La regola d’oro per un partito pulito.

3 dicembre 2014 § 4 commenti


Nei partiti bisogna chiedere pulizia prima che arrivino i giudici. È una cosa facilissima. Vuoi candidarti? Documenta tutte le spese on line. Vuoi ricandidarti? Documenta al partito quanto hai pagato (non in nero e per società che non sfruttano lavoro nero) manifesti abusivi, cene, e persone e la provenienza di quei soldi fino all’ultimo centesimo. Altrimenti non ti candidi. Punto. È facilissimo.

§ 4 risposte a La regola d’oro per un partito pulito.

  • Marino scrive:

    Non è “facilissimo”, Cri.
    La documentazione delle spese online abbiamo visto che manganello mediatico è diventato tra i M5S, i partiti sono ancora associazioni private e non possono chiedere quel tipo di documentazione. Ci vorrebbe una legge sui partiti tipo quella tedesca, o il ddl Finocchiaro-Zanda tanto per cominciare.

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  • Antonella scrive:

    Anche scansare come la peste gente con un curriculum politico (MSI, CCD, UDC,UDEUR) come quello di Marco Di Stefano, aiuta parecchio.

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  • marco scrive:

    quindi pure le primarie a sindaco e compagnia erano tutte truccate. complimenti a tutti voi, sostenitori di Marino in primis

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  • ileonilde scrive:

    L’unica diversità tra Pd e destra è solo un dato quantitativo, l’incidenza del malaffare nel Pd rispetto alla destra è in rapporto di 1 a 6. Ma una differenza quantitativa non fa una differenza qualitativa ed il ceto politico del Pd è sostanzialmente omogeneo all’altro. Questo fenomeno è anche razionalmente spiegabile, la classe politica del Pd è il prodotto degli stessi meccanismi di selezione che producono quella di Fi, e se questo era meno vero nel primo decennio, in cui c’era ancora qualche persistenza del ceto politico precedente, lo è sempre di più man mano che ci si allontana dallo scioglimento del vecchio Pci, che non era un cenobio di santi, ma non era neppure la cloaca attuale e formava diversamente i suoi esponenti.
    Diciamocelo sinceramente: la campagna contro la dissolutezza morale del regime berlusconiano è stata solo un espediente per raccogliere consensi senza fatica e mascherare l’assenza di qualsiasi linea politica realmente alternativa. Il Pd, politicamente, era già una variante con vaghe sfumature di rosso della stessa cultura politica neo liberista di Fi ed oggi si assimila ad essa anche sul piano del costume. Diciamo che il Pd renziano è una sorta di variante giovanile del berlusconismo. E se non vogliamo morire berlusconiani, la prima cosa da fare è radere al suolo il Pd, non solo quello romano, ma tutto.

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