testo di RL il suo partito ha deciso di allearsi con il PDL presentando un testo di compromesso che, a detta di tutti, non serve a nulla. Tutto lascia pensare quindi che una vera legge contro l’omofobia non vedrà la luce neppure in questa legislatura.

      Ebbene lei, dopo la sfilza di domande retoriche sulla legge, e i commoventi proclami sull’educazione mi dice che vuole che lo stato educhi, prevenga, faccia leggi sull’omoparentalità.

      Tutte bellissime parole, commoventi, ma io la invito a riascoltare ma n’do vai se la banana non ce l’hai.

      Lei parla di tessuto culturale mentre il suo partito governa con You-Know-Who.

      Parla di educazione (ah! potrei scrivere libri sulla gestione che il suo partito ha fatto dell’educazione negli ultimi decenni),

      Parla, soprattutto, di leggi sull’omoparentalità quando non si riesce neppure a approvare una leggina che inasprisce le pene per chi massacra un gay (sic!)

      La legge che io voglio é in vigore da anni in paesi come la Serbia e il Montenegro. Noi non riusciamo ad approvarla da anni e anche questa volta il dibattito pubblico é stato monopolizzato dai clericali che lo hanno trasformato in un dibattito sulla libertà d’espressione minacciata da norme liberticide e inutili ( senza, naturalmente, che questo porti alla minima riflessione o al minimo dibattito in seno al mondo LGBT italiano).

      L’italia non é in grado di approvare una legge contro l’omo/transfobia (per colpa di CHI? di quale partito? EH?) e lei vuole leggi sull’omoparentalità

      gli ammmerecani direbbero: WTF?!?

      WTF!?!!!!! indeed.

      2) Ma la ragione per la quale ho scritto il mio commento precedente sta in questa frasina: “Non mi importa di un aggravante che manda in galera 2 anni invece che uno chi picchia un gay”

      Ho scritto il mio commento per dire che IO sono Gay e che IO invece l’aggravante che manda 2 anni in galera la voglio. Voglio il pacchetto preparato da Rete Lenford e a settembre il PD dovrà spiegare perché non lo ha voluto votare. Se lei non vuole l’aggravante sono fatti suoi ma che sia ben chiaro che IO la voglio. Non voglio messaggi o primi passi. Non mi interessano le parole.

      Voglio f*cking leggi.

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