1 maggio.

1 maggio 2014 § 1 Commento


1 maggio. In questo secolo diventerà giornata dell’uguaglianza sul lavoro. La giornata in cui ci ricordiamo che sul lavoro uomini e donne non sono uguali. Che alcune donne ancora firmano una lettera di dimissioni da datare appena incinte. Che uno straniero viene trattato diversamente, pagato male, non protetto. Che un precario non ha malattia, non ha gravidanza, non ha mutuo, non può costruire. Che una partita IVA non è un evasore, un imprenditore, un riccone. Anzi. Che un cinquantenne non è un rottame da esodare. Che la disperazione diventa arma per limitare la sicurezza sul lavoro. Che la disoccupazione è una piaga che abbiamo la responsabilità di risolvere con tutti gli strumenti possibili. E’ un dovere di ognuno di noi abbattere la diseguaglianza e determinare il miglior welfare possibile sulla soglia dei luoghi di lavoro perché lo Stato ha dei doveri di sviluppo e di formazione e di ricollocazione. Non deve solo legiferare. E’ un dovere imporre la sicurezza sul lavoro. E’ un dovere di tutti noi creare lavoro, mantenerlo, far funzionare le cose sui luoghi di lavoro per generarne altro.

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