Il paradosso dell’aborto e della surrogata.


Gli stessi che dicono che NON è possibile che una donna possa volontariamente (lo spiego bene qui che la surrogata non è l’utero in affitto) sono gli stessi che sostengono che le donne non dovrebbero abortire e, se non vogliono tenere il bambino, dovrebbero portare avanti la gravidanza e dare il bambino in adozione. E’ un cortocircuito, se ne rendono conto? Delle due l’una: o una donna non riesce a staccarsi dal figlio. O sì.

15 pensieri riguardo “Il paradosso dell’aborto e della surrogata.

      1. Non so te cosa leggi. E’ stato stralciato il comma sul divorzio lampo, che tu gioiosamente confondi con quello breve. La differenza risiede nel tempo di separazione obbligatorio che a sentire Cucca, il senatore artefice dello stralcio, rimane “consigliabile” anche se nn ci sono figli o sono autosufficienti. E’ una tipica considerazione paternalista e democristiana, indegna di uno stato laico. Cristià io li leggo gli articoli, te nn sono sicuro.

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        1. E se la donna è incinta e non lo sa? Io penso che la brevità sia opportuna. Punti di vista sai. Ma nel nostro progamma il divorzio breve c’era e ci sarà.

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    1. Appunto, nel link c’è scritto ” Niente divorzio lampo”. E che il Pd presenterà (anzi “non ha [ancora?] rinunciato a presentare”), farà, dirà, coserà, passerà. Come vedi anch’io leggo gli articoli. “No?”

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  1. non so perché i miei commenti non passano, ma ci riprovo: io sono contrario all’aborto (ma a favore della 194) e non credo che una donna possa volontariamente e gratuitamente offrirsi per una surrogata (a meno di rarissime eccezioni dovute a stretti legami di sangue, eccezioni che confermano la regola)

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      1. Cristiana, non posso escludere che accada. Ma non puoi sostenere che sia la norma. Io conosco diverse coppie omosessuali italiane che hanno avuto dei figli attraverso la maternità surrogata, tutte rigorosamente all’estero (ovviamente) ma non certo gratuitamente.

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        1. Verifuca perchè oltretutto i gay vanno quasi sempre in luoghi dive c’è una kegge che tutela loro e le donne. Il probkema è che le tante coppie etero che li fanno così non si notano.

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        2. Io ho verificato, e ti confermo quello che ho detto. Che poi ci siano delle nazioni in cui la surrogacy commerciale è proibita, per cui formalmente la madre surrogata non viene pagata ma ha diritto a dei “rimborsi spese” (es. Canada) è vero. Ma mi riesce difficile credere che ci sia un significativo business costruito sul volontariato.

          Senza offesa, Cristiana, ma in questo caso mi viene da dire una cosa che io per primo odierei sentirmi dire: se non sei stata madre, non puoi capire di cosa si sta parlando

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        3. Si lo so, non è permesso ad una donna di portare avanti una surrogacy da primipara. Ma il mio discorso è un po’ diverso, scusa se ci torno sopra.

          1. In molte delle nazioni in cui la surrogacy è legale essa è ammessa solo gratuitamente

          2. Sono però ammessi i “rimborsi” delle spese sostenute

          3. Considerati gli elementi “negativi” di una gravidanza: modificazioni corporee, aumento di peso con rischi aggiuntivi a livello di equilibrio fisico (per non parlare dell’aumento di peso in sé), la impossibilità di condurre una vita “normale” (lavorativa, personale, ma anche sessuale), i rischi medici insiti in una gravidanza ed in un parto,pensare che una donna che conosce tutto questo (e lo conosce non essendo una primipara) lo faccia senza un proprio tornaconto … bè, mi farebbe dubitare della sanità mentale delle donna in questione (secondo me non basta neanche un tornaconto, ci vuole anche una buona dose di altruismo) . E il fatto che esistano organizzazioni che campano sulla surrogacy mi fa dubitare che queste contino unicamente sulla spontanea adesione di volontarie non remunerate.

          O.T. una buona notizia, sembra che l’AIFA abbia deciso che la vendita della pillola dei 5 giorni dopo avvenga senza ricetta medica con esclusione delle minorenni (che avranno bisogno di presentare una ricetta). Non è il massimo, ma viste le pressioni della Lorenzin (Governo Renzi) temevo peggio

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