Frasi killer per la democrazia.

24 gennaio 2015 § 18 commenti


Frasi killer per la democrazia: “…ripartire dalla base senza la zavorra dei partiti.” Peccato sentirla pronunciare da chi conosce bene la Costituzione (la cui vita democratica proprio sulla pluralità partitica si fonda, piaccia o no) e la storia, dimenticando che frasi così sono l’anticamera della fondazione di un altro partito che contiene il germe del totalitarismo e del pensiero unico perché non riconosce la dialettica democratica agli altri partiti. Mala tempora currunt.

§ 18 risposte a Frasi killer per la democrazia.

  • Massimo scrive:

    Innanzi tutto La ringrazio per avermi indotto a leggere la lunga intervista a Rodotà di cui non sapevo: l’ho trovata molto stimolante proprio nella sua complessità. Ho dovuto rileggerla perché il Suo post mi aveva “allarmato” e alla fine mi sono reso conto che il titolo era redazionale e forzava il pensiero di Rodotà.
    Allora sinceramente ho pensato che Lei non avesse letto l’articolo e si fosse fatta prendere la mano. Ma mi chiedo se prima di fare le considerazioni pesanti che Lei ha fatto non valesse la pena darsi il tempo di capire se davvero Rodotà avesse dato di matto, essendo una figura così significativa in termini di diritti e di partecipazione (e lo stesso titolo del libro da cui parte l’intervista lo dice).
    Purtroppo sembra che improvvisamente tutto quello che è stato il nostro background sia diventato un ingombro e qualunque tentativo di problematizzare faccia diventare “paludosi”, “parrucconi” anche figure che potrebbero arricchire il lavoro di cambiamento e non fermarlo. Con una polarizzazione fra chi vuole cambiare e chi no che finisce per essere falsa e distorcere la realtà (proprio come Lei ha distorto il senso dell’intervista che credo ruoti invece attorno a temi come “rappresentanza”, “partecipazione”, “coinvolgimento” ..)
    Nel post precedente descriveva questo come “il tempo della partecipazione .. di vigilare”, Mi sembra che poi, nei fatti, non sia né l’uno né l’altro.
    Sul “mala tempora currunt” sono d’accordo. Ma mi ha ricordato la mia professoressa che diceva “prima di cominciare leggete bene il testo”.

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  • geryatejina scrive:

    Un semplice Ctrl-F + “senza la zavorra dei partiti” e avresti scoperto che quella frase non e’ stata pronunciata da Rodota’.

    Ecco il passaggio che evidentemente ha ispirato, con poco senso dell’aderenza, il titolo dell’articolo-intervista:
    “Chi pensa di ricostruire un soggetto di sinistra o socialmente insediato guardando a Sel, Rifondazione, Alba e minoranza Pd sbaglia. Lo dico senza iattanza, ma hanno perduto una capacità interpretativa e rappresentativa della società. Nulla di nuovo può nascere portandosi dietro queste zavorre. Rifondazione è un residuo di una storia, Sel ha avuto mille vicissitudini, la Lista Tsipras mi pare si sia dilaniata subito dopo il voto alle Europee. Ripeto: cercare di creare una nuova soggettività assemblando quel che c’è nel mondo propriamente politico secondo me è una via perdente”

    Non dico leggere il libro, ma almeno leggere l’intervista prima di fare una critica ad un costituzionalista su cio’ che insegna la Costituzione, no? Ecco, era in questo caso che serviva un po’ di umilta’, non nel criticare la “gaffe” del Papa.

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    • calicata scrive:

      Chi ha parlato di Rodotà? Non lo ho nominato apposta. Mi stupivo del titolista di Micromega cge manco Signirini.

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      • geryatejina scrive:

        Non l’hai nominato apposta?? Gran fatica concederti il beneficio del dubbio. E comunque quanto meno avresti dovuto sottolineare che non stavi parlando di Rodota’, dato che la frase e’ stata attribuita a lui con un virgolettato.

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      • Antonella scrive:

        Quindi la frase l’ha ‘pronunciata’ il titolista di Micromega che ‘pure conosce bene la Costituzione’?
        O no? Insomma, chi l’ha pronunciata sta ‘frase killer’ che tanto ti ha allarmato? Non tenerci sulle spine, ci allarmiamo pure noi se è il caso..

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    • calicata scrive:

      Poi se vogliamo discutere di questo processo di costituzione dell’ennesimo nuovo soggetto….parliamone. Per me che vedo alla base di una speranza in Italia il bipartitismo (che non significa azzerare gli estremi o le minoranze, significa esercitare la dialettica sempre, come avviene nei labour) è incomprensibile questa ennesima chiamata che guarda caso avviene solo quando c’è odore di elezioni. La base? I movimenti? Le associazioni? Siamo così sicuri che siano meglio dei partiti? O che possano divenire partito “solido”? Non sarebbe meglio entrare nel pd e cercare di conquistarlo o di orientarlo?

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      • geryatejina scrive:

        Non entro nel merito senno’ facciamo mattina. Comunque mi pare che ci siate riusciti benissimo ad entrare nel PD e a conquistarlo. Con risultati strepitosi.

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        • calicata scrive:

          Non siamo entrati. Lo abbiamo fondato. Ecco questa tua frase è un problema.

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        • geryatejina scrive:

          E dimmi: sede, sezioni, gazebo e truppe cammellate le avete comprate o ereditate?
          Ma fammi il favore.

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        • calicata scrive:

          Ma fammelo tu il favore. Cosa vedi di meglio intorno a te? Il webbe di Grillo? Ma ti prego…..

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        • geryatejina scrive:

          In due commenti hai cambiato argomento due volte. Un atteggiamento fastidioso, oltre che inadeguato e sintomatico. Ad ogni modo, ecco quello che penso…

          1. Grillo (non il M5S) mi ha sorpreso e deluso con le recenti uscite populiste a estrema destra, che fatico a conciliare col resto della sua storia. I parlamentari M5S, invece, hanno fatto e continuano a fare un lavoro egregio, a dispetto di tutto cio’ che ne dice la “grande” stampa. E’ sufficiente seguire dal vivo i lavori parlamentari per accorgersene: in media, i 5S stanno su un altro pianeta in termini di competenza, conoscenza e coerenza, rispetto a tutti gli altri gruppi. Tra l’altro, questo la dice lunga su nominati vs. scelti dal popolo, considerando anche che, come noto, il M5S e’ cresciuto troppo rapidamente in occasione delle elezioni del 2013 ed il rischio di mandare in Parlamento un gruppo di incompetenti ed inadeguati e’ stato altissimo (ed in parte si e’ avverato).

          2. Grillo (non il M5S) e’ da solo l’artefice del cambiamento (che purtroppo so essere solo temporaneo – leggi Lodato & Scarpinato) della politica Italiana. L’aurea accecante di Renzi non ti consente di vedere che Renzi – il Renzi delle campagne per le primarie intendo (quello di adesso e’ il niente che annoia e imbarazza), – e la sua popolarita’, sono una conseguenza di Grillo e della sua rivoluzione.

          Renzi e la sua imbarazzante corte di lecchini baciapile si credono moderni e veloci, perche’ passano il tempo a cinguettare, usano Powerpoint per le slides ed Excel… per fare i Gantt. Come ti ho gia’ scritto, la modernita’ e’ 15 anni avanti. E parafrasando uno spot pubblicitario: la velocita’ e’ nulla, senza qualita’. Anzi, e’ dannosissima quando applicata al governo di una Nazione.

          A te proprio non corre un brivido lungo la schiena sapendo che la nostra Costituzione, partorita da un parlamento di intellettuali appena usciti dalla seconda guerra mondiale e presa ad esempio anche dall’ONU per la stesura della carta dei diritti umani, venga modificata da Maria Elena Boschi, appena uscita da Publiacqua, con quella spocchia da provincialotta? Ma proprio non ti suona nemmeno un campanello d’allarme?

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        • calicata scrive:

          Gerardo non si può parlare con qualcuno che continua ad offendere l’interlocutore. Sei insopportabile.

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        • geryatejina scrive:

          Ah, capisco.. ti sei offesa perche’ ti ritieni parte della corte di Renzi (altrimenti non vedo dove stia l’offesa all’interlocutore). Io invece non ti pensavo parte di quella corte, altrimenti non sarei stato qui a discutere con te. Torna a leggere (se mai l’hai letti: a giudicare dalle tue repliche inesistenti dovrei dedurne che no, non li leggi) tutti i miei commenti precedenti, e vedi se trovi offese all’interlocutore – offese tipo “cretini”, per esempio.

          Comunque ok, ora e’ tutto chiaro. Per induzione decidiamo che il titolista di Micromega e’ uno che conosce bene la Costituzione e la storia, e il suo fasullo virgolettato attribuito a Rodota’ e’ una frase killer per la democrazia. Frase detta dal titolista, non da Rodota’. Ok, ora e’ chiaro quello che volevi dire.

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        • calicata scrive:

          stiamo parlando di una rivista che si vanta di essere scientifica…e che invece secondo me ultimamente sta facendo gioco populista anche forzando i titoli….poi se volete appunto, discutiamo del progetto di un nuovo soggetto…non ho mais entito nessuno in questi ultimi anni dire che voleva fondare un partito senza che aggiungesse “però partiamo dalla società civile”…ma per favore….la società civile è identica alla politica in questo paese con l’unica differenza che non ha il potere…o meglio avrebbe quello di votare diversamente ma non lo fa.

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        • geryatejina scrive:

          Snobbando la “societa’ civile”, e concedendo cosi’ alla politica una sorta di superiorita’ che puo’ fare a meno della legittimazione dal basso, sembri proprio Ferrara (senza offesa, se possibile :)).
          A me pare del tutto evidente che qualsiasi progetto di una nuova proposta politica debba partire dalla societa’ civile, da gruppi o categorie di persone che non si riconoscono in nessuna offerta politica esistente. Da dove vuoi che parta altrimenti?
          In molti sensi e’ vero che le entita’ politiche esistenti – strutturalmente corrotte e colluse con la malavita e con il Vaticano (cosi’ concedendo al Vaticano di essere cosa diversa dalla malavita, ma come sai non credo in questa distinzione) – sono lo specchio del Paese. Ma qua e la’ degli incubatori di proposte sane, di qualita’ e scevre da collusioni criminali esistono. Di queste, la maggior parte vengono affondate immediatamente (vedi Ingroia), altre si autodistruggono (vedi Di Pietro), altre ancora sopravvivono per miracolo avendo tutti gli organi di informazione contro (vedi M5S).
          Lo so che a te queste sembrano le parole di un populista da quattro soldi. Per questo ti suggerisco di leggere, ad esempio, “Il ritorno del Principe”, poi decidi da sola se credere a quella versione della storia della nostra Repubblica, oppure continuare a credere che il Nazareno sia un patto per “scrivere le regole insieme” o eleggere un PdR che “faccia da arbitro”.

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