Un po’ di belle recensioni di “Ho dormito con te tutta la notte”

10346006_10202827733313409_2506712161361242782_nUn po’ di geografia letteraria.

Arno Klein (da Torino) che scrive: […]”è uno di quei romanzi che riesce a raccontare tantissime cose e anche di più. In un contrappunto di tempi, di luoghi che si rincorrono tra passato e presente, di città e di campagne. è un libro che parla di famiglie, di ricerche, di cicatrici, di guerre – come ha sottolineato più di una volta Cristiana -, di quelle guerre sole e solitarie che combattiamo sempre, e parla di politica e di perdite. è un libro che parla di infanzie, di tante infanzie, di come si vivono, di come ci costruiscono. Ed è un libro che parla d’amore, e lo fa in un modo strepitoso, alternando pieni e vuoti da riempire. e leggendolo, fin dalle prime pagine, si ha l’impressione di essere alla continua ricerca di qualcosa, e che ogni incontro, ogni città, sia la piccola parte di quell’uno che piano piano si andrà a trovare e costruire. è difficile parlare di un libro così se non dicendo a tutti di leggerlo.” […]

Patrizio Zurru (da Cagliari) che lo consiglia sul comodino.

Sabina Rizzardi (da Venezia), ospitata sul sito della libreria Marco Polo: “Aggiungo Cristiana Alicata al gruppo dei [miei] scrittori nati a metà degli anni Settanta. Da un annetto a questa parte mi sono resa conto di come sia amabile trovare raccontata nei libri tutta quella sostanza organica complessa e incasinata, l’humus quotidiano che ha nutrito la mitologia privata della mia generazione. A un certo punto, per me, è diventato un confronto necessario, anche sulla carta. Spesso mi domando se ci sia stato un momento preciso di quegli anni in cui è cominciato tutto il casino e mi rispondo che le radiazioni di Chernobyl sono in parte responsabili degli organismi emotivamente modificati che siamo, mutazione che, più o meno bene, ci permette di calvacare una condizione esistenziale a onde alte. Anche in queste pagine le vocali riconquistano il loro posto nel mondo quotidiano.”

Chiara Trevisan (da Torino): “Battaglie solitarie e invisibili, comuni eppure raramente condivise, capaci di isolare più di un coprifuoco in tempo di guerra. Il maggior pregio del suo libro, per questa Lettrice che ne macina a dozzine, è quello di superare l’isolamento, la definizione di un lettore designato, la classificazione di un genere. Leggere di vicende che non ti appartengono e nelle quali ti riconosci. In poche parole, buona letteratura, no?”

E infine (da Foggia)  Mara Mundi: […] Un errare quasi epico, come è dichiarato già in una delle due epigrafi selezionate in apertura: l’incontro di Ulisse con Nausicaa, nei versi del sesto canto dell’Odissea tradotta da Salvatore Quasimodo. E la mitologia torna, qua e là, anche nel romanzo, quando la voce narrante si sente come Circe o teme di fare la fine di Didone, si fa domande su Zeus, si percepisce ora come Enea ora come l’uomo dal multiforme ingegno. Forse perché il mito contiene tutte le storie e può tenere insieme, e quasi incollare, anche la sua storia, che le appare senza racconto, senza i ricordi della festa, delle domeniche insieme, della tradizione, senza l’odore che hanno tutte le famiglie. […]

 

Oggi voto PD.

Il perchè l’ho scritto qui.

E nella mia circoscrizione, alle elezioni europee, scrivo Bonafè, Danti e Bora.

In Nord Ovest vi invito a scrivere Viotti e Bresso.

In nord est vi invito a scrivere Schlein.

Circoscrizione isole: Chinnici e Soru.

Circoscrizione Sud: Pittella e Picierno.

In Piemonte, in Regione, votate Chiamparino. A Firenze, al comune, Nardella e scrivete Giachi.

Mi raccomando, esprimete sempre la preferenza, quando c’è se non lo fate aiutate i peggiori.

Lettera ad un indeciso tra Renzi e Grillo.

Ad onor del vero avrei dovuto scrivere nel titolo “Lettera ad un indeciso tra M5S e PD” perché per me prima esiste il collettivo e poi i singoli. Anche se so che se domani Grillo impazzisse ed entrasse nel PD, il M5S morirebbe perchè oggi si regge sul carisma di uno, al massimo di due, compreso Casaleggio. Di uno, cioè, famoso che ha messo su un movimento con l’aiuto di un guru della comunicazione che gli dice ogni minuto ed ogni secondo cosa esattamente vuole sentirsi dire il Paese. Mi ricorda tanto gli ultimi venti anni.

Se invece accaddesse il contrario e cioè che Renzi abbandonasse il PD per entrare nel M5S, il PD reggerebbe. Ebbene sì. Questione di storia forse, ma anche racconto di una diversità anche se sì, è vero, Renzi catalizza consenso con il suo carisma più di quanto Veltroni, Franceschini o Bersani abbiano fatto.

Ma così sembro troppo di parte. Lo so.

Allora secondo me il tema è questo. Lo affronto da un punto di vista non politico, che è vero che sono in direzione nazionale del PD ma forse sono tra i pochi di quelli che stanno in Direzione Nazionale che ha un lavoro “non politico” e, come per la maggior parte del Paese, la mia giornata è scandita dal cartellino da timbrare, da colleghi di vario tipo, da persone che si incontrano per caso e quindi diverse. Diverse per classe sociale, per censo, per tutto. Le stanze del potere sono asfittiche e selettive, la strada ha di bello che ti porta addosso tutto.

Dicevo, il tema.

C’è un sacco di gente che vota Grillo perché ci crede. Bon, non voglio dire niente a te. Non condivido, ma ti rispetto. Fai come credi, è la dannata democrazia.

Poi ci sono quelli, tantissimi che “voto Grillo per dare un segnale al PD.”

Eh, no. Scusami, ma scrivo questa lettera proprio a te. E te la scrivo io che mi incazzo quando ricevo gli sms di Gasbarra targati “PD” che a Roma fa finta di essere il PD ufficiale che invita a votarlo, cioè lui o chi per lui, casca così in basso da confondere il bene collettivo con quello individuale, magari per farsi la zavorretta di voti e poi dire: “Ehi, se non vi piace il sindaco Marino come vedete dai miei voti, se volete, posso davvero sacrificarmi e candidarmi per quando siete comodi.”

E sul tema ho già ampiamente scritto qui.

Dunque dicevo che ti scrivo (a te che sei nel dubbio) io che nel PD non vedo ancora fatta tutta la rottamazione che volevamo e nemmeno vedo portati avanti i temi del nuovo millennio come vorrei. E chi lo nega, anzi. Non vedo tutto questo perché al governo c’è il PD del 2012 che non è-  e non sarà –  il PD del 2014: però questo dipende da te. 

Ti faccio lo scenario.

Se Grillo supera il PD (ecco questo è l’accostamento corretto), il PD di Renzi si indebolisce e quelli che sono avvinghiati al potere da anni si rafforzeranno e limiteranno la sua azione politica. Qualcuno da mesi lo aspetta al varco, alla prima difficoltà tenterà di limitarlo.

Se il PD, invece fa un grande risultato, ci sta che ci portiamo a casa le riforme e alle prossime politiche (magari presto così ci liberiamo anche dell’NCD) un segretario forte, finalmente candidato, possa finalmente fare la pulizia doverosa e mandare a casa tanta brutta gente, perché se noi del PD negassimo che nel PD c’è ancora tanta brutta gente da mandare a casa, fareste bene a venirci a portare davvero l’olio di ricino a casa.

Così. Secondo me, le cose stanno così. O diamo fiducia alla speranza di cambiamento o diamo un segnale di rabbia, come l’Italia ha fatto tante volte: all’inizio del fascismo, all’inizio del craxismo, all’inizio del berlusconismo. In momenti in cui il vecchio sistema stava cercando di “cambiarsi”, qualcosa si dirompente ha interrotto quel cambiamento sano, per distruggere e fondare, semplicemente, un regime diverso. Il grillismo, se me lo consentite, è questo. Abbiamo già visto. Soprattutto dato.

Io, per quanto gli voglia bene come a un fratello, non lo so se Renzi ce la fa a cambiare tutto come ha promesso da anni. Ma è l’unico che può provare a farlo in modo sano e poiché siamo in una democrazia, da solo non lo può fare.

Ora: il voto al PD è – certo – un voto anche  a lui (esprimete però le preferenze, mi raccomando, purtroppo ci sono e se ci sono tocca usarle) e, soprattutto, al PD come lo intendiamo noi.

Se questo PD non vince non è che viene qualcun altro ancora, semplicemente tornano quelli di prima, quelli che ancora non abbiamo cacciato del tutto. 

Se vince Grillo alle europee (ma non accadrà) semplicemente arrestiamo un percorso sano e non otteniamo nemmeno il governo del popolo, tanto Grillo la maggioranza non l’avrà mai. Avrà, come sempre, quel tanto che basta per fermare il cambiamento e non cambiare nulla.

I miei due centesimi per chi, oggi, è ancora in dubbio. E sono tanti, lo so.

A morte il PD, lunga vita al PD.

Sono tra le persone che ha sempre dato bastonate al PD, che anche oggi che Renzi è segretario continua a vedere tante, ma tante cose ancora da cambiare in questo partito. Ci sono tantissime cose e persone che vorrei fuori dal PD, ed è un fenomeno normale in un partito che è appena nato, ma si è formato dall’incontro di partiti che hanno attraversato il novecento. Cosa debba fare ed essere un partito dobbiamo ripensarlo, è vero. Oggi troppa somma di comitati elettorali contro il tanto disinteresse (lo dico in senso buono….sono coinvolti come gruppo, non come singoli interessati a se stessi) della gente dei 5 stelle che ha voglia di un cambiamento radicale, lo stesso che molti di noi vogliono.
Ma quando sento Casaleggio e Grillo, mi viene la pelle d’oca dalla paura, riconosco i germi del totalitarismo più pericoloso e penso che non possiamo di nuovo precipitare nella follia del pensiero di uno solo e penso che tutti noi dobbiamo dare una possibilità alla democrazia, ma dando un segnale forte. Io per esempio voterò PD ma NON voterò nessun esponente del PD Roma che è pronto a voltare le spalle al suo sindaco, un sindaco che è del PD ma che sta scardinando ogni vecchio potere, anche quelli creati da noi (nel senso di PD romano o delle sue radici negli ultimi venti anni) e che va aiutato, non attaccato continuamente.

Nella mia circoscrizione voterò per Simona Bonafé, per Nicola Danti e per Manuela Bora e vi invito a fare lo stesso. Votando PD rafforzerete l’impegno di Ignazio Marino, ma non votando nessuno del PD Roma darete un segnale fortissimo di cambiamento in una città dove alle scorse ammnistrative l’astensione è stata altissima ed è anche colpa di come siamo stati partito a Roma se questo è accaduto e solo Marino nel suo essere “fuori dal partito” in una certa maniera, poteva farci vincere.

Nella circoscrizione Italia Nord Orientale vi invito a votare Elly Schlein e nella circoscrizione Nord Occidentale per Daniele Viotti.

Odio le preferenze, lo sanno tutti, ma visto che ci sono è importante che TUTTI le esprimano, altrimenti le esprimeranno come al solito una piccola percentuale di persone che vota per conoscenza o per tornaconto.

E’ un vostro dovere-diritto esprimere la preferenza, se non lo fate aiutate spesso le parti peggiori dei partiti. Il Partito Democratico va ancora fatto, siamo indietro su un sacco di cose – io non lo nego – ma votare Grillo o Berlusconi vuol dire rassegnarsi alla rabbia e alla disperazione, è troppo facile cavalcare la crisi. E’ molto più difficile tentare di dare al Paese un disegno complesso.

“Ho dormito con te tutta la notte” – Tour

Roma. 16 Maggio 2014, via dei Prefetti. Fandango Incontro con Ivan Cotroneo e Francesca Fornario. Legge Anna Cianca. Ore 18:30

Foggia: 17 maggio, ore 18:30 – Piazza Cesare Battisti in collaborazione con la libreria Ubik, Arcigay Foggia, Arci, Agedo, Libera, CGIL, ecc.

Torino: 21 maggio, ore 21:30 – Chez nous – Circolo CAP Torino – via palestro 3 (ex Pueblo) / in collaborazione con Luna’s storta.

Matelica: 14 giugno.

Ferrara: Luglio, data da definire.

Le donne iraniane. Senza citare Marx.

96d27990-d856-11e3-a807-4718809c9f2f_stealthy_freedom_no_veil_iranLa meraviglia di oggi: le donne iraniane che si tolgono il velo, si fotografano libere da esso, lo tengono tra le mani. Sono foto di un’intensità incredibile, esplosioni bellissime che tutti dovremmo sostenere in ogni modo. Quando una religione nega la felicità non è spiritualità. E’ solo buio. E’ spesso misero potere maschile che tenta di conservare potere sociale passando dai corpi delle donne. E non ho citato Marx, sono stata buona.

Gli 80€ di Pelù

Buffa l’invettiva di Pelù dal palco dei sindacati. Sputare su 80 euro che che sono esattamente quello che i sindacati si portano a casa nelle lunghissime concertazioni è paradossale. Direi in malafede. Poi ti ricordi che prima di Renzi, Pelù faceva il consulente culturale a Firenze e capisci tutto. Bisognerebbe conservare un pò di decenza, discernere il personale dal politico. Ma non è da tutti.

P.s. La frase su Licio Gelli è così grave che forse una querela per diffamazione ci sta tutta.

1 maggio.

1 maggio. In questo secolo diventerà giornata dell’uguaglianza sul lavoro. La giornata in cui ci ricordiamo che sul lavoro uomini e donne non sono uguali. Che alcune donne ancora firmano una lettera di dimissioni da datare appena incinte. Che uno straniero viene trattato diversamente, pagato male, non protetto. Che un precario non ha malattia, non ha gravidanza, non ha mutuo, non può costruire. Che una partita IVA non è un evasore, un imprenditore, un riccone. Anzi. Che un cinquantenne non è un rottame da esodare. Che la disperazione diventa arma per limitare la sicurezza sul lavoro. Che la disoccupazione è una piaga che abbiamo la responsabilità di risolvere con tutti gli strumenti possibili. E’ un dovere di ognuno di noi abbattere la diseguaglianza e determinare il miglior welfare possibile sulla soglia dei luoghi di lavoro perché lo Stato ha dei doveri di sviluppo e di formazione e di ricollocazione. Non deve solo legiferare. E’ un dovere imporre la sicurezza sul lavoro. E’ un dovere di tutti noi creare lavoro, mantenerlo, far funzionare le cose sui luoghi di lavoro per generarne altro.