Il tema non e’ olimpiadi si’ o no, il tema e’ olimpiadi come.

15 giugno 2016 § 3 commenti


Questa manfrina dei partiti cattivi l’abbiamo già’ sentita. L’abbiamo sentita con la Lega, con l’IDV, con il Partito Fascista. Il problema erano sempre le sigle altrui e non la regolamentazione valida per tutti. Quello che più’ mi fa paura del M5S e’ questa operazione di marketing per cui i partiti sono i cattivi e loro sono i cittadini bravi. Non e’ vero. Dove governano hanno gli stessi problemi di governabilità’ di sistemi complessi o di onesta’. Questo non significa affatto che il PD sia meglio del M5S o il contrario. Significa che il tema politico della capacita’ di governare e’ un tema che coinvolge tutti.
Pd e M5S e altri.
Non c’e’ nessuna superiorità’ di nessuno rispetto a nessun altro. Per questo al ballottaggio non si deve votare pensando al “brand”, ma pensando alle persone. Mi fa paura una Virginia Raggi che non ha opinioni e vuole sottoporre tutto a referendum. Io non voglio che le olimpiadi diventino carne per fare mangiare palazzinari romani e affini. Certo che sono preoccupata.
Ma voglio che le olimpiadi romane siano come quelle di Torino. Siano come l’expo a Milano. Concordo che la classe dirigente romana non e’ all’altezza, ma se fossi un candidato sindaco combatterei per dare a Roma le stesse opportunità’ di crescita e sviluppo che ha avuto Torino con le Olimpiadi invernali. Il tema non e’ olimpiadi si’ o no, il tema e’ olimpiadi come e questo non e’ un tema da referendum, e’ un tema politico.
My two cents.

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§ 3 risposte a Il tema non e’ olimpiadi si’ o no, il tema e’ olimpiadi come.

  • antonella scrive:

    A me il fatto che tutt*, nel M5S – eletti deputati (ops, ‘portavoce’), candidati (a ‘portavoce’) e sostenitori/elettori – si pensino cittadin* italian* immacolat* e dunque sempre e solo vittime della disonestà altrui, spaventa abbastanza. Mi fa anche un po’ ridere, in verità (cfr la storia dei vigili e delle auto in doppia fila, fuori dal teatro dove parlava al suo popolo immacolato la candidata Raggi)

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  • Massimo scrive:

    Sinceramente, trovo stucchevole lo spazio che ha preso il tema delle Olimpiadi nel dibattito comunale a Roma. Una città in crisi e al limite dell’invivibilità in moltissimi settori e con una classe dirigente tanto screditata da lasciare amplissimo spazio e moltissimi argomenti (purtroppo) a chi dice che “i partiti sono i cattivi”.
    Mi sembra un assurdo parlar d’altro, nell’assoluta e comprovata incapacità di affrontare e risolvere i problemi che incidono nella vita quotidiana (la nettezza urbana, i trasporti in mano ad aziende improduttive e inefficienti, per esempio). Nell’eterno tuffarsi nelle “Grandi Opere” lasciando da parte quelle solo apparentemente “piccole” che invece cambierebbero moltissimo la qualità della vita delle persone e magari inciderebbero ancora di più sull’economia sana (per capirci: il trasporto pubblico cittadino e quello dei pendolari, il risanamento degli edifici scolastici tuttora scandalosamente irrisolto visto che molti sono considerati a rischio ..)
    Non si può non essere d’accordo quando Lei si dice “preoccupata” per la “classe dirigente romana non all’altezza” (simpatico eufemismo): ma allora con che coraggio ci si potrebbe avventurare nell’ennesima impresa che in passato – non preistorico – ha lasciato solo tracce di sprechi (Italia ’90, i mondiali di nuoto ..) e opere inutili o inutilizzate e lasciate marcire (penso le conosca bene e non sia il caso di elencarle). Con quali garanzie che una classe dirigente “non all’altezza” possa evitare di “far mangiare palazzinari romani e affini”??
    Non troppo tempo fa Lei chiedeva i conti alla Raggi rispetto al proposito di soddisfare il bisogno di asili nido, in un comprensibile desiderio di realismo e di chiarezza nelle proposte. Qui realismo e chiarezza diventano evanescenti: dovremmo affidare miliardi (che non si trovano per asili e trasporti) per ripartire con opere immense e verosimilmente inutili gestite da una classe politica “non all’altezza” ma incapace di mettersi in discussione e di emendarsi (come Lei stessa ha ricordato la squadra di Giachetti è in gran parte reduce da un’esperienza fallimentare e opaca) e che dovrebbe fare da interlocutore con palazzinari che l’hanno sempre fatta da padroni, col Coni che sappiamo appunto come ha gestito esperienze precedenti ..
    Certo che il tema è politico.

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  • caterina scrive:

    Torino non è proprio un bell’esempio, visto che molti impianti costruiti per quelle olimpiadi oggi sono in disuso. Per non parlare, sempre a torino, dello Stadio delle alpi costato più di 100 milioni di euro nel 1990 e demolito dopo 15 anni. Ma se pensiamo a Roma ed ai mondiali di nuoto del 2009 (7 anni fa, non 70) , ed all’opera incompiuta di calatrava che mi stringe il cuore ogni volta che imbocco la A1 verso Napoli, costo iniziale stimato 120 milioni di euro, costo attuale oltre 700 in gran parte ancora da reperire … No, Roma non è pronta per le Olimpiadi, ed io da romana e da italiana non voglio pagare per far arricchire i soliti noti.

    Ha ragione la Raggi, ci vorrebbe tanto per iniziare una analisi del dossier del CONI, che sicuramente sottostima tutta una serie di costi.

    Per le olimpiadi di Londra la stima iniziale dei costi era di 2,4 Miliardi di Sterline, il consuntivo si avvicina a 10 volte tanto. In definitiva: no grazie, non ce lo possiamo permettere.

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