L’astensionista sulla punta della lingua.

16 luglio 2015 § Lascia un commento


premessa: questo post è stato scritto ieri sera durante una cena di matrimonio in Sicilia e prima di quanto sta emergendo (e va appurato) sul caso Crocetta-Tutino, quindi non ha nulla a che fare con quanto sta accadendo, è solo un esempio valido per qualsiasi regione.

Un matrimonio.

Dialogo al tavolo tra due che non si conoscono. Una sono io.

“Quanto dura Crocetta ancora?”

“Non so.”

“Lo rivoteresti..o meglio lo voteresti se si votasse?”

“Io non l’ho votato neanche l’altra volta. Sono anni che non voto.”

“Ah…non ti chiedi nemmeno se votare il meno peggio?”

“Sono uno peggio dell’altro. Sono anni che non mi ispira nessuno…”

“…”

“Chi vorresti presidente di regione?”

“Non so..non c’e’ nessuno…”

“…”

“E il movimento 5 stelle?” Chiedo infine.

“Sono un po’ troppo esaltati pero’ si’….loro forse potrebbero se si dimostrassero all’altezza di governare…”

Ce l’abbiamo tutti lì l’astensionista di sinistra (quelli che Forza Italia e Lega mai, nemmeno pagati), sulla punta della lingua, come una parola che non ti viene. Vediamo a chi viene la parola perduta per primo. Non ci vuole niente per riportarli tutti a votare. Basta ritrovare credibilità. Banale, semplice, eppure è proprio come quando lo sai e non ti viene la parola e schiocchi le dita in aria come un idiota.

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