Un Partito. Punto.

Ci sono cose che mi sfuggono di questa tornata elettorale.

Per esempio le polemiche sui luoghi dove abbiamo perso. Io per esempio sulla sconfitta di Civitavecchia potrei scrivere un trattato scientifico e vi giuro che nel 2010 avevo previsto esattamente quanto accaduto.

I cittadini hanno dato fiducia a Renzi al voto europeo e, come SEMPRE, hanno premiato nelle città dove si votava per le amministrative i migliori. Si dà il caso che per la maggior parte il PD sia stato più bravo e quindi governiamo quasi il 65% dei comuni in Italia. Dove il PD non ha saputo interpretare la richiesta di discontinuità o dove i vari capo bastone vincono le primarie magari con poca affluenza che racconta già come andrà il voto oppure – ancora – dove la gente era stufa di decenni di monocolore, abbiamo perso. E’ normale. Siamo una grande comunità con ancora tante cose da migliorare e cambiare. Non viviamo di padroni o di cognomi quindi ogni candidato si prende le proprie responsabilità e ogni sede locale dovrà pensare a quali strumenti di rinnovamento mettere in campo. Ogni altra polemica è degna del lunedì calcistico. Questo fa di noi, molto banalmente, un partito come dovrebbero essere tutti. Punto.