Omofobia: il pasticcio del sub-emendamento che rischia di legalizzarla invece che arginarla.

21 settembre 2013 § 16 commenti


Non è facile tirare le fila di quanto è accaduto al cammino della legge contro l’omofobia, cammino che, lo ricordo, non è ancora concluso e che ora passa al Senato dove speriamo la legge possa migliorare.

Ho detto spesso che avevamo bisogno di una buona legge, dove per buona legge intendo una legge che comprenda interventi culturali e nelle scuole (prevenzione) prima ancora che aggravanti penali (punizione).

In poche parole, io oggi considero molto più pericolosa l’istigazione al suicidio che scaturisce da un tessuto culturale profondamente omofobo e di sicuro i numeri dei morti per omofobia, in Italia, sono ascrivibili molto più ai suicidi che agli omicidi.

Questo NON significa che una legge non serve, come qualcuno dice quando cerco di affrontare il tema in modo complesso e non semplicistico: l’estensione in toto della legge Mancino rappresentava e rappresenta comunque un simbolo che doveva sancire per la prima volta la nostra esistenza. Ricordo a chi non lo sapesse che l’Italia malgrado tutto non ha mai avuto leggi “contro” i gay come invece accadeva negli USA o in UK (e accade in molti paesi africani anche cattolici). Questo non è accaduto perché in epoca fascista Mussolini pensava che legiferare contro i gay significava ammettere che ce ne fossero tra gli italiani (insomma la peggiore omofobia ci ha parzialmente salvato dalla persecuzione di Stato, lasciandoci quella culturale).

E ancora: la violenza generica rientra già nei reati penali e la pena non è un deterrente per impedirla. Non credo che “aggravare” la pena serva ad impedire un reato che ha radici nell’odio. Si impedisce davvero la violenza omofoba (come quella contro le donne ad esempio) solo se si ricostruisce un paese civile, solo se si demolisce l’impianto patriarcale secondo cui il maschio detiene il potere sulla donna, principio da cui discende che una lesbica può essere guarita incontrando il “vero maschio” (all’estremo c’è lo stupro correttivo) o il maschio gay tradisce la “virilità”  (e quindi all’estremo può essere pestato ed umiliato). Se non si coglie questo profondo passaggio culturale a mio avviso si guarda la toppa per tappare il buco e non si fa nulla per non creare quel buco.

Lo ripeto: non sto dicendo che non abbiamo bisogno della Legge Mancino o che la Mancino vada abolita per tutti: non voglio però che la Mancino rappresenti un alibi di Stato per non spendere risorse umane ed economiche nella prevenzione che è molto più difficile e che certamente può abitare solo in un Paese più stabile politicamente e con una classe dirigente che abbia una visione lunga e non la necessità di fare cose di impatto mediatico, ma che portano scarsi risultati in profondità.

Veniamo al tema cattolico. Non mi stupisce affatto che i cattolici (parlo dei cosiddetti cattolici in politica, non dei cattolici che non fanno della loro religione un fattore politico) concordino sull’aggravante in caso di violenza. Non fanno altro che seguire il Catechismo secondo cui i gay sono fratelli da amare e compatire in quanto portatori di una malattia (qui il catechismo va in cortocircuito: si chiede ai gay di professare l’astinenza, cioè di non praticare una malattia, come se si chiedesse ad un paralitico di camminare a dimostrazione che nemmeno loro pensano davvero che sia una malattia, ma non sanno come uscirne).

Quindi dal loro punto di vista come non si pesta un uomo sulla sedia a rotelle, non si deve pestare nemmeno un povero gay. Insomma il principio che li anima è la pietà cristiana, certo non altro. E non apprezzerei le loro aperture in questo senso, trattandosi non di un principio sano, piuttosto di un principio alquanto malsano.

Altra questione che negli anni scorsi ho sollevato spesso è che senza una definizione di omofobia tutto diventa opinabile. Omofobia è l’avversione per gli omosessuali? E’ affermare che sono malati? Che sono contro natura? Per me lo è anche dire che non posso crescere un figlio o sposarmi con la mia compagna, per dire. E qui viene il pasticcio del subemendamento Gitti.

Lo riporto per intero.

Ai sensi della presente legge, non costituiscono discriminazione, né istigazione alla discriminazione, la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, purché non istighino all’odio o alla violenza, né le condotte conformi al diritto vigente” INIZIA DA QUI SUBEMENDAMENTO “ovvero assunte all’interno di organizzazioni che svolgono attività di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione ovvero di religione o di culto, relative all’attuazione dei principi e dei valori di rilevanza costituzionale che connotano tali organizzazioni” 

Voglio fare degli esempi concreti.

Se io sono un prete e dal pulpito dico che i gay sono malati, affermo qualcosa che viene “assunto all’interno della mia organizzazione di natura religiosa”. Posso dirlo.

Poi se uno esce e dà un pugno ad un gay che è “malato” non è istigazione alla violenza? O peggio se poi tutto il paese tratta il gay di turno come un povero appestato e quello si butta giù dal terrazzo, come la mettiamo?

Se sono un medico, posso anche dire di poterli guarire dalla loro omosessualità nella mia clinica privata e forse posso anche decidere che non possono donare il sangue nel mio ospedale. Non sto diffondendo omofobia? Non sto istigando alla violenza descrivendoli come degli appestati sociali?

Vogliamo davvero pensare che l’istigazione alla violenza sia solo dire: “ammazzate quel frocio!” ?

La mia impressione è che quell’emendamento non solo inficia la legge e rende ancora più opinabile e fumoso il termine “omofobia”, ma rischia di essere una nicchia all’interno della quale l’omofobia può proliferare serena, una specie di legalizzazione dell’omofobia.

E’ vero che l’ultima frase cita a protezione “i principi e i valori di rilevanza costituzionale”, ma se non si è data una definizione di omofobia fino ad oggi, al di fuori della legge, non c’è alcun riferimento che possa impedire i casi concreti succitati prima, altrimenti se fossero stati anticostituzionali essi sarebbero stati arginati già prima di tutta questa discussione.

Quindi come è accaduto fino ad oggi un prete può dire che un gay e malato e prendere i soldi dell’otto per mille dalle tasse di stato o un medico sostenere di poter guarire i gay senza incorrere in alcuna sanzione, la differenza è che con questa legge (se restasse così) non solo può continuare comodamente a farlo, ma la legge glielo consente.

Insomma se prima la legge non diceva nulla oggi la legge (se non cambia l’impostazione al Senato) afferma che può farlo liberamente.

Una legge che doveva servire a sradicare l’omofobia – in una certa forma e se al senato non viene modificata – rischia di legalizzare l’omofobia.

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§ 16 risposte a Omofobia: il pasticcio del sub-emendamento che rischia di legalizzarla invece che arginarla.

  • Maurizio ha detto:

    Brava! Speriamo lo capiscano in Senato

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  • geryatejina ha detto:

    Una società in cui credere nelle fate e professarne la fede è legittimo in nome del pluralismo delle opinioni – quel malinteso relativismo intellettuale di cui scrivevo nel post precedente – è una società immatura. Ne è solo una naturale conseguenza il fatto che in nome di tale credenza si possa interpretare la realtà a proprio piacimento e – tra le altre cose – dare fondamento a discriminazioni impossibili poi da contrastare per via razionale. Il problema va risolto alla radice: liberarsi dalle religioni, potere alla scienza.
    O se mi vuoi più pragmatico: garantire sì la libertà di culto, ma solo nello stessa misura in cui è garantita la libertà di opinioni idiote, quindi senza crearci intorno giurisprudenza ad hoc.

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  • francesco ha detto:

    sei rumorosamente assente dal dibattito su twitter.
    #scalfarottogiuda

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  • Meursault ha detto:

    Essì che Scalfarotto è della pattuglia del nuovo che avanza. Tutti uniti renziani a fare i riformatori della domenica! Se questo è il progressismo omofilo, evviva il reazionarismo eterosessista. Questa legge sancisce, di fatto, un principio classista: le organizzazioni politiche e religiose hanno un vantaggio rispetto al singolo cittadino. Perché? Sinistra 2.0?
    Cristià dì a Scalfarotto che stare in parlamento non è obbligatorio, soprattutto se ci si sta a fare i gregari subalterni. Digli di riferirlo ai suoi colleghi e ai 101 misteriosi che “sono una piaga aperta ma tuttora ignota”, come le giovani piddine e i virgulti piddini ripetono in ogni trasmissione (come a dire siamo un gruppo coeso ed unito tanto che 1 su 3 ha tradito il mandato ma nessuno sa chi e perché). Arriverà il giorno che guardandovi allo specchio non vi riconoscerete.
    Parafraso le tue parole di sempre per comodità: “non si può votare M5s perché è un partito padronale e di incapaci”, invece i baldi eroi del Pd da chi prendono ordini? Dalla Chiesa e dalla Bce direttamente? Qualcuno di questa splendida sinistra ci dice per favore perché, oltre alla legge razziale d’elite, è stato fatto lo sconto agli evasori concessionari di slot e affini?

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  • Fabio ha detto:

    letto – come ti avevo detto – e condivido tutto però lo trovo monco, e questo mi spiace… se avessi affrontato anche le responsabilità di questo governo, del relatore, delle larghe intese che hanno prodotto questo “monstrum” (definizione di Winkler, non mia) allora si che lo avrei apprezzato in pieno, ma capisco che forse non potevi farlo… peccato.

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    • calicata ha detto:

      Sulle larghe intese ho scritto fiumi di inchiostro e non partecipo mai a linciaggi personali.

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      • Fabio ha detto:

        affrontare le responsabilità di un politico non è linciaggio, è analisi politica.
        il linciaggio è altro e nemmeno io sono per il linciaggio, o quanto meno mai per quello personale…
        ma se si sta li ci si deve assumere le proprie responsabilità e non si può dire “finalmente abbiamo una legge” sapendo che dietro c’è un ossequioso inchino a “certa politica” che fa si che una legge decente diventi una porcata.

        la vita è fatta di regole scritte e regole non scritte, che si intersecano inevitabilmente, e se quelle scritte sono cattive regole purtroppo quelle non scritte sono inficiate cosi profondamente che nessuno ci può assicurare che possano funzionare…
        una buona azione culturale si può avere e può essere efficace quando c’è un buon substrato legale o quando non c’è substrato legale, non si può avere buona cultura quando una legge avvalla un cattivo pensiero…

        in tutto questo, quello che mi colpisce più di tutto e che le altre minoranze non dicano niente di niente (a parte la Di Veroli)…

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  • […] questo tipo di violenze, si chiedono a Perugia. Dubbio legittimo, che si pongono in tanti e in tante. Dubbio che lascia propendere per una risposta, ahinoi, […]

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  • elfobruno ha detto:

    Cristiana, affermare che c’è una precisa volontà politica da parte dei relatori e, di conseguenza, una responsabilità effettiva, non è linciaggio. È dire le cose come stanno. Scalfarotto ha tradito le aspettative della comunità LGBT per obbedire a interessi di partito, ai potentati cattolici e alle dinamiche delle larghe intese. La sua carriera dovrebbe essere finita già da un pezzo. E questo non è linciaggio, è un auspicio.

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  • antonella ha detto:

    Ma che linciaggio! Sono rimasta molto colpita dal fatto che Scalfarotto, uomo pure intelligente, non si fa venire un dubbio sul suo operato, nonostante le critiche aspre (e sacrosante) del movimento LGBT. Se tutte (tutte) le associazioni, tutti i militanti, tutti gli altri che nel tuo stesso partito hanno da sempre a cuore la questione omofobia (Concia, Mancuso, tu stessa et alii) ti dicono che la legge che hai promosso è sbagliata e pericolosa, una domanda fattela, cristosanto!

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  • […] letto, come detto a Cristiana – il suo post su quel pasticcio brutto che è la Legge Scalfarotto, ovvero la legge che avrebbe dovuto estendere […]

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  • Jacopo ha detto:

    cristiana, han ragione meurasult e antonella! scalfarotto in questo frangente ha dimostrato di essere solo un venduto. ha accettato di tutto e di più, in primis questo emendamento subscandaloso, senza battere ciglio. ha fatto votare al suo partito una legge che, come dici bene tu, di fatto legalizza l’omofobia (basta che io abbia in tasca la tessera di una qualsivoglia associazione e posso dirne di ogni), difendendola addirittura. il relatore del pdl si era dimesso prima, mentre il suo partito aveva votato contro; scalfarotto è rimasto dov’era, accettando di vedere vanificato tutto da un subemendamento di scelta civica. si poteva votare una legge diversa, insieme a sel e grilloni; invece, ripeto per la terza volta, ne avete votata una insieme ai montiani, con dentro una clausoletta voluta dai montiani che la svuota di significato, mentre il relatore targato pd, che si atteggia a strenuo difensore dei diritti dei gay, accettava tutto dicendo che è una buona legge. altro che “squallido linciaggio”; questo è il modo di far politica del pd, e in particolare, mi dispiace dirlo ma è così, di una sua corrente, che a parole parte per spaccare (asfaltare?) il mondo, ma nei fatti si trova a suo agio (solo) con la destra più baciapile, oscurantista e conservatrice…

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    • Fabrizio Paoletti ha detto:

      Scalfarotto non ha tradito il nmovimento lgbtqi, lui è ormai fuori dal movimento lgbtqi, fa parte dell’establishment e per lui ormai omofobia è solo una parola che non scava nella carne e nell’anima delle persone, su cui si disserta accademicamente senza considerare quanto la condanna delle persone omosessuali e transessuali ferisca pesantemente il loro corpo ma molto più spesso la loro anima.. sembra essersene dimenticato se autorizza una norma che permette che omosessualità e transessualità siano veicolate come disturbo deviazione varianza malattia, cosa che la norma dovrebbe tutelare. dice bene Cristiana questa norma autorizza l’omofobia nei modi e nei termini educati ma subdolamente violenti dei congressi, dei convegni, dell’educazione religiosa scolastica e così via.. una porcata totale che annulla la nostra dignità di persone, uomini e donne lgbtqi.

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    • Jacopo ha detto:

      io, fabrizio, credo che non proverò mai sulla mia pelle questo tipo di violenze, fisiche e verbali, perchè, molto prevedibilmente, sono etero e morosato, per di più da qualche anno. quindi l’auspicio che nutrivo, con riguardo all’approvazione di una legge dura, che in questo caso è sinonimo di “giusta”, contro l’omofobia, era dettato da un sentimento di eguaglianza che posso definire quasi come “neutro”: a me personalmente, se la legge viene approvata o no, cambia poco, eppure, proprio perchè credo nell’egualglianza, credo anche che questa legge oggi serva come l’aria, e che troppo tempo sia passato e stia ancora passando. per questo, di nuovo, da “osservatore sterno”, inorridisco per questa furbata dei montiani, che con un subemendamento di pochissime parole hanno di fatto determinato il passaggio al senato di una legge inutile (che tanto basta essere un boy scout, o far parte di casa pound…); e inorridisco ancora di più di fronte a un pd sempre più incapace di indignarsi, di battere il pugno sul tavolo, di ribellarsi, di dire no! di un pd che a parole sembra quasi un partito formato da dirigenti che hanno dei valori, dirigenti che nei fatti dimostrano tutto il loro squallore, il loro triste realismo da funzionari in carriera, la loro ipocrisia; la loro pericolosità, anche. perchè se il senato non cambierà quella schifezza, le conseguenze di questa legge le pagheranno, ancor più di prima, gay e lesbiche e trans; mentre scalfarotto continuerà a ripetere che sì, poteva essere migliore ma in fondo è una buona legge. contento lui…

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  • quid76 ha detto:

    e dell’indebolimento della Mancino nel suo complesso, ne vogliamo parlare?
    A proposito, perché non ne parla nessuno degli “interessati”?

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