Per un’Italia meno corrotta. Di Mose, di Expo, eccetera eccetera.

4 giugno 2014 § 3 commenti


Quanto accade a Venezia per il Mose o a Milano per l’Expo o a Napoli per la monnezza o il caso Clini ci insegna una cosa. Che abbiamo tenuto una classe politica e burocratica ancorata per anni al potere, abbiamo sfidato le leggi umane della resistenza alle tentazioni. Riassegniamo quasi sempre il potere ai cosiddetti competenti, non ci affidiamo a nuove forze, le consideriamo poco esperte. Questo crea dei competenti corrotti e degli incompetenti onesti. Ecco la sfida è proprio qui: allevare nuove generazioni di gestori della Cosa Pubblica, tenerli il giusto mentre ne formiamo altri e cambiare continuamente. Questa è la vera legge anti corruzione: il ricambio e la formazione continui.

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§ 3 risposte a Per un’Italia meno corrotta. Di Mose, di Expo, eccetera eccetera.

  • jackilnero scrive:

    quindi voti M5S ?

    (Scherzo!!!!)

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  • Massimo scrive:

    Condivido il senso del post. Ma chiedo: come fa la Serracchiani a dichiarare (la Stampa tv) “il PD non c’entra con le tangenti?”.
    Questo chiamarsi fuori da un sistema così pervasivo non aiuta e non stimola la riflessione profonda e dolorosa che diventa sempre più inderogabile.
    Pena la rassegnazione e la nausea irreversibili.

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  • Angelo Di Capua scrive:

    Ciao Cristiana,

    per quanto mi ha insegnato l’esperienza di oltre 30 anni di vita militare (1972 – 2001), ogni amministratore di un ente militare dal Maresciallo di Mensa al Capo Servizio Amministrativo fine al Direttore Generale che ricopriva lo stesso incarico amministrativo per un prolungato periodo superiore a 3 anni ed in alcuni casi a vita era sempre tentato alla corruzione e molte volte ho potuto verificare con indagini interne o della Magistratura che c’era stata una effettiva appropriazione indebita di denari dello Stato considerevole.

    Ciò premesso, a mio modesto parere qualsiasi incarico di amministrazione di denari dello Stato non deve perpetuarsi negli anni come è stato il caso del Direttore Generale CLINI nel Ministero dell’Ambiente. A tal proposito suggerisco un periodo di incarico da un minimo 2 anni a un massimo di 3 anni con obbligo di certificazione di un organo ispettivo amministrativo che al momento del passaggio di consegne al subentrante incarico di amministrazione sia in grado di accertare che non ci sia stata neanche una singola fattura o un appalto pubblico in odore di “dubbia onestà”. Qualora ciò dovesse avvenire il pubblico ufficiale non potrebbe “a vita” ricoprire più incarichi amministrativi con amministrazione diretta di denari dello Stato, e in caso di prove certe di colpevolezza essere LICENZIATO.

    Angelo

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