Roma, più che sadismo, rottamazione.

Leggo che Anzaldi, fan rutelliano della prima ora, attacca le domeniche ecologiche a Roma definendole “sadismo”. Le domeniche ecologiche sono state un’idea (giusta) delle giunte di Centro Sinistra in tempi “ambientali” ancora non sospetti. Vogliamo negare l’inquinamento dovuto al traffico romano? Vogliano negare che fermare le macchine per quattro domeniche fa bene alla città e fa riconquistare ai romani la bellezza solitamente vissuta di sfuggita?

E’ incredibile pensare che le domeniche ecologiche venivano criticate (e furono fermate) da Alemanno e compagni. Non lamentiamoci se accusano il PD di derivare a destra se per attaccare la Giunta Marino mettiamo in discussione persino gli aspetti elementari del centro sinistra! Sappia Anzaldi che a Roma una delle cose a dover essere rottamata e’ proprio la mitologia rutelliana e con lei chi ha fatto danni negli ultimi venti anni costruendo il disastro sociale e culturale che Alemanno ha solo finito di allargare.

Spiace vedere quanta mancanza di approfondimento ci sia nell’analizzare la situazione romana. Spiace che nessuno si sia accorto che sia nel caso di Veltroni che di Rutelli, per esempio, Roma sia stata usata (ahimé in modo perdente) come trampolino di lancio per il nazionale, quindi finendo per gestire più relazioni politiche che il bene della città. Vogliamo fare una piccola analisi sull’impatto che ha avuto sulle dinamiche politiche romane questo fenomeno?

Spiace vedere quanto non siamo in grado di andare a vedere dove e quando e perche’ sono cominciati i rapporti con le cooperative.

O chi ha costruito e alimentato le relazioni pericolose ed esclusive con alcuni imprenditori tra cui Cerroni, il proprietario della piu’ grande discarica d’Italia proliferata senza competizione sotto il naso dei passati sindaci. O il rapporto con alcuni costruttori.

Il futuro di Roma passa per il riconoscimento dei limiti politici e gestionali di tutte le giunte passate partendo da Rutelli arrivando a Marino e sicuramente, consentitemelo, passa anche per la rottamazione profonda della dirigenza di partito di questi ultimi venti anni che anche dove appare piena di belle parole e buoni propositi ha partecipato alla spartizione oppure, nel migliore dei casi, ha lasciato fare ai compagni di partito chiudendo in alcuni casi entrambi gli occhi. Tutti sappiamo tutto. Anche senza magistratura.

Una nuova generazione esiste ed è su di essa che va innestato il futuro della città.

Abbiamo bisogno di un’operazione M5S dentro il PD romano nei prossimi 6 mesi che faccia emergere i talenti nascosti e le tante persone che vogliono rendersi autonomi dai capobastone. Da tutti i capobastone, anche da quelli che si riempono la bocca di come sia balcanizzato il PD romano tranne poi partecipare o cedere alla volonta’ dei caminetti. Sappiamo che c’e’ gia’ qualcuno che sta facendo la mappa delle candidature sulla base dei vecchi assetti. Tutti sappiamo tutto anche se non lo scrive repubblica. E’ fuffa che si schiantera’ contro una pernacchia degli elettori se non troviamo un’altra via. E’ già successo con la geniale seconda candidatura di Rutelli. Non è bastata quella batosta per farci capire che i romani hanno un giudizio netto e chiaro su quel periodo? O abbiamo come al solito la presunzione di saperne di più degli elettori? La verità è che a Roma la rottamazione non è nemmeno arrivata ai bordi del raccordo anulare.

E non si pensi (qualcuno di sicuro a Roma lo pensa) di perdere facendo vincere un altro Alemanno (non so un Marchini?) per poi riaccordarsi a spartire la città come successo con Alemanno (anche qui tutti sappiamo tutto). Film gia’ visto.

Roma non deve essere di quel pezzo di PD, non deve essere del duo Meloni-Alemanno che ha già dato, come non deve essere del M5S che ha dimostrato totale incapacita’ nei confronti della complessita’ romana.

Roma deve essere di Roma. E voi non siete Roma.