Se solo Berlusconi fosse stato a Berlino.

27 aprile 2014 § 4 commenti


Saprebbe.

“Basta farsi un giro a Berlino, a Postdamer Platz, o entrare nel museo ebraico della città per capire che l’Olocausto non viene raccontato dagli ebrei rimasti o dagli americani: viene raccontato dai carnefici che sanno perfettamente cosa hanno fatto, in una profonda coscienza di popolo. E’ assolutamente certo che in Germania ancora qualcuno lo neghi. O pensi con rimpianto al nazismo. Questo non toglie che i tedeschi, semplicemente: sanno, ricordano.”

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§ 4 risposte a Se solo Berlusconi fosse stato a Berlino.

  • […] Se solo Berlusconi fosse stato a Berlino.. […]

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  • Angelo Di Capua scrive:

    Cara Cristiana,

    è vero che la Germania ha preso consapevolezza degli orrori del nazismo, ma la guida che ho incontrato io a Berlino nel 1989 teneva a ribadire che la colpa era del FASCISMO, e non ha mai usato la parola NAZISMO, probabilmente perché il movimento fascista è stato anteriore al nazismo.

    Ciò premesso, l’Italia non si è mai assunta “fino in fondo” le responsabilità di aver promulgato ed anche applicato le leggi razziali che furono emanate nel 1938: esattamente il 14 luglio con la pubblicazione del famoso “Manifesto del razzismo italiano” poi trasformato in decreto, il 15 novembre dello stesso anno, con tanto di firma di Vittorio Emanuele III di Savoia, Re d’Italia e imperatore d’Etiopia “per grazia di Dio e per volontà della nazione”.

    Mio padre che si era arruolato volontario nella Regia Aeronautica Militare all’età di 17 anni nel 1934, è stato “cacciato” nel 1938 mentre era in servizio nell’Africa Orientale, per poter essere reintegrato nel grado di Aviere Scelto solo nel 1946, con moltissime difficoltà perché la gran parte degli Ufficiali avevano aderito al Partito Fascista con convinzione ed erano ancora molto restii a reintegrare un militare ebreo. Una intera generazione di docenti universitari, burocrati, militari e tutti gli studenti di ogni ordine e grado sono stati cacciati nel 1938 dal loro posto di lavoro o dal banco di scuola. Se ne parla nei libri di storia italiani di questo scottante argomento con dovizia di particolari? A me non è capitato, forse perché sono stato in un collegio militare dell’Aeronautica Militare.

    Quanti italiani sono consapevoli di aver organizzato e tenuto in piena attività Campi di Concentramento in Italia, come quello di MELADA nella Penisola Istriana?

    Interessante il sito : http://anpi-lissone.over-blog.com/article-12146627.html

    Scusa lo sfogo ma tanto l’antisemitismo in Italia è ancora un sentimento ben radicato per cui succede che, come anche in Francia e in Ungheria, molti concittadini di religione ebraica, lasciano i loro paesi natali per emigrare in Israele, perché non si sentono “più sicuri per la loro incolumità”.

    Angelo

    P.S.

    Anche GRILLO ha iniziato una campagna diffamatoria verso la Shoah, che si aggiunge al coro di tanti antisemiti italiani fascisti, leghisti e compagnia cantante.

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  • Jacopo scrive:

    berlusconi il vostro alleato? quello con cui volete fare insieme “le riforme”?

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