Partita finisce quando arbitro fischia.

18 novembre 2013 § 3 commenti


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Dice Chiara Geloni che evidentemente se ne intende (vedere screenshoot) che quelli di Area Dem (sottotitoli per quelli non fanatici dei dietro le quinte del PD: quelli di Franceschini dove per capirci c’è anche Piero Fassino) se fanno qualcosa chiedono qualcosa. Ecco questa è una vera notizia: Chiara Geloni ci sta dicendo, candidamente, che fino ad ora hanno sempre avuto qualcosa in cambio. Tipo?

Ora siccome nessuno di noi ha l’anello al naso e soprattutto sono anni che come folli nel deserto raccontiamo cosa succede nel Lazio (nel blog avete materiale per divertirvi in abbondanza) non ce ne siamo accorti ora (come qualcuno imputando loro il successo di Renzi in alcune zone del Lazio) del potere nelle provincie laziali di ex consiglieri regionali. Lo sappiamo bene che sono stati spediti in parlamento come premio per avere vigilato bene (eufemismo) sui finanziamenti ai partiti della Regione Lazio o come ringraziamento dei voti a Bersani nel 2012. Quindi chi dobbiamo ringraziare per ritrovarceli al loro posto e forse più forti di prima? Certo non Renzi.

E mi meraviglio dei compagni che se ne accorgono adesso.

Prima andava tutto bene?

E certo: questo non è quello che intendo per ricambio e non ho nessuna paura a dirlo. E combatterò affinché il PD sia degli elettori e non dei potentati, anche a costo di continuare a pestare piedi. Però scusate chi fino ad ora ha usato quei mezzi almeno abbia la decenza di tacere.

Come ho detto giorni fa la vittoria di Matteo Renzi sarà portare in parlamento o nel PD una classe dirigente nuova e totalmente rinnovata (non necessariamente nell’età) che abbia a cuore il bene comune e non gli interessi di una parte o dei singoli. Se no, non ha senso fare politica.

Infine, come dice Boskov (grazie @ciocci che mi ha ricordato che non lo aveva detto Zeman), partita finisce quando arbitro fischia. La vostra è finita la primavera scorsa quando ci avete fatto perdere le elezioni e regalto un governo inutile.

La nostra se permettete comincia adesso, passa per l’8 dicembre e certamente deve passare per un cambio di verso nei metodi di selezione, nella formazione delle liste, delle segreterie. Metodo da cui deve discendere un nuovo approccio culturale e politico. Se no abbiamo giocato e arrivederci.

Ho risposto a Chiara Geloni che io invece di chiamare a raccolta le correnti, preferisco chiamare gli italiani a raccolta per cambiare verso proprio a questo, a come ci state lasciando il partito. Sogno un plebiscito popolare della grande corrente della gente comune iscritti ed elettori talmente fragoroso che nessuna corrente personalistica conti più nulla. Il partito che ha bisogno di correnti di cognomi è il partito che non vince, perché è debole ed è fatto solo di interessi personali. Noi non siamo quella roba lì e non vogliamo esserlo.

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§ 3 risposte a Partita finisce quando arbitro fischia.

  • gdelzot@tin.it ha detto:

    ERRATA CORRIGE : Era BOSKOV ex allenatore della Sampdoria “Partita finire quando arbitro fischia tre volte”

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  • Questo post vale milioni di pagine di analisi su che cosa non deve più essere il PD. Grazie!

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  • Paolo Fuiano ha detto:

    Fai bene a ricordare che questa partita è solo all’inizio e l’otto dicembre è solo un passaggio. Cambiare i criteri di organizzazione del partito e selezione delle risorse e soprattutto liberarsi da un’impostazione culturale tutta orientata al controllo (delle strutture, degli elettori etc) e incapace di pensare in termini di sviluppo, non sarà una cosa di poco conto. Questa sarà la fase più difficile della partita anche perchè ci vedrà impegnati, a tutti i livelli, per dare un contributo concreto ed efficace al cambiamento.
    La Geloni in fin dei conti non è altro che uno degli esponenti di punta di questa cultura che riesce a passare tranquillamente sopra una sconfitta elettorale (la cultura dell’abbiamo “non vinto”…) ma che non può in alcun modo accettare la sconfitta interna, quella che realmente fa male. Fa male perchè colpisce gli interessi reali dei suoi esponenti, fa inorridire perchè in molti casi minaccia addirittura di spazzar via l’oggetto stesso del contendere (strutture, posizioni, cariche incarichi etc).
    La Geloni (in buona compagnia) reagisce così accusando, deformando, mistificando e, in definitiva, non diversamente da quel Silvio Berlusconi che tanto carburante ha fornito a questa cultura che adesso finalmente stiamo iniziando a cambiare.
    Anche Franceschini è figlio di quella cultura. Semplicemente però ha reagito diversamente, secondo un’altra linea strategica. Non è uno che ti fa vincere le elezioni. Non appena intuisce che tu sei quello che vincerà si unisce convintamente a te, sempre sperando di mantenere il controllo.
    Adesso, grazie a te, grazie a tanti altri, qualcosa finalmente sta cambiando.
    Continuiamo così

    Paolo

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