Cosa penso di questo momento. Sinceramente.

21 settembre 2014 § 16 commenti


Se non ne posso più di aspettare per le Unioni Civili? Sì, non ne posso più. Se mi dà fastidio che a giugno, pensando che la riforma elettorale sarebbe stata di più rapida approvazione, si era detto che a settembre se ne cominciava a parlare e invece siamo finiti nel mucchio dei 1000 giorni? Da morire.

Però.

Voglio dire una cosa e, a scanso di equivoci dico subito che non tutto mi piace di come stanno andando le cose al governo e nel Partito (e non solo quello Nazionale). Per esempio non mi piace la segreteria plurale, mi sembra un po’ l’ibernazione del partito per far contenti quelli che gli danno importanza più che al Paese, ma dimostra – di contro – che non gli stiamo dando la giusta importanza per costruire elaborazione e radicamento. Per esempio non mi piace che la segreteria sia stata fatta di nomi e poi di deleghe è avvenuto esattamente il contrario di ciò che vorrei accadesse nel partito. Per esempio non mi piace che i PD di Lazio e Roma non abbiano ancora recepito il cambiamento. Non mi piacciono tutti i nomi della segreteria, alcuni mi fanno persino paura. Per esempio non mi piacciono le cose che dice la Lorenzin sull’omogenitorialità e l’assoluto non coraggio a legiferare sul’eterologa andando incontro all’autonomia selvaggia e ingiusta delle regioni che è in pieno contrasto con la nostra visione del titolo V, a proposito di riforme. Ecco, detto questo e chiarito che qui siamo renziani finché somigliamo a noi stessi e  non quando somigliamo a quelli che volevamo rottamare, dico una cosa sulla cosiddetta “annuncite” del nostro segretario-presidente.

Una cosa che vale per le unioni civili, ma che vale per ogni riforma “pesante”. Lo dico da sempre, forse non è ancora chiaro a tutti, provo a ripeterlo. Non ho mai pensato che le larghe intese potessero portarci lontano. L’ho detto ai tempi di Letta, l’ho ripetuto ai tempi di Renzi. Con una differenza. Che dentro le larghe intese c’è chi prova a navigarci dentro eternamente, solo per stare seduto in poltrona. E c’è chi prova a fare le riforme per consentire al Paese di dimenticare le larghe intese al prossimo giro. Detto questo ritengo che senza l’approvazione della legge elettorale difficilmente si potranno fare riforme “scomode” o “radicali”.

Perché? Semplicemente perché oggi non conviene andare a votare ad Alfano e nemmeno alla minoranza PD (scusate la brutalità). E con la legge elettorale approvata si può dimostrare la coerenza politica delle proprie idee. Se Alfano non vuole votare le unioni civili può benissimo fare cadere il governo. Se la minoranza PD non vuole discutere del lavoro del terzo millennio e vuole continuare a discutere di quello del secolo scorso, idem.  Fa male Renzi a fare tutti questi annunci se non ha la certezza di portarsi a casa le riforme, dalle unioni civili alle partite iva alla scuola? Forse sì. O forse fa bene a raccontare al Paese cosa vorrebbe fare per fare vedere cosa non riesce a fare.

Faccio parte di quelli che vogliono bene al Paese, faccio parte di quelli che non vogliono vedere una sola cosa realizzata, ma molte. Da quelle che consentono governabilità a quelle che consentono cultura, da quelle che consentono matrimoni a quelle che consentono lavoro. Io credo che abbiamo bisogno di una stagione di riforme (per una volta dopo il dopoguerra, una eh), senza rivendicare alcuna classifica. Sono tutte importanti e dobbiamo portarle a casa tutte.

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§ 16 risposte a Cosa penso di questo momento. Sinceramente.

  • pierofil scrive:

    Cristiana, va bene. Facciamo finta che io accolga il tuo invito e tolleri tutto, sia pure con qualche difficoltà e mal di pancia. Ma quale legge elettorale? Intendiamoci bene, perchè posso lasciar passare la riforma del lavoro, posso aspettare ancora per i diritti civili – si fa per dire, eh – ma non potrò mai accettare una legge elettorale che ricalchi la porcata. E siccome lo scenario è lo stesso (occorre sempre il permesso di Alfano e b. non è vero?) torno alla casella 1 di questo tragico gioco dell’oca e pretendo che Renzi rispetti i suoi impegni. Tutti, nessuno escluso. Eccheccazzo.

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  • topometallo scrive:

    “Non ho mai pensato che le larghe intese potessero portarci lontano.” Vorrei poterti credere. Ma mi risulta difficile dopo avere visto certi tuoi accanimenti quasi religiosi contro qualunque critica. I tuoi “eh, sembra che le cose siano brutte, ma vedrete, vedrete, che sorprese si preparano”
    Le stiamo vedendo, le sorprese che si preparavano.

    Ricordo ancora non so se su twitter o dove un tuo commento sulle critiche alla Madia, indicata da subito come una bigotta antiunioni gay per alcune sue affermazioni di anni addietro. La tua risposta era più o meno del tipo “Eh, ma quelle sono affermazioni vecchie, la gente cambia, guardate Obama, anche lui subito era contrario alle famiglie gay, vedrete, vedrete…” Ora, a parte il paragone Madia-Obama che mi pare uno zinzino fuori dale righe, posso chiedere su quali basi, prove o sospetti si potesse mai basare il tuo entusiasmo per una “conversione” della Marianna? (quella che recentemente ha rilasciato interviste ai patinati dicendo che “Medjugorje è la vacanza della vita” Medjugorje, non so mi spiego)

    Ma anche qui, cosa leggo “fa male Renzi con certi annunci? FORSE sì” Forse, “FORSE”; mi raccomando, diononvoglia si pensasse che tu critichi il faro di luminosa speranza.

    Per favore, basta con questa difesa ad oltranza della scuderia, anche contro le evidenze.

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  • Lorenzo M. scrive:

    Ma manco per il cavolo. Siamo tornati alla paralisi di lettiana memoria. Non solo sui diritti civili: praticamente su ogni tema “scottante”.
    Corruzione, dissesto idrogeologico, economia e lavoro, fisco e giustizia civile, pagamento debiti della PA,e chi più ne ha più ne metta: quasi tutto tornato al punto di partenza, come lasciato da Letta. Si decreta d’urgenza sulle peggiori minchiate, pure per ridurre le ferie dei magistrati, ma i macigni sulla strada del paese restano tutti. E i ddl di ispirazione parlamentare, quelli che deputati e senatori osano proporre per loro conto senza aspettare i dettami del premier, dal Cirinnà al Grasso, sono bloccati da mesi in attesa dei salvifici provvedimenti del nostro eroe.
    Perchè si ha paura di andare in aula e contarsi? Perchè se dovesse palesari l’eliminazione delle vergognose leggi “ad personam” finora tollerate crolla la legislatura?
    Meglio nuove elezioni, con questa legge ( tanto, il premier e il partito hanno consensi stellari, no? ), crollare di fronte alla negazione di un voto di fiducia su un qualche provvedimento realmente rivoluzionario ( tipo mandare i corrotti finalmente in galera e sequestrare tutto il loro patrimonio illecitamente accumulato ), che continuare su questa strada.

    Le larghe intese non sono una “costrizione”. E neanche un alibi.

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  • Meursault scrive:

    L’arrampicata sugli specchi innalzata a sport olimpico in odore di podio. Forse è questa l’eccellenza italiana.
    Ricordo alla gentile Renzina che le rilevazioni danno la maggioranza degli italiani contro l’abolizione dell’articolo 18, e la stessa maggioranza pro senato elettivo. Quando, con pochissima onestà e tanta tracotanza, si parla del bene dell’Italia si abbia l’accortezza di indicare chi sono di destinatari. Cioè Farinetti, Marchionne, i papaveri di Grom, Impregilo (sapete che il governo sta caldeggiando fortemente l’idea di realizzare il Ponte sullo stretto?) e compagnia cantante. Non per cattiveria, ma non si può chiedere di pensare o capire la condizione dei lavoratori precari a chi ha un remunerativo contratto con un’azienda che ha frenato per decenni l’ammodernamento infrastrutturale di questo paese e ora sfrutta la disuguaglianza salariale europea (quando si parla di diritti sociali eh…) per speculare sulle dubbie sorti di altri paesi appena usciti da una condizione di miseria. Tutto questo in un quadro politico in cui il ministro dell’economia dice semplicemente “mannaggia ci siamo sbagliati sulla crescita, e vabbè sarà per la prossima”, rendendo di fatto l’intero governo gregario a ben noti poteri e di fatto completamente ininfluente nelle scelte nazionali. La questione “gay”, lo dico da gay, è un repulisti che serve al partito per millantare frange di progressismo. Gli omosessuali del Pd si dividono in ingenui e furbi (tutti squisitamente in pole per la carriera politica): da una parte chi tifa Renzi come tiferebbe Babbo Natale credendo nella specchiata buonafede dei twittatore indefesso, dall’altra chi sfrutta l’onda lunga del malcontento gay per fare carriera e poi, magari, chiude persino di commenti sul suo blog. A voi il divertimento di collocare i vari Alicata, Scalfarotto, Viotti ecc. Dice il saggio: I diritti civili senza diritti sociali sono roba invocata dai fighetti per i fighetti. Appunto.

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  • Paolo Bianchi scrive:

    Quanto confusione. Queste cose si intravedevano da molto distante, ancora prima che il partito decidesse di affidare (la sua morte) a Renzi e soci. Non era necessario essere profeti per anticipare la palude nella quale tutti, ora, stiamo arrancando.
    Eppure qualcuno, come te, ci ha creduto. Peccato.

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  • Lorenzo M. scrive:

    Con l’affossamento dell’autoriciclaggio è morta ogni speranza di avere una legge contro la corruzione degna di questo nome. Grazie alle pressioni di Ncd e Forza Italia, cui il premier e il PD sono molto sensibili.
    La soppressione dell’articolo 18 è urgente urgentissima, e va approvata pure a suon di decreto. Le priorità di Renzi e della sua maggioranza sono chiare. Inutile cercare l’alibi di una legge elettorale che non consentirebbe di governare.
    Questo governo prosegue tal quale la politica di Berlusconi. Nei fatti reali, quelli che si possono misurare, oltre gli slogan. Tanto valeva votare l’originale.

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    • Meursault scrive:

      Formigoni ha detto alla radio che la che si tratta di una grande riforma, che si vota subito, che non c’è alcun problema, che risponde in toto alle loro proposte. Brunetta è impaziente e giubilante e chiede di poter entrare nel governo. E sti geni credono che Renzi sia di centrosinistra e blaterano di diritti che se, tra anni, verrano concessi lo saranno in un’orgia di modifiche ed emendamenti che li renderanno inutili. La Alicata mente, non c’è ragione di non andare ad elezioni visto il consenso solido di cui gode il governo. Renzi avrebbe una maggioranza inattaccabile anche con il porcellum modificato dalla cc. Ma le larghe intese non sono una necessità, ma una metà a lungo agognata e ora vivida realtà. Intorno intorno è pieno di peones, tipo la padrona di casa, che, per dirla come Biagi, “credono alla bugie che raccontano”. Forse.

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  • Meursault scrive:

    Con questa follia del tfr in busta paga, altra vergognosa mancia, tra l’altro doppiamente tassato sappi che stai appoggiando uno che sta ufficialmente demolendo il paese. Dico, t’è rimasto un po’ di senno?

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    • Lorenzo M. scrive:

      La cosa dimostra, più che altro, l’assoluta ignoranza di chi ci dovrebbe governare del tema in questione. Ignoranza della natura stessa del Tfr, delle sua modalità di calcolo, delle norme che ne regolano anticipazione e liquidazione, e chi più ne ha più ne metta.
      Ignoranza che è propria non solo del presidente del consiglio, ma abbraccia evidentemente i suoi più stretti collaboratori, non solo nel governo ma anche nel partito.
      Se proprio doveva essere messa su una compagine di dilettanti allo sbaraglio, tanto valeva avere Grillo come premier: forse oggi almeno una leggina sul conflitto di interessi e contro la corruzione l’avremmo avuta.

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  • Meursault scrive:

    Così Giorgio Merletti, presidente di Rete imprese Italia, in proposito del TFR in busta paga.
    “Dopo aver subito, soltanto nell’ultimo anno, una contrazione del credito erogato dal sistema bancario del 5,2% pari a oltre 8 miliardi di euro, ora alle piccole imprese verrebbe chiesto di erogare diversi miliardi in anticipazione del TFR. Siamo di fronte alla ‘misura perfetta’, se si vuol dare una mano a far chiudere decine di migliaia di piccole imprese che stanno resistendo stremate da 6 anni di crisi e difendono in tal modo migliaia di posti di lavoro”

    Ma queste cose le sa chi ha lavorato almeno un giorno in vita sua non chi si gode i contributi figurativi. Ma tant’è…

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  • Leonilde scrive:

    Ma la frase “Se la minoranza PD non vuole discutere del lavoro del terzo millennio e vuole continuare a discutere di quello del secolo scorso“ che cacchio vuol dire? Nulla!
    Considerato che della minoranza pd non me ne frega una beneamata cippola, cos’è il lavoro del terzo millennio? Assomiglia a quello dell’800, non te ne accorgi?
    Perché il lavoratore stipendiato di oggi non produce plusvalore?
    Che c’è di diverso tra l’800, il 900 e oggi se non che il plusvalore se lo accaparrano tutto solo pochi?
    Con infinite leggine da 20 anni hanno precarizzato tutto, per arrivare a dire che i non precari sono i privilegiati? Hanno scaricato il rischio imprenditoriale tutto sulle spalle dei lavoratori, e questo ti sembra corretto? Non ti accorgi della lotta di classe che il capitale, dagli anni ’80, ha intrapreso contro i lavoratori per riprendersi tutto?
    Ehi SVEGLIA, l’articolo 18 protegge dai licenziamenti SENZA giusta causa! Cioè se mi licenziano non perché non lavoro o perché c’è crisi, ma se mi cacciano perché sono GAY. Contenta tu, io non sono gay quindi almeno questo non è un mio problema, posso anche fregarmene.
    Renzi non ti ha ancora stufato? Da quando è venuto fuori non ha fatto che cianciare e poi fare l’esatto contrario di quello che ha detto prima. Ma sei andata a vedere quando a servizio pubblico sosteneva che l’articolo 18 non è il problema, ma lo sono la corruzione e la lentezza della giustizia? E quando diceva #lettastaisereno e poi lo ha fottuto, non ti accorgi che sta fottendo anche te, che non è credibile?
    Che l’unica sua missione è il potere per il potere?
    Che non parla mai di mafia, LA TRATTATIVA l’hai visto?
    Non ha nessun coraggio con i poteri forti e non vuole mettere in campo nessuna arma contro la corruzione. In cambio, come dice Travaglio, “La temibile lobby dei lavoratori dipendenti è stata finalmente sgominata. Si passi oggi alla loggia dei pensionati. Seguirà il trust dei lavavetri e dei giocolieri ai semafori.”

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  • Leonilde scrive:

    Ancora una cosa, per concludere. Se non ti ribelli tu alla guerra tra poveri che ci vogliono imporre, sappi che quando si da libero sfogo alla ricerca del capro espiatorio, zingari, immigrati e checche sono sempre i primi ad andarci di mezzo!

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