La giustizia nel Lazio non ha finito.

2 dicembre 2014 § 15 commenti


Ad occhio direi che la giustizia nel Lazio non ha finito. Forse c’è qualcuno di troppo, di sicuro mancano all’appello in tanti. E forse mancheranno all’appello tutti quelli che in questi anni sapevano o immaginavano e con quel sistema si sono alleati, ci hanno finanziato campagne elettorali, manifesti abusivi, voti alle primarie e tessere false. Il PD ha bisogno che nel PD laziale e romano sia fatta la più approfondita delle pulizie. Arrivando anche negli angoli e poi ripassandoci ancora. Tutto il sistema di finanziamento elettorale parallelo va studiato a fondo. E’ un’operazione facilissima. La cosa peggiore nel Lazio non è chi è andato fuori legge, ma chi ha fatto finita di niente o, pur immaginando, non ha preso coraggiosamente le giuste e debite distanze. Quando la giustizia trionfa (sperando che non coinvolga innocenti nel mucchio) non è mai una festa ma questa giornata speriamo sia l’inizio della chiusura di un capitolo che dura da anni e va dedicato a tutte (le poche) Cassandre del Lazio.

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§ 15 risposte a La giustizia nel Lazio non ha finito.

  • Meursault ha detto:

    Il solito capolavoro di arguzia politica.

    La Alicata scriveva in quel del 2011:

    “Da persona che fa politica sono contenta che esistano le persone come te Paolo Patanè . Io non so cosa voti. E questo ti rende libero. E rende me, finalmente, oggetto di giudizio per le mie azioni (insieme a tutta la classe politica). Bene così. Come sempre il mondo omosessuale anticipa i tempi. I sindacati seguiranno.”

    Da persona che fa politica, ma di politica poco ci capisce, la Alicata entusiasticamente dichiarava il proprio amore all’oggi dimissionario Patanè indagato dopo accurata perquisizione degli uffici.

    La nota “omosessuale” poi è davvero una delizia, fatta da chi sostiene il governo che ha fatto meno (anche in termini di promesse-risultati) per il mondo glbt. Senza portare a casa nemmeno uno scampolo di legge contro l’omofobia, senza un piano per arginare le nuove infezioni di hiv, senza una legge che regoli le unioni civili (e manco più una proposta), senza un’iniziativa ministeriale nazionale contro il bullismo omofobico. Niente di niente. Fior di politici omosessuali che entrano con grandi promesse e finiscono o indagati o nel proprio solipsistico silenzio.

    Quali altre gemme vuoi consigliarci, Alicata, per il prossimo giro? Nuovi nomi per favore, facciamo banchettare anche gente nuova, giovane e volenterosa.

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    • Meursault ha detto:

      P.s. gustoso particolare: come postilla alla dichiarazione d’amore verso Patanè la Alicata linkava questo suo articolo:

      http://www.unita.it/italia/omofobia-il-colle-c-e-ostilita-verso-i-gay-1.294041

      Nel quale si parla della prima discussione sulla legge contro l’omofobia. Correva l’anno 2011, dopo ben 3 anni ora non se ne hanno più notizie. Scalfarotto ha mollato la presa compenetrato in ben altri problemi di ordine nazionale (?!). E la cosa curiosa è che la legge contro l’omofobia non era legata al compimento delle riforme, come affannosamente cerca di giustificare la Alicata.

      Cristià commenti non elusivi, e senza slogan e cinguettii, sulla questione?

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    • calicata ha detto:

      Imbecille Paolo Patanè non è Eugenio Patanè. Paolo era presidente di arcigay.

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      • Meursault ha detto:

        Chiedo scusa per lo scambio di persona. Leggerezza mia confondere Paolo on Eugenio e mi scuso. Sorvolo sui modi della padrona di casa, pure io nn ci vado leggero quindi mi pare in linea. 🙂 Mi rallegro dell’estraneità di Paolo Patanè e rilancio la questione: Alicata, tu che sei amica del prode Scalfarotto, ti fai dire che fine ha fatto la legge contro l’omofobia? Una mezza parola mi pare il momento di spenderla dopo che gente come la presidentessa di Famiglie Arcobaleno ha definito l’opera del Pd una comica. Come funziona la faccenda, sei pronta a rispondere solo quando qualcuno cade in fallo? Quando si dice la politica vicina alle istanze dei cittadini eh…

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        • calicata ha detto:

          Hai ragione su questo. Anche se sai che per me la legge sulle unioni è più importante

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        • Meursault ha detto:

          Sicuramente è più importante la legge sulle unioni civili. Ma cassare la legge contro l’omofobia (anche se con quella tragica aggiunta di Scalfarotto), è un pessimo segnale che dà il governo. Sembra davvero che nn ci sia il tempo per occuparsi di nessuna questione glbt.

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  • Meursault ha detto:

    E Poletti, attuale ministro del lavoro, nn ha niente da dire riguardo questa foto?

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    • Meursault ha detto:

      Un ministro della repubblica, poletti, a cena con uno del clan casamonica in semilibertà ed un ex condannato per omicidio capo della più importante cooperativa del Lazio.

      Che ne è stato del cambiamento di verso? Del “noi siamo diversi”. Poletti e Renzi lo sanno che esistono precise responsabilità politiche? Le dimissioni del ministro sarebbero il minimo.

      Alicata, che in un’altra occasione si fece sedurre dalle parole di Poletti sul job’s act, che ne pensa?

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      • calicata ha detto:

        Cena pubblica. Poteva capitare a tutti visto che era pres delle coop ed era un evento a loro dedicato.

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        • Meursault ha detto:

          Ah fammi capire uno sta a cena con un Casamonica e nn se ne accorge? E, una volta informato, si rimane a cena come niente fosse? O si pecca di ingenuità e nn si conoscono nemmeno le personalità di “spicco” tra l’altro ad arte invitate, e nn è una bella virtù per un ministro , oppure si è a conoscenza e si tace. Cos’è peggio?

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        • Meursault ha detto:

          E aggiungo che la cena era organizzata da Salvatore Buzzi ex-detenuto non proprio raccomandabile. Per esempio informarsi prima mi pare il minimo.

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  • Marino ha detto:

    Per Meursault, che si vede che ha il dentino avvelenato, Buzzi era quello che si era laureato in carcere e che pure Rodotà aveva preso ad esempio di riabilitazione

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    • Meursault ha detto:

      Rodotà nn gode delle mie particolari simpatie, nel caso questo servisse a circoscrivere il mio tendere politico. Rodotà probabilmente l’avrà citato prima che Buzzi raggiungesse un giro d’affari talmente enorme che impossibile non detasse sospetto.

      Faccio mio l’adagio del filosofo Cipolla: di questi tempi chi nn ha la luna storta o è stupido o è in mala fede.

      Saluti 🙂

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      • DerKommissar ha detto:

        Rodotà lo ha comunque citato ed elogiato quando si stava laureando nel carcere. Essere un ex detenuto non dovrebbe essere una condanna infinita, quando si cerca di rifarsi una vita. Aggiungo che quel Casamonica della cena non è “il” Casamonica, ma uno dei cugini di quella famiglia decisamente numerosa: ex detenuto anche lui, che lavorava nella cooperativa per rifarsi (anche lui) una vita…dato che quella cooperativa si occupava proprio del reinserimento nella società degli ex detenuti, quindi uno scopo nobile.

        Quindi se la tua argomentazione è “ommioddio ma alla cena c’erano due detenuti, Buzzi e un Casamonica!” la risposta è “grazie al cazzo, dove dovevano stare sennò?”. Quindi non regge. Poi certo, alla fine si è scoperto che Buzzi restava un fetentissimo criminale anche all’epoca, ma all’epoca non si sapeva. A meno che non vogliamo dare valori retroattivi alla consapevolezza delle condanne.

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