quanto costa la promessa sugli asili nido di Virginia Raggi? #famoduconti5S

25 marzo 2016 § 21 commenti


Virginia Raggi promette asilo pubblico per tutti i bambini di Roma. Bellissimo proposito. 

Penso anche io che dovremmo andare in quella direzione, ma sono consapevole che non possiamo raccontare balle ai romani. 

Per dare un posto a tutti i bambini (quelli i cui genitori lo desiderino, ci sono anche genitori che non vogliono mandarceli) facciamo un ragionamento.

Al 31/12/2014 i bambini tra 0 e 2 anni erano circa 50.000. 

A Roma nell’ultimo anno la popolazione è cresciuta moltissimo, ma teniamoci i dati del 2014.

Il numero di educatori per bambino a Roma è di 1 educatore per ogni 6 bambini.

Ad oggi il comune di Roma arriva tra pubblici e convenzionati e altre soluzioni a 15.000 posti per un totale di circa 2500 educatrici e/o educatori. Pari a circa il 30% (il calcolo l’ho fatto ad occhio, ma mi trovo più o meno con le dichiarazioni ufficiali)

Se tutti i 50 mila bambini volessero andare all’asilo servirebbero circa 8333 educatrici/educatori (questo vale sia per i nidi pubblici che per quelli convenzionati) quindi circa 5833 nuovi educatori.
Ma supponiamo che solo il 60% dei bambini abbia bisogno del nido. Serviranno allora altri 15000 posti per un totale di 2500 nuovi educatori e per un totale di almeno altre 800 strutture (per ogni struttura ho considerato circa 3 classi).
Ma quanto costa questo servizio?
Supponiamo che la Raggi conosca la differenza tra un nido pubblico e uno convenzionato e quindi scelga la strada dei convenzionati per risparmiare (costano meno) e per essere più veloce e quindi scelga la strada di recuperare questi 15000 posti solo con i convenzionati.

Il costo annuo a bambino per un convenzionato per Comune è di circa 4500€ contro i circa 13000€ di un comunale come accade in tutta Italia (il 70% in meno).

Quindi per mandare all’asilo non tutti i bambini, ma il 60% Roma dovrebbe spendere 67 milioni di euro all’anno. 

Io li spenderei volentieri e un’idea di dove trovarli ce l’ho.

Ma voglio sapere la Raggi dove trova questi soldi. Segnalatemi se ho sbagliato i conti.

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§ 21 risposte a quanto costa la promessa sugli asili nido di Virginia Raggi? #famoduconti5S

  • Mi viene rispettosamente da ridere.
    La “renziana” che ha applaudito agli 80 Euro in busta paga del suo boss fiorentino, una mancia che non ha modificato di una virgola le condizioni della “poraggente” che con quegli 80 Euro copre appena la meta’ delle nuove tasse che gli sono piovute addosso in questi meravigliosi due anni, oggi, per portare voti ai suoi amici rossi che insieme con i “fascisti”, per mezzo secolo, hanno ridotto Roma ad una Cloaca Maxima di corruzione e poteri mafiosi, va a fare i conti in tasca alla candidata grillina che non spiega dove trovera’ i soldi per far frequentare l’asilo a 50 mila bambini e ad assumere 2500 nuovi educatori.
    Tra la tua idea, Alicata, e quella della candidata grillina. io vedo una sola differenza: che la tua idea per mandare i bambini all’asilo richiede, comme d’habitude, nuove tasse, mentre l’idea della grillina consiste nell’eliminare i costi che servono ad oliare la macchina mafiosa che da mezzo secolo governa Roma.
    Io ho un’idea di quanto si risparmierebbe: 6.700 milioni di Euro l’anno.
    Avanzerebbero tanti di quei soldi che Roma potrebbe organizzare delle Olimpiadi….”epocali”!

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  • ileonilde scrive:

    Magari li potete prendere dai soldi per le olimpiadi? O dai soldi sperperati col sistema corrotto che regge Roma? Io una cosa la so, qualsiasi sia la cifra a disposizione per la prossima giunta romana, se comanda il PD, non un euro andrà agli asili nido, finirà tutto nelle solite tasche. Almeno la Maggi è al di fuori del potere occulto di Roma. Almeno lei ci proverà.

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  • Massimo scrive:

    Immagino che la Raggi Le risponderebbe che i soldi si trovano riallocando le risorse, riducendo gli (enormi) sprechi ..
    Ma a me sembra che il problema non sia quello: poco tempo fa Lei evocava l’urgenza di un candidato che avesse una visione di città, una visione che permettesse di pensare a un cambiamento.
    Questo Suo intervento e la reazione scomposta del PD alle dichiarazioni della Raggi sull’ACEA mostrano invece che la visione Sua e del PD mirano nella sostanza alla pura conservazione dell’esistente, di una situazione catastrofica, consociativa.
    La Raggi afferma che se vince chiederà le dimissioni del consiglio di amministrazione dell’ACEA, di cui il Comune è azionista di maggioranza: dov’è lo scandalo? qualcuno ha trovato strano che il nuovo azionista di maggioranza di Telecom chiedesse un cambiamento del CdA? che la cosa irriti il secondo azionista è comprensibile. Che a lui si accodi il PD che trova in questo motivo per dire che la Raggi è poco affidabile lo è un po’ meno, non trova? e rimanda appunto a un atteggiamento di pura difesa di interessi precostituiti.
    ora la Raggi propone un obiettivo ambizioso ma forse anche importante, che metterebbe per una volta in moto dei provvedimenti proattivi verso le famiglie, i giovani, chi ha bambini o li vuole fare. È costoso dice Lei: ma va? ma il problema è appunto la visione della città, le priorità che si stabiliscono, la volontà – o meno – di mettere mano al “magna magna” di appalti, gestione dell’ATAC e via dicendo. La volontà per una volta di pensare ai cittadini e non agli eletti e ai loro interessi.
    Se poi, per stare al Suo hashtag, “famoduconti” pure sulle Olimpiadi sarebbe opportuno capire dove troviamo tutti quei soldi per un evento che mi pare serva più a chi suona le fanfare che a una città sfibrata e senza servizi. A proposito di credibilità: perché è più difficile pensare che Roma provi a dotarsi di servizi essenziali per la vita delle persone che non lanciarsi in un’impresa che altre città che hanno minori problemi hanno ritenuto eccessivamente costosa e superflua? non è un parlar d’altro mentre si affonda in malaffare, deficit astronomici, partiti allo sbando e disincanto?
    Infine: invece che cercare di minare la credibilità della Raggi giocando di rimessa sulle sue dichiarazioni, l’impresa sarebbe recuperare un po’ di quella perduta mostrando – se c’è – un progetto.

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  • Lorenzo M. scrive:

    In effetti è scandaloso: un candidato che, bene o male, ha un’idea di città, un programma.
    Diamine, ma non lo hanno capito che non si fa? Poi magari se ne esce qualcuno pretendendo che pure gli altri candidati abbiano un programma!
    Nella nuova Italia dominata dalla narrazione renziana la cosa non è e non deve essere contemplata. Anzi, meno cittadini vanno a votare (vedasi osceno spettacolo dato sul referendum del mese prossimo), meglio è.

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  • Torquato Cardilli scrive:

    sulla questione degli asili è ovvio che il programma non va realizzato in un giorno, ma nell’arco della legislatura di cinque anni

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  • Barbara Mensi scrive:

    Riguardo al sindaco di Roma sei stata una sostenitrice di Marino. Sono in trepidante attesa di un commento al suo libro “Un marziano a Roma”. Come coniughi il tuo essere renziana col sostegno a Marino come sindaco? Marino nel libro racconta fatti non veri? E se sono veri come fai a stare nel PD?

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  • E mentre Alicata si chiede perplessa dove la candidata grillina Raggi trovera’ i soldi per gli asili nido, il partito post-comunista italiano che oggi si chiama Partito Democratico si rifiuta di pagare l’affitto per la sede della sezione Pd di via dei Giubbonari a Roma.
    Allora e’ vero quello che si dice: “Quando si comincia a guazzare nella merda ci si abitua al punto da non sentirne piu’ nemmeno l’odore”!

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  • Massimo scrive:

    Proverei a modificare il Suo hashtag proponendo “dimoduparolePD”: ho l’impressione – che non sa quanto mi piacerebbe fosse sbagliata – che la campagna elettorale del PD a Roma miri più a tentare di delegittimare la Raggi (l’ACEA, la Sua richiesta di conti, il video de l’Unità .. definito poi “giornalismo 2.0” .. maddài ..) che non a dire qualcosa su cosa si vorrebbe fare. E magari con chi.
    Nel senso che mi piacerebbe sapere per esempio se fra i candidati ci saranno anche i signori delle dimissioni dal notaio (chiedo scusa: mi rendo conto di essere ripetitivo, che è una mia fissa, ma credo sia stato un evento molto grave e antidemocratico e sarebbe importante che ci fosse chiarezza su questo, su eventuali garanzie di rielezione o almeno di ricandidatura date loro perché accettassero il “suicidio” della legislatura ..).
    Quali elementi di discontinuità ci saranno (se ci saranno) rispetto alla logica consociativa emersa dalle inchieste ..
    Se no, il gioco si riduce al creare un avversario impresentabile: è successo per anni con B. .. salvo poi dire che non si vive di anti-berlusconismo ma solo per sostituirlo con l’anti-M5S, esentati per questo dal presentare proposte concrete o quella che Lei giustamente evocava come idea di città ..
    Un po’ poco, no?
    Non Le sembra che il PD, proprio per quanto è emerso e per il modo assurdo con cui ha fatto finire la legislatura precedente, visto che di fatto ha dichiarato inservibili i voti chiesti e ottenuti avrebbe il dovere di dire qualcosa di più propositivo?
    Se ha qualcosa di propositivo da dire.

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  • gennaro scrive:

    Prima dovresti domandarti quanto ci costa e ci è costata MAFIA CAPITALE poi ne riparliamo.

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  • caterina scrive:

    Dati alla mano, dato per scontato che alla fine Berlusconi rinuncerà a Bertolaso e punterà obtorto collo sulla Meloni, qui si prospetta un ballottaggio Meloni – Raggi.

    Tu, Cristiana, chi preferisci? (e non dire Giachetti, non vale come risposta)

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    • I post-Comunisti del Partito Democratico (D’Alemiani, Bersaniani ecc) voterebbero per la Raggi.
      I post-Democristiani del Partito Democratico (cioe’ i Renziani) voterebbero per la Meloni.
      I post-Democristiani del Partito Democratico sono infatti piu’ propensi a fare “culo e camicia” con le “opposizioni” di Destra che con le le vere opposizioni, i Grillini: i reciproci interessi sono molto vincolanti.
      Ultimamente i post-Democristiani del Partito Democratico (cioe’ i Renziani) sono riusciti a trovarsi in sintonia perfino con i discendenti di Khomeini.
      Ivan Scalfarotto, per esempio, ha trovato le donne di Teheran molto piu’ “occidentalizzate” di quanto maliziosamente si racconta in giro alimentando ignobili pregiudizi sullo stato di “avanzamento civile” di quel paese governato dai preti.
      Dice infatti il nostro sotto-segretario che le donne della ricca borghesia di Teheran, quella che appartiene alla gioventu’ viziata uscita dalla Rivoluzione Teocratica e che di sera organizza party (privati) sniffando coca e praticando sesso libero, quando esce di casa, il giorno, e va a fare shopping nei negozi di lusso del centro citta’, porta ovviamente il velo (come prescrive la “Legge”), ma in modo un po’ casual, lasciando intravvedere una parte dei capelli. Un significativo passo in avanti, secono Ivan, verso l’emancipazione delle femminucce islamiche; un passo avanti che giustifica appieno le aperture “progressiste” di Obama e dell’Europa “che guarda avanti” che vogliono instaurare rapporti piu’ costruttivi con i Paesi dove si respira aria di Primavera (Araba) e forte puzza di petrolio.
      E se lo dice Scalfarotto (renziano di ferro) bisogna crederci.
      Nihil sub sole novi: pecunia non olet..

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  • Ivan Mattei scrive:

    Noto che i commenti dei grillini, come sempre d’altronde, non entrano assolutamente nel merito dei dati proposti nell’articolo.
    Che tristezza.

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    • caterina scrive:

      so che può sembrare provocatoria (e probabilmente lo è), ma una possibile risposta si trova proprio nelle parole di cristiana:

      “Il costo annuo a bambino per un convenzionato per Comune è di circa 4500€ contro i circa 13000€ di un comunale come accade in tutta Italia (il 70% in meno).”

      Questo vuol dire che un privato con 4500 euro/bambino non solo copre un anno ma ci guadagna (non sono certo benefattori). Se si riuscisse a dimezzare il costo di un posto/nido comunale (da 13.000 a 6.500 … e considera che ci sono spazi inutilizzati di proprietà comunale, quindi non c’è neanche il costo dell’affitto per i posti in più), avresti i soldi per raddoppiare i posti disponibili senza spendere (teoricamente) un euro in più. Se poi , per assurdo, chiudessi tutti gli asili nido e facessi solo convenzioni (obbligando per esempio chi aderisce alla convenzione ad assumere gli addetti comunali) in un sol colpo triplicheresti i posti.

      Lo so che sono calcoli semplificati, ma dimostrano che margini di miglioramento ce ne sono, e come, anche a zero costi in più.

      Comunque mi sono convinta che l’unica cosa da fare è votare a Roma M5S (e non sono certo una grillina). So già che nel giro di due anni si riandrà al voto, ma almeno ci avremo provato. Votare Meloni o Giachetti (o anche Marchini) vuol dire non provarci nemmeno, ad ottenere un cambiamento positivo

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  • Beata ignoranza!
    1) Se ci sono 50.000 bambini da 0 a 2, e serve 1 educotore ogni 6 (e perché non 7 o più ad esempio?) servono 8333 educatori, ma intanto una parte è già in organico.
    2) Se solo il 60% di questi bambini andasse all’asilo nido gli educatori non diventano 15.000, ma 5000! Un erroraccio che la dice lunga.
    Lei rappresenta bene quegli intellettuali PD eterofobi e senza un’adeguata preparazione culturale ed economica per gestire la cosa pubblica. Senza una politica per l’infanzia e le famiglie si affonda.

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