Fassina, i 101 e un pò di retroscenismo pure qua.

22 gennaio 2015 § 4 commenti


Mi fa piacere che Fassina sappia a chi obbedivano i 101. Secondo lui a uno che non era premier e nemmeno segretario e che a mala pena aveva portato un manipolo di persone in parlamento. E io che avevo sempre pensato che fosse opera di ex DS che volevano Marini parte dei quali eletti alle parlamentarie grazie ai voti di Fioroni e ad un accordo con i popolari (visto che oggi è il giorno di dirsi le cose retrosceniste le dico anche io). Poi ricordo benissimo qualcuno che si autodenunciò tra i 101 e che ancora oggi non è annoverabile tra i renziani. A proposito caro Fassina, sempre che sia vero ciò che dici: perchè lo dici oggi?

§ 4 risposte a Fassina, i 101 e un pò di retroscenismo pure qua.

  • ale scrive:

    Sul “perché lo dici oggi” concordo perfettamente, è la prima cosa che ho chiesto anch’io
    Sul merito, cioè chi furono i 120-130 che applaudirono al Capranica poi fecero il contrario in Aula, dopo molte chiacchierate in merito con tanti parlamentari ed ex del tuo partito mi sono fatto la convinzione soggettiva che ci sia stato un concorso multiplo: chi non voleva Prodi (i dalemiani, Sposetti e c.), chi voleva vendicarsi del flop di Marini, e probabilmente anche chi non voleva Bersani, sì.
    D’altro canto, se sono stati 120-130 come sono stati, molto difficile che venissero tutti dalla stessa corrente.
    In termini organizzativi, invece ci sono pochi dubbi che il “no” più organizzato sia dell’area Sposetti.
    Ma, comunque, credo che davvero siano in pochi, pochissimi, forse nessuno a poter dire: “i miei non c’entrano”, tra le tante anime del Pd.
    http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/01/22/quella-vecchia-storia-dei-101/

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  • Gustavo Ulivi scrive:

    Per me e’ tutto chiarissimo: tutto questo e’ avvenuto perche’ il PD e’ un “parti de la merde”.

    Cosi infatti lo chiamerebbe Charlie Hebdo nei cui uffici parigini, come nel Resto del Mondo, sta entrando un pestilenziale “odoeur de merde” creato dalla colossale figura dimmmmmmerda del PCI. che dopo la caduta del Murazzo di Berlino si e’ decomposto nel PdS, poi nel DS, poi nel PD ed infine ha raggiunto l’ultimo stadio della decomposizione: il PpCCI: Il P-artito p-ost C-atto-C-omunista I-taliano. Cioe’ il Partito della Bindi e di Bersani: il PBB.

    Sono certo che appena si riprende dalla batosta subita dai seguaci di Allah (quelli che “quando uccidi un uomo hai ucciso tutta l’umanita’”) la grande rivista satirica parigina trovera’ un enorme pozzo d’ispirazione proprio nel Partito post-Catto-Comunista italiano, quello che sta nascendo con la scissione dai….”Renzuschini” e che per brevita’ chimeremo PBB, il Partito della Bindi e di Bersani.

    Questa Sinistra italiana mi ricorda quella vignetta di Charlie Hebdo, quella del “Padre”, del “Figlio” e dello “Spirito Santo”: una sodomizzzazione a catena

    Dopo un Ventennio di “Resistenza” al Fascio-Lego-Berlusconismo, il Partito di Renzi, detto anche Matteo il Berluschino, sta in piedi grazie al Partito di Berlusconi, detto anche Silvio il Berluscone mentre la Sinistra Cattolica e la Sinistra post-Comunista non sanno piu’ dove sbattere la testolina.

    Forse una vacanzetta a Cuba farebbe bene per distrarsi un po’: stanno arrivando i primi frigoriferi dopo il Sessantennio castro-comunista, quello che aveva fatto un altra “resistenza”: quella al Capitalismo “Yankee”.

    Eppure la catastrofe della Sinistra italiana a qualcosa e’ servita: ci ha risparmiato una Mortadella al Quirinale.
    Salami si, Mortadelle no!

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  • Lorenzo M. scrive:

    Facile indicare alcuni di quei 101: sono sicuramente tra coloro che hanno maggiormente beneficiato delle larghe intese, trovando un posto immediato nel magnifico governo Letta prima, nel governo Renzi dopo. Basterebbe scorrere l’elenco di ministri, sottosegretari, capi delle commissioni parlamentari.
    A proposito dello spettacolo deprimente offerto dal partito da quel momento ad oggi, mi ritrovo in quanto scritto da Serra (Michele):

    <>

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    • Lorenzo M. scrive:

      ( Diamine, ho perso un pezzo ). Dunque, scrive Serra:

      Gli analisti politici si rivolgono quasi tutti la stessa domanda: “è possibile che gli elettori del Pd debbano scegliere tra la rendita di posizione di vecchi satrapi incanutiti che hanno cominciato a fare politica con Turati e la Kuliscioff e non ne hanno mai indovinata una; e giovani avventurieri furbastri che quando vedono un operaio lo fotografano come ai safari in Botswana e pur di far carriera sarebbero disposti a chiedere il voto anche alla vedova Kappler?”. La risposta, sempre secondo gli analisti politici, è: sì, è possibile

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