Domani chiedo l’espulsione di Silvia Costa dal PD

6 gennaio 2016 § 5 commenti


Ho deciso, da semplice iscritta al Partito Democratico, che chiederò l’espulsione dal PD di tutti coloro i quali sostengono l’esistenza di una lobby gay. Posso accettare le diverse sensibilità, accettare di discutere con chi è ancora indietro su alcuni temi e ha bisogno di camminare, persino con chi è omofobo in buona fede, ma NON posso accettare che vengano usate conro di noi le stesse armi che Hitler usava contro gli ebrei ai tempi del nazismo. Domani comincerò con Silvia Costa. Potrà sembrare una richiesta “stalinista”, qualcuno dirà che voglio censurare le opinioni. No, non voglio censurare alcuna opinione, forse sono persino contraria ad una legge contro l’omofobia perchè penso che serva a poco e serva più educazione nelle scuole, ma NON posso tollerare che nel partito di cui ho orgogliosamente la tessera militi gente che parla di lobby gay. IO NON faccio parte di nessuna lobby, io amo la mia compagna e voglio che la legge mi aiuti a proteggerla, amerei i figli che ancora non ho e vorrei una legge che mi aiuti a proteggerla e NON permetterò mai più che qualcuno mi offenda in mala fede. In buiona fede sì. In mala fede no.

§ 5 risposte a Domani chiedo l’espulsione di Silvia Costa dal PD

  • robinudd scrive:

    La lobby gay esiste eccome, ed è trasversale ai partiti politici. Poi ci sono gli idealisti, spesso strumentalizzati.

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  • CapGiangi scrive:

    è giusto, brava. Chi aderisce a un partito ne condivide i principi e le linee guida. Chi se la prende con i discriminati, le minoranze senza diritti apostrofandoli negativamente con il termine “lobby” (che in sé non è una parolaccia) va non solo criticato, ma invitato a rivedere le sue posizioni. Un cattolico è a favore della discriminazione di una parte di cittadini? Un cattolico si sente autorizzato a offendere persone che lo Stato ignora per il solo fatto che si battono affinché lo Stato si accorga di loro e riconosca uguaglianza?
    Ecco, non si tratta solo di opinioni ma di posizioni. Se il Pd avalla le idee di Silvia Costa (ma ne potremmo nominare molti altri) allora il Pd è complice. Se invece ha dei principi sociali, civili, politici che intende portare avanti deve chiedere a chi non li condivide di lasciare il partito. Gente come Silvia Costa non resterà certamente a spasso, vedo già Alfano o la Meloni pronti a stenderle tappeti rossi.

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  • luciano scrive:

    una declinazione dei diritti civili di stampo individualistico-radicale può essere rifiutata anche senza essere cattolici

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  • lorenzo sintini scrive:

    Dobbiamo espellere chiunque si esprima in termini personalmente non condivisi? Non è forse meglio discutere e cercare di persuadere con argomenti quanti sono scettici rispetto alle richieste di gruppi minoritari?
    Stare in un Partito dovrebbe significare questo. Rifiuitare le ideologie e la linea comporta più responsabilità, Lo dico sopprattutto agli entusiasti della fine delle ideologie e a quanti rifiutano persino l’idea che debba esserci una “linea”. E’ vero che l
    Le idee si legittimano di per sè, ma le proposte politiche si legittimano col consenso della maggioranza..

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