Un Partito. Punto.

10 giugno 2014 § 6 commenti


Ci sono cose che mi sfuggono di questa tornata elettorale.

Per esempio le polemiche sui luoghi dove abbiamo perso. Io per esempio sulla sconfitta di Civitavecchia potrei scrivere un trattato scientifico e vi giuro che nel 2010 avevo previsto esattamente quanto accaduto.

I cittadini hanno dato fiducia a Renzi al voto europeo e, come SEMPRE, hanno premiato nelle città dove si votava per le amministrative i migliori. Si dà il caso che per la maggior parte il PD sia stato più bravo e quindi governiamo quasi il 65% dei comuni in Italia. Dove il PD non ha saputo interpretare la richiesta di discontinuità o dove i vari capo bastone vincono le primarie magari con poca affluenza che racconta già come andrà il voto oppure – ancora – dove la gente era stufa di decenni di monocolore, abbiamo perso. E’ normale. Siamo una grande comunità con ancora tante cose da migliorare e cambiare. Non viviamo di padroni o di cognomi quindi ogni candidato si prende le proprie responsabilità e ogni sede locale dovrà pensare a quali strumenti di rinnovamento mettere in campo. Ogni altra polemica è degna del lunedì calcistico. Questo fa di noi, molto banalmente, un partito come dovrebbero essere tutti. Punto.

Tag:

§ 6 risposte a Un Partito. Punto.

  • Matteo M. D. scrive:

    Un po’riduttiva come analisi, anche se concordo sul fatto che perdere qualche comune può essere assolutamente normale.

    Mi piace

  • Jacopo scrive:

    sempre fedele alla linea renziana, con qualche variazione, tipo “dove il pd vince, è perchè ‘hanno vinto i migliori'”. tipo gori, no?
    la verità è semplice. queste amministrative, più delle altre, sono state un test molto influenzato dalle euroipee, dalle quali europee è emerso che il pd è riuscito a tenersi l’elettorato più storico, intruppato e militante, a cui ha aggiunto, grazie a renzi,m larghissime porzioni di elettori che prima votavano in massa a destra e che a questo giro – coerentemente – hanno votato il pd renziano; questo spiega come mai la crescita del pd nelle regioni “rosse” o presunte tali ci sia stata, ma percentualmente ben inferiore rispetto al boom conosciuto, per esempio, in lombardia o veneto.
    questo discorso vale anche e a maggior ragione per le amministrative.
    dove il pd ha proposto un candidato che piaceva all’elettorato berlusconiano (gori ovviamente a bergamo, ma anche de paoli a pavia), ha vinto.
    altrove ha perso.
    a livorno il candidato di rifondazione ha preso il 16%, mancando il ballottaggio per poche centinaia di voti (ballottaggio che non è detto che avrebbe perso a favore del candidato di centro-destra), per poi intraprendere un rapporto anche umanamente molto più costruttivo con l'”alieno” grillino che con il presunto “alleato naturale” del pd, ormai, appunto, stabilmente spostato a destra; siamo sicuri che un maggiore impegno di renzi o una candidatura “simil-gori” (che ne so, un del debbio, fresco di dichiarazione di voto pro-renzi: i migliori, come dice saggiamente cristiana) avrebbe generato una situazione diversa?
    a perugia stesso discorso: in una realtà ancora (e meno male) fortemente ideologizzata, quando il partito non viene più percepito come “di sinistra” la gente di sinistra sta a casa e vincono gli altri.
    altri casi, meno traumatici ma ugualmente importanti: le sconfitte di urbino (!!), potenza (!!!) e foggia.
    a padova, infine, zanonato vantava una solida fama da sinistra se vogliamo anche “tradizionale” (bersaniano di ferro, anche ora), unita a una concezione magari discutibile del concetto di “sicurezza” (da lui declinata come “valore di sinistra” a costo di passare per “sceriffo”) che lo rendeva particolarmente popolare: infatti alle europee – e tocca ringraziare la geloni che ce lo fa notare – ha preso una valanga di preferenze nella sua città. il candidato era invece figura incolore, prima vice-sindaco e poi renziano convertito sulla via di damasco, scelto al termine di primarie davvero non troppo partecipate. e ha perso.

    i peggiori, che stanno ormai tutti nel pd, hanno vinto in quelle zone dove la gente era già abituata a eleggersi i peggiori, e infatti li ha riconosciuti subito. da altre parti, dove l’idea e l’identità ancora qualcosa contano, hanno perso.
    forse è il caso che in casa renzi si inizi a tenerne conto…

    Mi piace

  • Massimo scrive:

    Due parole su Chiti e Mineo? Dialettica gestita con lo schiacciasassi a difesa di una riforma semplicemente ridicola?
    Anche questa è “fuffa”?

    Mi piace

  • (1) anch’io su Civitavecchia, dopo le primarie del PD Lazio 2012 e relative 188 schede false infilate in un battibaleno nell’urna approfittando di un momento di distrazione del mio rappresentante di lista, potrei scrivere un trattato, ma in breve concordo con Cristiana: il PD di Civitavecchia si è ampiamente meritato la batosta; meno facile capire l’esortazione di Gasbarra «adeguare il partito locale alla velocità e modernità della segreteria nazionale», visto che le 188 schede false erano tutte sue: veloci, ma non certo moderne;
    (2) a Massimo ricorderei che le commissioni parlamentari istruiscono la discussione di leggi e decreti su mandato dei rispettivi gruppi parlamentari, che ne nominano i membri in proporzione alla propria consistenza; se il rappresentante pro tempore di un certo gruppo parlamentare non ne condivide la linea prevalente e non intende difenderla in commissione, democrazia vorrebbe che lui per primo si dimettesse e chiedesse che il proprio gruppo nomini un altro che possa meglio di lui rappresentarla; lo spazio per dissentire e votare contro la linea del proprio partito a titolo personale è l’aula, non la commissione

    Mi piace

    • Massimo scrive:

      Grazie della risposta.
      Premettendo che non sono esperto di come funzionano il Parlamento e le commissioni, quello che mi lascia perplesso è proprio quello che “democrazia vorrebbe”: su una riforma come quella del Senato forse si dovrebbe assicurare la maggior ampiezza possibile al dibattito, dando spazio alle voci dissonanti, che anche all’interno del PD credo siano rilevanti.
      Come anche le obiezioni mosse da costituzionalisti che abbiamo sempre considerato, finora, come persone di riferimento.
      E comunque, poi ultimamente anche in aula si è richiamato deputati e senatori alla disciplina di partito.
      Infine, un criterio assolutamente personale e empirico che mi do è “se l’avesse fatto B. o Forza Italia come l’avrei vista?”
      Non bene, credo.

      Mi piace

  • Meursault scrive:

    Chiedo anch’io due parole su Mineo. Su Cristiana una volta scrivevi analisi politiche e non solo sms di propaganda.
    Si grida alle epurazioni solo quando fa comodo?

    Mi piace

Commenta se hai qualcosa da dire.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo Un Partito. Punto. su NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE.

Meta

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: