Anas: operazione #bastabuche

Parte l’operazione “basta buche sulle strade”. Con un investimento di circa 300 milioni di euro in tre anni Anas avvia il suo grande progetto di manutenzione della rete stradale ed autostradale sull’intero territorio nazionale. Saranno pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, tra mercoledì 23 dicembre e lunedì 28 dicembre 2015, 53 gare d’appalto per l’affidamento in regime di accordo quadro dei lavori di manutenzione delle pavimentazioni e della segnaletica orizzontale su 25 mila chilometri di rete stradale Anas. I bandi riguardano 2 gare per un importo massimo lavori di 21 milioni di euro ciascuno e 51 gare per un importo massimo lavori di 5 milioni di euro ciascuno per un totale di 297 milioni di euro.

Anas: torna la luce su GRA e Roma Fiumicino.

Aggiudicati i lavori per il ripristino dell’illuminazione sul Grande Raccordo Anulare di Roma e sull’autostrada Roma-Fiumicino, per un investimento di 14 milioni di euro. 
I nuovi impianti saranno dotati di sistemi antieffrazione per contrastare i ripetuti furti di cavi registrati negli ultimi anni.
A valle della stipula del relativo contratto con l’impresa, data l’urgenza, gli interventi saranno eseguiti su più turni nell’arco delle 24 ore, per 7 giorni la settimana ed avranno una durata di circa 6 mesi.
In particolare, saranno utilizzati cavi in alluminio – materiale con valore inferiore al rame e quindi meno appetibile – che saranno interrati per circa 1,5 metri con condotte cementificate. Le cabine elettriche saranno inoltre dotate di sistemi antieffrazione e sorveglianza e di sistemi che localizzano in tempo reale il taglio del cavo e ne individuano posizione e natura, consentendo di intervenire immediatamente.
Saranno inoltre sostituite le attuali lampade con LED di ultima generazione sull’intero GRA (con un risparmio energetico del 35%) e tramite un sistema di telecontrollo potrà essere regolato il flusso luminoso di ciascun singolo corpo illuminante in funzione delle condizioni ambientali, così come previsto dalle leggi sull`inquinamento luminoso. Qui trovate il Comunicato Stampa completo. 

Cosa ho detto alla Lepolda 6 su Anas e Roma

Qui trovate le cose che avevo scritto e tutto quello che volevo dire. Anche quello che all’ultimo ho tagliato per mancanza di tempo.

Faccio parte anche io di quelli che hanno più capelli bianchi di 6 anni fa e faccio parte di quelli che se 6 anni fa gli avessero detto che avrei fatto parte del consiglio di amministrazione della più grande stazione appaltante d’Italia e la mattina (rigorosamente prima delle otto) avrei scambiato sms con il presidente del consiglio (dove regolarmente gli faccio la lista delle cose su cui NON sono d’accordo) non ci avrei creduto.

Faccio parte di quelli che non possono più lamentarsi che le cose non funzionano perché è anche mia responsabilità che funzionino. Anas, come molte aziende pubbliche statali e municipalizzate, non è stata governata come un bene comune ma come una vacca da mungere e far mungere, umiliando profondamente lo Stato.
Il fatto stesso che tutti la definiamo “una stazione appaltante” e non un’azienda pubblica di cui andare orgogliosi che si occupa di manutenzione e progettazione è un problema.
Chi mi conosce sa quanto consideri sfidante poter contribuire a cambiare l’idea che abbiamo delle aziende pubbliche come luoghi imbolsiti e inefficienti. Io non ci credo che un’azienda pubblica non possa funzionare. Non funziona se le persone vengono assunte senza criterio. Se i CV arrivano dall’alto e non dal basso, cioè dal merito e da una selezione fatta da professionisti. Io non ci credo che Anas, come le molte municipalizzate delle nostre città, non possano essere efficienti. NON ci credo.
Anas è un’azienda con una storia di quasi un secolo che gestisce 25000Km di strade e deve diventare il luogo virtuoso dove riportare la progettazione e che deve mantenere le strade del Paese. Guardate in Sicilia quanto sono importanti le strade e sono orgogliosa che in pochissimi mesi siamo riusciti a ricollegare Catania e Palermo. Lo abbiamo fatto. Delrio ne sa qualcosa.
Anas non deve più essere il luogo metafisico dove si distribuiscono appalti agli amici degli amici.

Per fare questo bisogna fare pulizia. Pensate che basti cambiare un CDA?

Non basta. Siamo appena arrivati e abbiamo fatto ruotare quasi tutti i capo compartimento sui territori (Dovrebbe essere una regola in tutte le aziende pubbliche) In alcuni casi purtroppo la magistratura è arrivata prima di noi. Un esempio? La cosiddetta Dama Nera nei giorni in cui è stata arrestata era stata giudicata ultima tra i dirigenti durante un assessment che abbiamo fortemente voluto su tutti i dirigenti di prima fascia. Aveva vinto anche un premio come responsabile della trasparenza.

Abbiamo stravolto le procedure sul contenzioso dove si annidava la corruzione.

In ultimo, in questi giorni il presidente Armani ha nominato un responsabile delle risorse umane che avrà il compito di ricostruire e dare dignità al patrimonio umano che compone Anas. Parliamo di 6000 persone. Il cambiamento deve coinvolgere tutti a tutti i livelli. Dovranno fare carriera le persone che se lo meritano, non quelli il cui CV è segnalato da qualche parlamentare. E qualcuno, ancora, dovrà andare via, tenendo conto (questo che si sappia) che mandare via le persone anche quando lo meritano non è facile e genera cause di lavoro quasi sempre perdenti per l’azienda.
Stiamo facendo sul serio: generiamo valore umano per dare valore ad un’azienda di Stato e rendervi tutti orgogliosi delle quota tasse che pagate.Sapete tutti che quando ho accettato l’incarico di consigliere in Anas (per la cronaca continuo a lavorare in Fiat Chrysler) mi sono dimessa dalla Direzione Nazionale perché penso che chi ha incarichi in aziende pubbliche non debba avere incarichi in un partito. Voglio che un sindaco di Forza Italia o del M5S che ha strade da segnalarci sul suo territorio possa pensare a noi come i suoi servitori e non come una controparte. Resto una militante iscritta al PD, non ci dobbiamo vergognare di considerare la politica una cosa bella e due parole su Roma le devo dire.
Non è un segreto per nessuno che non volevo che le cose a Roma finissero come sono finite perché pur riconoscendo tutti i limiti e le difficoltà del momento, vedevo con chiarezza che si stavano scardinando alcuni schemi di potere perché faccio parte di chi da anni lo denuncia.

A proposito di generazione Leopolda…la chiusura di Malagrotta, la più grande discarica di Europa, è stata festeggiata in questo luogo due anni fa! Se non lo rivendichiamo qui dentro quel fatto non abbiamo capito nulla. Ex presidenti di Ama anche della cosiddetta nostra “parte” sono stati rinviati a giudizio per associazione a delinquere per quella roba lì. Estella Marino non è una marziana, è qui seduta in mezzo a voi anche se non ha firmato le dimissioni per fare cadere Marino.

Marta Leonori che ha fatto la guerra ai cartelloni abusivi e spostato i camion bar non è certo una renziana e non è qui, era la direttrice di Italiani Europei per capirci, ma lei siamo noi. Non è che serve venire alla Leopolda per essere i renziani che volevamo essere alla prima Leopolda, non è mica una religione e qui mica battezziamo la gente. Mi sento molto più affine a Marta che ad alcuni che ho visto qui saliti sul carro.

E penso ai molti presidenti di Municipio, ad alcuni consiglieri uscenti di cui ho dimenticato da dove vengono. Avrei solo voglia di chiedergli: dove andate? Dove andiamo adesso tutti insieme?

A Roma, scusami Orfini, sono ancora tutti lì. Se vuoi ti faccio una busta con i nomi dei candidati al consiglio comunale. Sono già stati tutti decisi corrente per corrente e si è messo in conto anche di perdere. Capite? Non si sta pensando a come vincere a Roma, ma a come piazzare il nomi dei consiglieri in caso di sconfitta.
Guardate…non è vero che Roma è persa. Gli anticorpi di mafia capitale li contiene di più il PD romano che il M5S, Marchini e la Meloni tutti quanti messi insieme. Bisogna solo che invece di cercare qualcuno che dica “Quando sarò sindaco…” mettiamo a sistema una frase più bella: “Quando saremo sindaco…” forse Ignazio Marino, se devo fargli un appunto, ha peccato in questo.
A Roma dobbiamo rottamare i vecchi schemi che anche se non hanno risvolti penali, li annidano i risvolti penali, come la polvere e quindi generano allergie. Guardate io non mi lamento se Rutelli e Bassolino pensano di essere ancora le uniche speranze per Roma e Napoli. Basterebbe parlare coi romani e coi napoletani per sapere che non è così.
Nicodemo, dove sei? Candidati alle primarie di Napoli. Matteo non ha chiesto il permesso di candidarsi alle primarie di Firenze, anzi….Lo dico a te in modo simbolico perché dicendolo a te lo dico a tutti noi.

Se vogliamo governare a Roma dobbiamo proporre uno schema nuovo: qualcosa che si sia opposto alle dinamiche da salotto degli ultimi venti anni, scusatemi, lo so che alcuni, forse molti di loro sono qui. Ve lo dico: avete fatto il vostro tempo. Se avete fatto il piano urbanistico negli anni 90, se avete derogato la discarica di Malagrotta per anni, se il vostro braccio destro, i vostri assessori, i vostri segretari sono stati coinvolti in Mafia Capitale …il vostro tempo è finito. Adesso è il nostro tempo. E quando saremo sindaco (…) prenderemo molto sul serio che quel mandato sarà un mandato breve, sarà una delega di fiducia, un atto di amore, un cammino comune con la città, una condivisione di destino. I romani devono sapere che se c’è qualcuno per “fare pulito” e per governare con una visione a Roma non è il M5S, siamo noi. Quelli che da anni combattono per un partito democratico pulito, la maggioranza, dove questo noi che utilizzo non sta per renziani. Sta per tutti i bravi amministratori di Roma perché poi della città bisogna avere anche una visione comune ed avere l’umiltà di mettere a terra quell’arte del rammendare di cui parla Renzo Piano.
Il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità, o coraggio di fare. Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia da qualche parte, solo allora diventa un proposito, cioè qualcosa di infinitamente più grande. “Adriano Olivetti”. Ecco Anas e Roma sono utopie oggi che devono diventare propositi, e se non lio diventano qui, nel luogo dove vogliamo parlare di terra degli uomini…dove altrimenti.

Anas ha un nuovo responsabile delle Risorse Umane

In bocca al lupo ad Alessandro Rusciano, nuovo responsabile delle risorse umane di Anas. Questo è il ruolo che più di ogni altro ha bisogno di innovazione, trasparenza e visione. Sogniamo un’azienda pubblica dove i CV e le carriere non arrivino più dall’alto, ma dal basso, dalla competenza, dal merito. Se vogliamo, Alessandro ha un compito ancora più importante del nostro: governare, gestire, far crescere il più grande patrimonio che ha un’azienda: le persone.

Unioni civili: avevo scritto una letterina al direttore di Avvenire, ma…

…non l’hanno pubblicata. Non voglio pensare male, in questi giorni hanno molto di cui occuparsi e chissà quante lettere ricevono. Quindi non me la prendo a male e la pubblico qui.

Caro Direttore,

Ho letto oggi lo scambio avvenuto tra lei e l’amico Senatore Chiti. Provo a rompere il muro che tradizionalmente porta persone come lei e me a cercare confronti in zone di maggiore comfort. E le scrivo.

Provo a scriverle perché continuo a sperare che le sue posizioni e quelle del suo giornale siano posizioni in buona fede e ho deciso tempo fa che il tempo speso per parlare con chi non è d’accordo con me, ma è in buona fede non sarebbe mai stato tempo perso. 

Facciamo parte entrambi di una comunità vasta, quella italiana, dove Guelfi e Ghibellini hanno smesso da tempo di farsi la guerra e l’Italia non può prescindere dalla sua storia e la sua storia è anche la storia della Chiesa Cattolica, io questo non lo nego anche se faccio parte di quelli che abolirebbero il concordato. Non lo nego perché provengo da una famiglia profondamente cattolica e non posso prescindere dalle mie origini anche se spesso e volentieri le contesto. L’esercizio che faccio da quando discussi con il mio catechista è quello di separare le due cose. Il mio essere cittadina in relazione con altri cittadini da quello che provo spiritualmente. Mi definirei qualcuno che ogni tanto ci crede. Che spesso vorrebbe crederci di più e altrettanto spesso mi arrabbio per quanto si dipana il potere della Chiesa attraverso vie che non mi fanno scorgere la finalità spirituale. Sono cresciuta tra i francescani e confesso che tifo per il lavoro di questo Papa: riportare la Chiesa alla sua pietra iniziale, allo spirito del cammino comune, dove le guide non hanno ruoli gerarchici, ma solo più responsabilità. I pastori vivono con le pecore. Non altrove (potremmo anche discutere per ore se davvero la relazione tra credenti e Chiesa debba essere ancora considerata quella tra pastore e pecore, ma non è per questo che Le sto scrivendo) 

Ci sono però alcune cose che non comprendo nel dibattito sulle unioni civili. Non comprendo perché la Chiesa si sia opposta negli anni al riconoscimento civile (e non religioso, anche se nei paesi del Nord Europa il dibattito è così avanzato che la discussione è arrivata anche a quel livello) da parte dei Governi di consentire a due persone dello stesso sesso di potere avere lo stesso riconoscimento giuridico civile (attenzione: civile) di una coppia sposata civilmente.

Non lo comprendo. Non sto discutendo del matrimonio religioso, né del fatto che la Chiesa oggi voglia (ancora) attribuire alla procreazione un motivo per benedire di più e meglio una relazione d’amore. Come si può dire che io e la mia compagna non ci amiamo come le tante coppie eterosessuali di nostri amici? O che non abbiamo le stesse difficoltà? O che non compiamo lo stesso cammino di crescita insieme? 

In questo passaggio che vorrei chiarire con lei non sto toccando il tema dei figli, lo farò più sotto, a parte. Mi spieghi, la prego, con parole semplici perché la mia famiglia è meno famiglia di quella dei nostri amici che non hanno figli e magari non li faranno?

Veniamo ai figli. E’ un argomento di cui si parla da pochi anni perché le coppie omosessuali così come le tantissime coppie eterosessuali moderne possono accedere a tecniche di riproduzione assistita. Prima dei figli non se ne parlava, ma la Chiesa si opponeva comunque al riconoscimento delle coppie omosessuali. Ora mi spiega perché non vi arrabbiate con i governi che non mettono le famiglie in condizioni di fare figli? Io più che combattere la teoria gender (che non esiste perché nessuno sostiene che non ci siano differenze tra maschi e femmine, ma tutti sosteniamo che anche le bambine devono essere felici e pensare di potere arrivare ovunque come i maschietti) farei manifestazioni perché a Roma le famiglie non trovano gli asili pubblici. Organizzerei imponenti manifestazioni in ogni città dove il sindaco dorme e non mette in condizione le donne di poter fare figli senza dovere temere di perdere il lavoro che è la vera, macroscopica causa del calo demografico italiano.

 

Oppure convertirei tante strutture religiose in asili per consentire alle donne di fare figli e di essere aiutate a crescerli. Io non capisco perché la Chiesa sia entrata in questo cortocircuito per cui si oppone al fatto che due adulti vogliano comporre una famiglia. Insomma nell’immaginario collettivo le persone omosessuali erano persone disordinate e promiscue. Per questo venivano additate come perverse, pericolose. Questa era la narrazione che degli omosessuali veniva fatta quando io ero bambina. Nel frattempo magari a molestare i bambini erano il vicino di casa padre di famiglia, il parente, il parroco (non si arrabbi, non voglio polemizzare).

Poi gli omosessuali sono diventati visibili si è scoperto che si amano come tutti (perché l’amore è dell’umano e non proprio del solo umano eterosessuale). Lo avevano sempre fatto, ma non si vedevano.

Poi gli omosessuali hanno dato voce al loro desiderio di genitorialità che in realtà avevano sempre avuto perché quel desiderio è un istinto anch’esso così naturalmente proprio dell’essere umani. Perché negarlo? Ovviamente io non sto negando che per fare figli non ci voglia la combinazione di uno spermatozoo e di un ovulo. Non lo nego affatto, sarei stupida a negarlo.

Ma quanti di coloro che sono in grado di procreare sono anche bravi genitori? E quante persone sterili o religiosi sono stati ottimi genitori? Perché chiamiamo i parroci, “padre”? O le suore “madre”? Non è perché riconosciamo della genitorialità nella loro scelta di farsi pastori di anime?

Posso comprendere profondamente il dibattito sulla questione figli se questa diviene una questione etica che ci riguarda tutti. Omosessuali ed eterosessuali. Discutiamone senza brandirla come arma anti gay, vi prego, vi imploro. Il dibattito sulla procreazione assistita non riguarda i gay. Ci riguarda tutti. So che sul tema (anche quando riguarda coppie eterosessuali) io e lei non potremo mai andare d’accordo, ma proviamo a portare il dibattito ad un livello più giusto, più onesto. Almeno voi, che sono certa siete in buona fede. Vi prego. 

Continua il terrorismo psicologico sulle unioni civili

In attesa che la legge di stabilità e l’emergenza terrorismo ci facciano tornare alla normalità della vita parlamentare e ricordando che la legge è incardinata al Senato, accade, ahimé, che femministe (ahem) e attivisti LGBT stiano prestando il fianco ai peggiori omofobi contribuendo alla confusione sul tema che riguarda la step-child adoption.

L’utero in affitto non c’entra nulla con le unioni civili e l’ho scritto ampiamente su repubblica alcune settimane fa (ma guarda caso adesso è diventata una questione da affrontare) e soprattutto va distinta fermamente dalla gestazione per altri che NON ha nulla a che fare con l’utero in affitto.

Mi dispiace dove registrare in questo femminismo la stessa ottusità di chi è contrario all’aborto, cioè che esista qualcuno che voglia dire alle donne cosa devono o non devono fare con il proprio corpo. E’ scorretto non fare distinzione tra le donne sfruttate a pagamento e le donne che lo fanno liberamente dove è prevista questa libertà per la donna che, lo ricordo, lo fa gratuitamente e NON può farlo se non è economicamente stabile, se non è sposata e se non ha già figli. E’ profondamente scorretto.