Grillo e Farage: unirsi per separarsi.

Ecco è questo che mi sconvolge. Questo compromesso opportunistico. Unirsi con una formazione politica europea per dire che l’euro è una boiata invece di fare funzionare meglio l’Europa. In sostanza cosa già vista nel novencento, dove i nazionalismi si unirono con l’intento di separarsi. Abbiamo visto la fine che fecero. E anche i danni.

Sembra la soluzione più semplice dire che l’Europa “fa male”. La soluzione più complicata è andarci pensando di cambiare gli equilibri da finanza e persone e, finalmente, costruirla quell’Europa. Che se la guardi dalla Luna, se la studi dal dopocristo, ha un senso. Un senso comune.

p.s. e come vedete ho sorvolato su razzismo e omofobia per guardare solo alla coerenza.

p.s.2 no, non mi convince che ci siano nell’UKIP parlamentari gay o stranieri. C’erano gay anche in AN e ci sono stranieri anche con la Le Pen. Non vuol dire niente. E’ esattamente come nel PD, non basta essere gay per essere dalla parte dei gay ed è giusto che ognuno di noi sia continuamente sotto esame per ciò che porta a casa e non per ciò che è.

Uber, i cavalli e le macchine da scrivere

Lo sciopero “mondiale” dei tassisti contro l’applicazione Uber è come se alla nascita dei pc avessero scioperato le macchine da scrivere o i cavalli contro le macchine. In ogni campo la tecnologia sta portando cambiamenti e ogni settore deve avere capacità di adattamento per sopravvivere. In Italia bisogna ancora chiedere per favore per pagare con la carta. Le tariffe non sono chiare. E spesso cominci una corsa con il tassametro 6 euro. Io penso che se invece di scioperare si studiasse almeno in Italia un modo per offrire corse A/R nei we e la sera a basso costo faremo un favore a tassisti città e cittadini in perfetta strategia win win.

Voglio bene a Corradino Mineo. Ma…

Voglio bene a Corradino Mineo, ma penso che il PD oggi abbiamo bisogno di qualcuno che ne rappresenta la maggioranza e non la minoranza. Penso anche che chi sta in un Partito e ricopre ruoli istituzionali debba rappresentare le posizioni del partito. Lo dico con rammarico, lo dico da dissidente, lo dico da chi, nella libertà di non avere avuto mai ruoli di rappresentanza, si è sempre battuta per cambiare tante cose da posizioni di minoranza. Ma oggi se vogliamo portare avanti le riforme dobbiamo rappresentare il voto delle primarie di dicembre e il voto delle europee che è stato chiarissimo e non è intepretabile in altro modo.  (l’alternativa è andare a votare e dare al Paese la fotografia della situazione politica di oggi e non quella del voto del 2013, cosa che dico dal giorno dopo delle prime larghe intese)