Sullo sciopero, al di là del “Ponte” dell’Immacolata.

13 novembre 2014 § 9 commenti


Mi piacerebbe fare una riflessione seria sui metodi di lotta dei lavoratori nel 2014. Un tempo si scioperava (quando davvero scioperare era pericoloso) e le fabbriche andavano a mille sfruttando al massimo la manodopera e quindi anche un solo giorno era un danno per il boom economico. Oggi le fabbriche occidentali non “corrono” più. Gli scioperi dei mezzi pubblici mettono in difficoltà più i cittadini che al lavoro ci devono andare e magari non hanno i mezzi, spezzando la solidarietà tra cittadini che non scioperano e che non possono e quelli che possono scioperare. Lasciamo stare un attimo la questione del “ponte” e del “venerdì”. Che senso ha oggi uno sciopero? E badate bene non sto parlando di “limitare” lo sciopero, ma da quando ho 16 anni e davanti al fallimento di tante lotte ( da quelle pacifiche a quelle armate) mi domando quali siano oggi gli strumenti che la collettività ha per combattere gli abusi di Stati o di poteri forti. Oggi mi sembra solo un gioco delle parti, a prescindere da come io posso pensarla in questo contesto. E’ possibile aprire un dibattito su questo tema, franco, sincero e senza partigianerie o siamo condannati al teatrino dell’autunno caldo e dell’immobilismo ricattatorio?

p.s. provate a cercare su google “Sciopero venerdì”. Trovate una valangata di cittadini normali che si domanda perché lo scioero è sempre di venerdì. Ci sarà anche un problema di comunicazione? Il Sindacato non dovrebbe cercare “ponti” con i cittadini?

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§ 9 risposte a Sullo sciopero, al di là del “Ponte” dell’Immacolata.

  • Jacopo scrive:

    ecco, raffoblog, io la vedo esattamente come te ( mi scuso se commento qui e non anche sul tuo blog).

    p.s. interessante la proposta della gara di peti. mi sa però che i renziani sono avanti anni luce rispetto a noi…

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  • Anonimo scrive:

    Ciao Cristiana,
    sono d’accordo con te. Lavoro in un’azienda e ti puoi immaginare i salti mortali che sta facendo per rimanere in piedi. Ti assicuro che il titolare potrebbe, se volesse, chiudere da un momento all’altro, MA essendoci 30 dipendenti (diconsi 30 famiglie) continua a lottare a fianco dei dirigenti per fa si che ciò non avvenga. Al punto: ritengo assolutamente inutile, di questi tempi, un sciopero, per le ragioni suddette e aggiungo, mettere in difficoltà un’azienda che deve, quando ci sono ordini, provvedere alle consegne… TROVIAMO UN ALTRO SISTEMA, IL PROBLEMA STA ALLA FONTE, I NOSTRI GOVERNANTI.

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  • Perchè credi che gli “stati sovrani” abbiano ancora margini di manovra?
    Credi che il renzismo lascerà margini di manovra per la riapertura di un dibattito serio sullo scollamento tra cittadini e politica? o non è il renzismo stesso quello scollamento? (non che Cuperlo e Civati fossero meglio… abbiamo cominciato a star male molto prima!)

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  • topometallo scrive:

    “Gli scioperi dei mezzi pubblici mettono in difficoltà più i cittadini che al lavoro ci devono andare e magari non hanno i mezzi, spezzando la solidarietà tra cittadini che non scioperano e che non possono e quelli che possono scioperare.”
    Discutibile. Qui a Genova abbiamo avuto quattro giorni di sciopero TOTALE dei trasporti l’anno scorso, città praticamente a piedi. Eppure, fino alla fine, se intervistati i genovesi, anche le vecchiette cariche di sporte, 9 su 10 ti rispondevano “Eh sì, è un bel problema ma gli autisti fanno bene a scioperare, qui a Genova i dirigenti AMT stanno rovinando il servizio”
    In fondo basta non ascoltare le false sirene che dicono che lo sciopero serve solo a fare un giorno di festa…

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  • enrico scrive:

    Cara Alicata,
    siccome in quello che dici c’è qualcosa di vero; siccome è indubbio che bisognerebbe cercare nuove forme di lotta (mi riferisco in particolare alle occupazioni delle autostrade o delle stazioni, che effettivamente non comportano nessun danno per l’ad che viaggia in jet privato e disturbano solo il pendolare o il camionista); siccome, però, è altresì vero che inventare cose nuove è difficile, e non mi pare che le idee abbondino, nemmeno tra i critici dello sciopero, apriamo pure il dibattito.
    Prima, però, perché sia chiara la buona fede di tutti, diciamo chiaramente che Ernesto Carbone e i renzoidi di complemento che ironizzano sullo sciopero della Cgil, paragonandolo al ponte, sono degli STRONZI.
    Pronti? Via: Ernesto Carbone è uno…

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  • Meursault scrive:

    Posso OT?

    http://milano.repubblica.it/cronaca/2014/11/13/news/milano_la_curia_ai_professori_di_religione_segnalateci_tutte_le_scuole_pro_omosessuali-100415845/

    In uno stato serio questa sarebbe materia bastevole per rimettere in discussione il concordato.

    Renzi che dice?

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  • Lorenzo M. scrive:

    Farò sciopero, rinunciando ad un giorno di paga. Lo avrei fatto pure se fosse stato indetto di mercoledì. Certo quel giorno non andrò in vacanza, non lo impegnerò per un bel Ponte dell’Immacolata che non posso permettermi. Sarò in piazza, quella che tanto fa schifo alla sinistra moderna, quella per cui lo sciopero non va bene, ed in strada non si scende perchè bisogna trovare altre forme di protesta. Quella sinistra moderna che ha perso completamente il contatto con il paese, che si balocca maldestramente con leggi elettorali e riforme costituzionali, l’unica cosa che è in grado di fare in mancanza di idee effettive su come uscire dalla crisi, rilanciare l’economia, stendere un piano industriale degno di questa nome. Che se ne frega altamente delle fabbriche che chiudono, dei giovani migliori che lasciano il paese, delle periferie abbandonate, del territorio che frana, delle pensioni da fame che stanno garantendo a chi domani raggiungerà l’età giusta per lasciare il lavoro.
    Vorrà dire che la prossima volta occuperemo l’azienda, o un’autostrada, o davvero la stazione Termini, così almeno le eventuali manganellate che andremo a ricevere in testa saranno “giustificate”.
    Un sonoro vaffanculo a chi ha permesso e sta consentendo che accada tutto questo, dicendo che lo fa per il mio bene.

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    • nathanranga scrive:

      Caro mio, interi settori di lavoratori il sabato e la domenica lavorano eccome. E non sono i soliti due sfigati, ma interi settori, non ultimo quello del commercio (che non conosce ponti e festivi). Quindi forse per te scioperare il venerdì è l’inizio del ponte, ma per migliaia e migliaia di lavoratori, scioperare il venerdì è identico a scioperare il mercoledì.
      Ma tutti invece di parlare o scrivere pensano solo al proprio ombelico e non si accorgono del vasto mondo lì fuori.
      Inoltre è vero, scioperare con questi mezzi serve a pochissimo. Bisognerebbe poter scioperare per settimane. Allora vedi come qualcuno i lavoratori li ascolta.

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