Quell’altro mondo.

9 agosto 2015 § 1 Commento


La famiglia sarda si informa con Ibrahim di come è andata la giornata. Si conoscono, lui si ferma vicino ai loro molti ombrelloni da famiglia numerosa e cerca ristoro. Ombra e due parole. Ibrahim è carico di cappelli sulla testa, sulla schiena uno zaino di asciugamani e copriletto di quelli tutti uguali su tutte le spiagge. Tra le braccia due accrocchi carichi di bracciali e occhiali da sole. Le cose da spiaggia. Ibrahim è senegalese. Io gli chiedo: è un nome ebreo? Lui fa finta di non sentire o non sente (scopro poi che Abramo è un nome che unisce cristiani, ebrei e mussulmani). Gli dico come mi chiamo che di solito con quelli che si chiamano Mohammed fa sempre molta scena reciproca sembriamo sempre due simboli che si incontrano. Ci chiede se siamo sorelle. Gli dico: no lei è mia moglie (sintetizzo malgrado l’Italia). Ride, mi chiede: sei un maschio tu? No, rispondo io, ma lei è mia moglie lo stesso e lui non discute più. Venti metri quadri. Una famiglia del posto che non è partita per le vacanze che accoglie un senegalese mussulmano come un vicino di casa, due donne che stanno insieme. Un altro mondo è possibile, ovunque lo si voglia fondare.

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§ Una risposta a Quell’altro mondo.

  • Gustavo Ulivi ha detto:

    Ma glieli hai comprati un paio di cappellini e qualche asciugamano?
    O il simpatico senegalese si e’ accontentato della stimolante conversazione sotto l’ombrellone con una Cristiana lesbica?

    Interessante l’annotazione che la famiglia che si e’ mostrata interessata su come il “povero” Ibrahim avesse passato la giornata sia “una famiglia sarda”.
    Sembra tu intenda sottindere che alle famiglie venete, lombarde, piemontesi…insomma, alle famiglie fascio-lego-razziste del Nord ricco, ma col cuore di pietra, di come abbia passato una giornata un Ibrahim musulmano che gira con i cappellini in testa e gli asciugamani nella saccoccia non gliene sbatti una santissima minkia.

    Eh si, le famiglie del povero Sud hanno il cuore grande e non hanno dimenticato la vita miserabile del migrante che lascia l’ “amara terra sua” in cerca di un futuro migliore!
    Ci penseranno i 100 miliardi di Euro che il Chiaccherone di Firenze ha promesso per il grande rilancio del Sud italiano e la definitiva soluzione della Questione Meridionale che attanaglia questa nostra Italietta da centosessant’anni a far diventare finalmente benestanti i nostri Terroni e trasformare anche loro in acidi ed egoisti ricconi come i Polentoni lego-fascio-razzisti.
    E’ una legge di Natura: gli arricchiti hanno la memoria corta e non si ricordano di “quando gli Albanesi erano loro”. E’ successo prima ai Polentoni e tocchera’ poi anche ai Terroni quando i 100 miliardi di Matteo produrranno i loro benefici effetti.

    Che un altro mondo fatto di Pace, Benessere e Tolleranza sia possibile partendo dalle constatazioni che un musulmano senegalese abbia sorvolato sulla Legge della Sharia che nel suo paese sottopone i “diversi” come te alla Giustizia Divina e che una famiglia sarda lo abbia accolto come un vicino di casa mi sembra un tantino patetico e de-amicisianamente tardo-romantico.

    Io preferisco scendere nel prosaico e penso che il senegalese Ibrahim, commerciante ambulante senza licenza che rompe le balle a milioni di turisti attaccandoli sulla spiaggia con il micidiale “vuccumpra’”, si mette in tasca al netto di tasse (che non paga) e al netto delle spese un centinaio di Euro al giorno. Sono tremila Euro al mese sotto un sole gradevolmente africano cui i Senegalesi e i loro cugini dell’Africa Nera sono abituati fin dalla tenera eta’.
    A farne le spese sono i commercianti di articoli da spiaggia delle localita’ balneari che le tasse le pagano e che non possono reggere alla sleale concorrenza della Mafia afro-italiana che controlla le nostre spiagge come fosse “Cosa Loro”

    A te che hai il cuore africano, dei commercianti italiani non te ne frega una minchia pero’ anche loro, poracci, “tengono famiglia” e campano sulle spalle dei vacanzieri.
    Il solito razzismo di sinistra: i neri bravi e buoni; i bianchi brutti e cattivi.

    Ogni volta che leggo articoli strazianti come il tuo sulla situazione dei cosiddetti “profughi” e dei poveracci del Terzo mondo mi convinco che “buonismo” e “coglionismo” siano sinonimi.

    C’e’ qualcosa di molto religioso in voi catto-post-comunisti: non mi meraviglierei se Papa Francesco si dimettesse dalla carica pontificia e si candidasse alla guida del Nuovo Partito Democratico. No, non quello di Matteo il Berluschino, di Alfano e di Verdini che ormai sta tirando gli ultimi respiri: mi riferisco al Partito Francescano Italiano che nascera’ sulle ceneri del Renzismo e che fara’ subito la stessa fine perche’ di buonismo, di cretinismo cristiano-sociale e di chiacchere inconcludenti si muore presto nelle Aule del Potere create senza legittimizazione democratica dal comunista Napolitano. “Perche’ ce lo chiede l’Europa!”
    Lo dimostrano i tre governi di Monti, Letta e Matteo il Berluschino in soli tre anni: mentre l’Italia dei “buoni” sprofonda sempre piu’ precipitevolissimevolmente nel cesso.

    Buone vacanze e auguri di buon lavoro al Senegalese.

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