Roma come Itaca.

26 ottobre 2015 § 8 commenti


Il peso e la misura devono essere sempre congrui. Quando non lo sono si genera anarchia perchè se una cosa pesa 1kg, pesa 1kg. Se una cosa è lunga 1 metro è lunga 1 metro. Se cominciamo a dire che 1kg è poco ed è moltissimo contemporaneamente destabilizziamo la credibilità del misuratore. Senza credibilità le bande di misuratori abusivi dilagano. Un po’ come quando Ulisse era via e i Proci facevano carne da macello, sguaiati, rissosi, cupi, avvoltoi. Ecco, Roma a volte mi sembra Itaca senza Ulisse dove tutti pensano di poter fare ciò che vogliono in attesa della mano di Penelope. A Roma serve un Ulisse. Il che significa che non deve restare nemmeno uno dei Proci. Scusatemi per l’eccessivo abuso di metafore.

§ 8 risposte a Roma come Itaca.

  • caterina scrive:

    a roma sono tutti Proci … ormai …

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  • ileonilde scrive:

    http://180gradi.org/2015/10/25/una-storia-comune/

    Esiste qualcuno nel PD romano (e italiano) minimamente interessato agli argomenti di questo articolo?

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  • “Non deve restare nemmeno uno dei Proci…”

    Penso che dovrebbe essere necessario specificare che tra i “Proci de Roma” non ci sono solo i post-fascisti, ma anche i post-comunisti, oggi conosciuti come i post-democristiani della Nuova Democrazia Cristiana di Matteo Renzi il quale, oltre che essere un post-democristiano, e’ anche un post-berlusconiano.

    Se questi sono i “progressisti” che per un ventennio si sono presentati come forza del cambiamento c’e’ poco da stare allegri. Anzi, c’e’ da suicidarsi.

    C’e’ da chiedersi se valesse la pena far cadere il Muro di Berlino: fu una caduta che costrinse il Partito Comunista a diventare ” Partito Post-Comunista-Democratico”.

    Fosse rimasto il Partito Comunista Non-Democratico dei “tempi gloriosi”, non avremmo oggi un’Italia governata dalla Nuova Democrazia Cristiana post-Berlusconiana che fa le riforme di Berlusconi , si allea con gli ex-Berluscones, obbedisce al Papa che scomunica Marino, lecca il sederino della Merkel e dei Finanzieri Europei e segue alla lettera i dettami di un Presidente della Repubblica post-comunista che non sopporta le elezioni democratiche dopo che “il suo Partito” ha sistemato il culetto sulle poltrone.
    “Per il Bene del Paese!”.

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    • Marino scrive:

      cioè, per sempre all’opposizione facendo inciuci e compromessi sottobanco in attesa del sol del’avvenire con le Cinque Stelle intorno.
      Ovviamente suppongo che il ” Presidente della Repubblica post-comunista che non sopporta le elezioni democratiche2 sia quello definito vecchio scorreggione da un berlusconiano

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  • Marino scrive:

    Se ho capito la metafora, non uno dei consiglieri comunali (a parte quelli indagati) deve essere ricandidato. Come minimo…

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    • Nino scrive:

      Sì certo, come no. Mi aspetto un cambio epocale dal PD … anzi dal PaD (Partito Anti Democratico ) … ma mi sembra difficile … in fondo a qualcuno avrà dovuto promettere qualcosa di più di 30 denari pur di evitare una discussione in consiglio comunale

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  • @ MARINO:

    Caro MARINO,
    Permettimi di illuminare la tua ignoranza. Un’ignoranza che temo essere e’ il frutto della tua faziosita’. Una faziosita’ politica che acceca e spesso fa sparare cazzate.
    Le stesse cazzate di cui la “Sinistra Anti-Berlusconiana” ci ha farcito i padiglioni auricolari per un VENTENNIO per poi far uscire dal cappello magico un coniglietto crozziano, post-berlusconiano e post-democristiano di nome Renzi Matteo.

    Povero vecchio PCI!
    Aveva piu’ reputazione nazionale e internazionale quando dipendeva da Mosca e appaudiva la costruzione del MURO e l’invasione dell’Ungheria da parte dei carri armati sovietici: il Presidente Emerito ne sa qualcosa!

    ALAN FRIEDMAN NON E’ UN GIORNALISTA “BERLUSCONIANO” !!!

    Ha scritto libri che hanno come soggetti Berlusconi, il Berlusconismo e l’anti-Berlusconismo, ma questo non ne fa “un berlusconiano”.

    Eccoti un link che potra’ illuminare le zone d’ombra che rabbuiano il tuo cervello:
    https://en.wikipedia.org/wiki/Alan_Friedman
    Il link e’ in Inglese: lingua che tu certamente non mastichi, ma potrai farti aiutare da “Gugol Translation”.

    L’espressione “vecchio scorreggione”, in lingua inglese “OLD FART”, non e’ per nulla offensiva: la scorreggia, nella cultura anglosassone, e’ un incidente dell’intestino che suscita comprensione e una certa ilarita’, come il rutto (BURP). Si cerca, ovviamente, di evitare entrambi, ma quando si manifestano vengono accolti con una comprensione di cultura puritanica che porta all’immediata assoluzione dei presenti e all’auto-assoluzione del “reo” che non sente il bisogno di riferirlo al prete nel confessionale temendo di andare all’Inferno.
    Insomma: non si diventa rossi di vergogna al punto da desiderare di sprofondare nel pavimento accompagnati dagli sguardi ostili e di riprovazione degli astanti. Come nella cultura cattolica italiana.

    In America, per definire un tipo che con l’eta’ e’ diventato noioso, ingombrante, pesante da sopportare si usa la simpatica espressione “vecchia scorreggia”, nel senso che quando gli anni cominciano a pesare, l’inclinazione a scorreggiare diventa non piu’ un fenomeno fisiologico, ma patologico: un fenomeno cioe’ troppo ricorrrente e che procura, nel tempo, una certa irritazione a chi, in condizioni normali, e’ “naturalmente” portato a “comprenderlo”.
    Ovviamente non irriterebbe se fosse un fenomeno serio degli anni che passano, come le malattie, ma essendo invece un fenomeno “leggero”, gli anglosassoni sono portati a definire il vecchietto rompiballe che scorreggia con troppa frequenza chiamandolo con ironia e una punta di stizza: “vecchia scorreggia”.

    Se un novantenne, in America, prendesse in mano i destini del Paese, tramasse nei corridoi del Palazzo per “influenzare” la politica al di fuori delle sue strette competenze, privasse il Popolo di diritti costituzionali sbandierando “emergenze” che non sono state ancora risolte a distanza di anni dai suoi “autorevoli interventi” (come ha dimostrato Alan Friedman nel suo libro “Ammazziamo il Gattopardo”) e che ancora briga, da Presidente Emerito, per proteggere le sue “creature”, cioe’ governi non investiti di sovranita’ popolare, governi che “riformano” gli assetti costituzionali con maggioranze raccogliticce caratterizzate dal trasformismo politico, governi capaci di licenziare un povero imbranato come Ignazio Marino lasciando in Parlamento, al Governo e alle Regioni gentucola condannata con sentenza definitiva…in America – dicevo – userebbero nei confronti di un novantenne come il nostro Presidente Emerito un’espressione ben piu’ pesante di “Vecchio Scorreggione”.

    Saluti cordiali.

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  • Massimo scrive:

    Aver mandato a casa una dirigenza quanto meno inconcludente quando non addirittura collusa non significa automaticamente che tutto quello che si fa è nuova e sana politica.
    Quello che è accaduto cos’è se non un inciucio”?? perché maggioranza e opposizione (e già in questa storia diventa ridicola questa distinzione) corrono alle dimissioni dei propri consiglieri prima di arrivare in aula? perché era così importate evitare un dibattito che permettesse di chiarire le posizioni e le motivazioni rispetto a decisioni così gravi?
    Tutto questo, credo, prescinde da Marino (il Sindaco) e ha piuttosto a che fare con la difesa del consociativismo su cui appunto maggioranza e opposizione (!) si trovano evidentemente d’accordo.
    Su una cosa sono d’accordo con Cristiana Alicata: l’eccessivo uso di metafore. Che permette di non chiarire cosa è accaduto e il ruolo avuto dai dirigenti romani e nazionali del PD. o i “Proci” hanno agito tutti e all’unisono in libertà di coscienza?

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