Due sassolini (per la minoranza PD)

7 marzo 2016 § 8 commenti


Io non capisco la cosiddetta minoranza PD. Cosa c’entra il doppio incarico di Renzi con la scarsa affluenza a Roma? Quindi a Napoli e altrove invece il doppio incarico ha funzionato? Roma è un discorso a parte di cui è più responsabile la minoranza PD passando anche per Fassina dell’ultimo renziano in Val D’Aosta. Come la storia di Verdini che vota la fiducia per le unioni civili. E se la legge la votavamo con il M5S? Siamo seri. Parliamo di cose serie. Parliamo tutti insieme di come si può vincere a Roma, dei passi da fare, dell’umiltà da mettere in campo (tutti, perchè se non siamo tutti è un casino). Forza.

§ 8 risposte a Due sassolini (per la minoranza PD)

  • Jacopo scrive:

    chi è responsabile a roma? fassina? secondo me dovremmo chiederlo al notaio (o a buzzi, o a poletti suo capo).
    suvvia…

    p.s.
    grave errore in queto post ultra-renziano: hai chiuso con “forza” dimenticando di aggiungere anche “italia” (e un bel punto esclamativo finale!)

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  • I sassolini… in testa vero?

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  • Ivo amico scrive:

    Il termine”umiltà” non è tra l’imprinting del segretario/presidente e nemmeno in quello dei suoi discepoli.

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  • caterina scrive:

    Povero Fassina, a me non sta simpatico, ma dare a lui la colpa del flop del PD a Romna è veramente ingeneroso.

    Comunque tranquilla, a Roma (e non ne sono lieta) vincerà il M5S (se non si candida la Meloni), reggerà non più di due anni (ad essere ottimisti) poi si andrà a nuove elezioni

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  • ileonilde scrive:

    La colpa è che i romani, i due euro da dare al PD per votare, hanno preferito buttarli nella fontana di Trevi, ci sono così molte più probabilità che i loro problemi si risolvano!

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  • Lorenzo M. scrive:

    Già, è stata la minoranza PD ha inzeppare nel conto qualche migliaio di schede bianche, tanto per non far fare brutta figura al partito, che non si dica che alle primarie ha partecipato solo l’apparato e l’irriducibile zoccolo duro, quello che si butterebbe nel Tevere se il segretario l’ordinasse.
    Ed è la minoranza del PD ad aver incartato le fermate dei bus di manifesti inneggianti ai milioni e milioni di euro che il magnifico partito ha destinato alle periferie. Affissi magari davanti a quelle buche eterne del manto stradale che il partito non ha mai visto, tanto quando governava Alemanno che quando lo faceva Marino, e di cui la magistratura ha svelato le cause. O davanti ad una qualche lottizzazione, come la I-60, dove il PD compatto dava dei visionari a quei comitati di cittadini che pure denunciavano l’esistenza di vincoli di inedificabilità, gli stessi di cui poi la magistratura ha ribadito l’esistenza. In attesa di un autobus vecchio e scassato, affollato all’inverosimile, laddove ogni risorsa viene dirottata verso una linea di metropolitana che mai vedrà la luce, che risucchia milioni e milioni di euro quanti ne basterebbero per realizzarne altre tre di linee, tra gli applausi del PD che mai vede e mai sente.
    Lo stesso PD, quello vecchio, colluso, marcio, sempiterno, da rottamare, che si è raccolto intorno al candidato uscito vittorioso dalle primarie, e che ora ha la faccia come il culo di chiedermi nuovamente il voto, come fosse una cosa dovuta, senza fare alcuno sforzo per meritarselo veramente.
    Parlare di cose serie, a questo Pd, non conviene.

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  • Alicata: togliti un altro sassolino: dichiara senza vergogna che il PD sta diventando un partito mafioso. Le primartie di Napoli lo confermano al di la’ di ogni ragionevole dubbio.
    Temo tuttavia che non lo farai: vivendo tra Palermo, Roma e Napoli ormai hai assorbito cosi bene la “cultura” di queste citta’ da trovare “normale” che la Mafia faccia parte del “sistema”.

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  • Massimo scrive:

    Appunto: parliamo di cose serie.
    Premesso che ho poco interesse a prendere le parti della “cosiddetta minoranza PD”, trovo assurdo e autodistruttivo l’atteggiamento della maggioranza che, se non altro per buon senso e rispetto dei ruoli, dovrebbe assumersi le responsabilità di quanto accade nella vita del partito. E pare invece che non riesca o non voglia proprio farlo.
    In che modo la minoranza “è più responsabile” di quanto accade a Roma?
    Dirlo significa per l’ennesima volta rifiutarsi di capire quanto è successo, il distacco che ha creato negli elettori. Ricordo che nei giorni in cui la gente si radunava in Campidoglio per reclamare un esito diverso per la vicenda Marino qualcuno qui si preoccupava di come Civati (!) o il M5S avrebbero “usato” quello che stava accadendo: era quello il problema?? come gli altri useranno una boiata e non chi e perché si ostina a farla?
    L’arroganza e la violenza viste in quella vicenda continuano quando Orfini invece di vedere nel dimezzamento delle persone andate a votare una conseguenza di quei fatti e di cogliere l’occasione per fare – finalmente – una riflessione se ne esce con quelle considerazioni a dir poco, ma davvero poco, superficiali. Qualcun altro della maggioranza ha trovato spunti di riflessione? che deve succedere perché si sia disposti a vedere un così forte malessere abbandonando questa spocchia che fa pensare di essere sempre e comunque i migliori? dov’è l’umiltà che Lei invoca se Lei stessa non sembra incline a vedere fino in fondo la crisi e pensa a come vincere?
    Credo, spero, che Lei sappia benissimo che il problema non è “Verdini che vota la fiducia per le unioni civili” (e non risollevo qui la questione canguro sì canguro no) ma il consociativismo visivamente rappresentato da tutti quei consiglieri PD corsi dal notaio assieme ad altri dell’opposizione per evitare un dibattito in aula. Perché come disse Nardella in tv – con aria da Savonarola – “Marino ha ingannato i suoi elettori” (mentre mi pare che lui non abbia ancora esibito gli scontrini di Renzi con scuse risibili)? non perché bisognava difendere la gestione consociativa fra maggioranza e opposizione sugli appalti, sull’ATAC (non sento più parlare di quella “stamperia parallela di biglietti”, per esempio)?
    Chi ha gestito quella vicenda in quel modo? Perché la canea dei giornali per cui Roma era in prima pagina tutti i santi giorni anche per il ritardo di un autobus si è placata magicamente appena Marino è uscito di scena? Con che “visione della città”, come dice Lei, ci si presenta senza un chiarimento? Solo ostinandosi a dire che “gli altri sono peggio”?
    Qualche giorno fa Lei ha scritto”preferisco le polemiche aperte del PD, la carne viva del dibattito”: sarà un problema mio, ma non vedo tutto questo nel PD a Roma né nelle parole di Orfini o della Serracchiani.
    Mi ostino a pensare che Lei sia una persona seria: non la butti in caciara. Servirebbe fare chiarezza, magari con qualche passo indietro mettendo per una volta da parte quest’aria da “non abbiamo tempo da perdere con queste sciocchezze”.

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