Se il divorzio breve apre la strada al matrimonio ugualitario e ad un nuovo welfare.

Una riflessione che ho scritto per Imille.org.

[…] Il divorzio breve a mio avviso è il primo mattone verso una concezione della famiglia più laica e più equilibrata tra i generi così come l’abbiamo concepita fino ad oggi. Il matrimonio civile separato nella sua concezione da quello religioso e quindi a questo punto contraibile anche da due cittadini dello stesso sesso (badate bene che questo è un passaggio culturale di cui forse nemmeno chi sta legiferando è consapevole). L’equilibrio tra coniugi più giusto, quindi il riconoscimento di più indipendenza alla donna e infine un passaggio culturale che dovrà determinare la nascita di un nuovo welfare dove le donne sono più indipendenti perché non dovranno più dipendere dagli alimenti dei mariti e un cambio – prima o poi obbligato -nel modo in cui oggi, troppo spesso, i figli vengono assegnati alle madri determinando una superiorità nell’allevare la prole che è di nuovo figlia della concezione maschilista dell’ordine familiare. […]