Tra qualche millennio (di placche tettoniche, Brexit e Babele)

1 luglio 2016 § 7 commenti


Tra qualche millennio parleremo tutti la stessa lingua (se ci sarà ancora la terra). Parliamo lingue diverse perchè le montagne, i fiumi, i laghi, il mare e gli oceani. Il web, internet, genereranno un’unica lingua. E sinceramente in queste settimane, quando mi parlano olandese e non capisco nemmeno una parola, mi chiedo davvero come è possibile che l’umanità sia stata così capace di stare lontana, di staccarsi come se fossimo delle placche tettoniche vittime di terremoti e derive. Come diavolo abbiamo fatto a perderci in questa Babele di linguaggi e dialetti. Sembra davvero una punizione divina. Intanto benedetto inglese (stupidi, con affetto parlando, gli inglesi che escono con la Brexit, da un’Europa che per parlarsi e per parlare al mondo, parla la loro lingua, dovrebbero essere quelli che uniscono, non che dividono)

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§ 7 risposte a Tra qualche millennio (di placche tettoniche, Brexit e Babele)

  • Fra qualche millennio vedremo. Intanto occupiamoci di domani.

    Voi Francescani post-Comunisti avete il vizietto di volare sempre troppo in alto e di bruciarvi le ali.

    Gli Inglesi hanno gia’ fatto abbastanza per unire il mondo con la loro lingua.
    Siete voi Francescani e post-Comunisti che fermate la marcia del VERO progresso volando sempre tra le nuvole e sognando “un mondo migliore”.
    Le classi sociali medie e povere vi hanno mandato affanculo e votano Farage, Le Pen, Hofer e Salvini.
    Mentre nella “tua” Olanda dove tutti, ma proprio tutti, parlano un Inglese migliore del tuo, i fascio-nazional-populisti sono a pochi passi dal Governo.

    Forse per voi Francescani-post-Comunisti e’ arrivato il momento di una profonda riflessione. Infatti vi state riunendo a Bruxelles su iniziativa di Pittella per dare all’Europa Giustizia, Crescita e Democrazia.

    Quasi che i “fascisti reazionari” foste voi e stesse cominciando per voi un processo di democratizzazione dopo la batosta presa dalla classe operaia britannica che vi ha mostrato il kulo e ha votato per Farage. Facendo saltare la testa di Jeremy Corbyn e compromettendo per i prossimi “millenni” ogni possibilita’ di un governo francescano-post-comunista nella patria della Democrazia: la “stupidissima Albione” che la Democrazia l’ha insegnata perfino al Mahatma Gandhi.

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    • calicata scrive:

      Meno male va…pensavo di essere troppo liberista…

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      • I “liberisti” non vivono sulle nuvole, come te che vivi di annuvolata retorica che fai piovere sulla testa degli ingenuotti per trasportarli nella Citta’ del Sole di Tommaso Campanella.
        I “liberisti” non sono mai “troppo liberisti”. Sono liberisti e basta.
        E camminano con i piedi per terra.

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        • Massimo scrive:

          Sarà che sono stato educato a coltivare il dubbio, anche nella mia professione, e a diffidare delle certezze ma non capisco come Lei faccia a sostenere che i liberisti non sono “mai troppo” liberisti: nessuno, nessuna teoria è esente dal rischio di essere “troppo” finendo per non avere i piedi in terra.
          Se mi passa il paragone, un allenatore può avere ottimi schemi ma se non tiene conto della realtà (i giocatori che ha, l’avversario ..) le sue teorie non valgono niente.
          Penso sia opinione comune che la crisi del 2008 sia nata da un eccesso di liberismo e sia stata risolta – almeno in parte e almeno negli USA – da un massiccio intervento dello Stato fino a poco prima considerato solo di ostacolo al libero mercato.
          Quanto alla crisi, reale e profonda, dell’Unione Europea e del suo progetto credo parta da molto lontano e abbia radici profonde e “i fascio-nazional-populisti” la sfruttano abilmente dando voce al malessere ma senza – mi pare – avere una visione chiara del cosa fare. Che Boris Johnson e Farage si facciano da parte dopo aver vinto mi pare dica qualcosa.
          Questo non toglie niente alle responsabilità di chi non ha negli ultimi vent’anni previsto e frenato questa deriva.

          p.s. non capisco bene nemmeno il Suo insistere su questo aspetto “francescano” e in cosa lo vede ma ammetto che questa cosa mi prende meno.

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  • Cofferati sul Pd: “Era nato come un partito di sinistra, ora è un partito di centro con una politica confusa”
    E’ quello che sostengo da tempo: un partito francescan-katto-post-komunista.
    A ottobre tira le cuoia e torniamo alla politica seria.

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  • Massimo scrive:

    Vorrei mettere sotto la voce “Babele” o “confusione delle lingue” che porta a un’assoluta incomprensione il divario abissale fra i cambiamenti che vengono continuamente esaltati e quanto viene denunciato dai dati che parlano invece di una terribile involuzione sociale, soprattutto a danno delle classi meno protette.
    http://www.linkiesta.it/it/article/2016/07/14/la-crescita-della-poverta-in-italia-e-spaventosa-per-quanto-ancora-il-/31174/
    http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/07/13/dove-porta-la-corsa-verso-il-basso/
    Il definirsi di sinistra senza avere la minima attenzione verso questo declino (bisogna sentire Mario Monti dire che questo governo fa troppo poco per la redistribuzione del reddito!). Torno di nuovo al Suo intervento sul proposito della Raggi di tentare di rispondere al bisogno di posti negli asili e mi scuso per la ripetitività ma mi sembra un esempio eclatante di questa “Babele”: Lei si definisce di sinistra ma si pone la domanda “dove trova i soldi?” e non “stiamo facendo qualcosa per quanto meno frenare il disagio crescente di chi vuol fare famiglia? .. ci stiamo facendo sottrarre i nostri argomenti”.
    Salvo poi definire “populismo” e “antipolitica” per colpire chi si è appropriato di quegli argomenti che sono stati abbandonati.
    La prego: ci metta altri due cents. Rilanci.

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