Referendum: Un piccolo appuntino sulla questione Senato e consiglieri regionali

1 ottobre 2016 § 18 commenti


Poi ci torno su, promesso, prima del 4 dicembre, ma intanto un piccolo appunto.

Per inciso: anche a me non piace l’idea del Senato con questi consiglieri regionali (con tutto il rispetto). Perche’ non mi piacciono i consiglieri regionali? Perche’ sono figli della stortura delle preferenze su collegi grandi e la cosa piu’ assurda e’ che gli stessi che non vogliono i consiglieri regionali in Senato sono gli stessi che vogliono le preferenze nell’Italicum. La verita’ e’ che la legge elettorale regionale va cambiata per scardinare il voto di scambio, ma che (attenzione a questo passaggio) con la riforma costituzionale le regioni avranno meno poteri su decisioni strategiche (sanita’, energia, trasporti, grandi opere) e forse i poteri forti non andranno piu’ a cercarsi i consiglieri regionali.

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§ 18 risposte a Referendum: Un piccolo appuntino sulla questione Senato e consiglieri regionali

  • Simone Biagiotti scrive:

    “…ma che (attenzione a questo passaggio) con la riforma costituzionale le regioni avranno meno poteri su decisioni strategiche (sanita’, energia, trasporti, grandi opere) e forse i poteri forti non andranno piu’ a cercarsi i consiglieri regionali…”

    poteri che torneranno in capo al Parlamento, a sua volta formato dai consiglieri regionali di cui sopra e che i poteri forti andranno pertanto comunque a cercarsi.

    È un pasticciaccio dalle conseguenze assolutamente incerte. Non è possibile affidarsi al “caso” nell’apportare modifiche alla Costituzione che rimarranno in essere per decenni…
    #iovotono

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  • Dome scrive:

    Se l’intenzione era quella di eliminare il Senato, perché in questa riforma il Senato c’è ancora ma diverso?
    Forse perché non c’era il consenso per rimuoverlo?
    E allora perché il consenso per modificarlo è stato trovato?

    Quindi l’idea iniziale è stata sacrificata. Non solo, è stato sacrificato anche il Senato a tutt’oggi in vigore. E’ possibile sapere la ragione di questi DUE sacrifici?

    Non sono pratico di politica, come ben sai sono anche facilmente ridotto all’angolo in una discussione. Non ho studiato “parlantina” a scuola ma neanche sono scemo.

    Sono un papà qualsiasi, ho tre figli, io e mia moglie lavoriamo per mantenerci. Di sì a caso, nella speranza che il politico di turno facesse i miei interessi, ne ho dati già abbastanza e non ha funzionato affatto bene.

    Per favore usa parole semplici, abbassati al mio livello, non chiedermi di alzarmi al tuo perché non posso (e lo sai bene).

    E ora rispondi: perché questi DUE sacrifici?

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  • Lorenzo M. scrive:

    Togliere la competenza della sanità dalle Regioni e restituirla al governo centrale. Poi penso alla Lorenzin ( e a chi la sostiene ), e il No viene facile…

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  • Dome scrive:

    Si potrebbe anche pensare che sopra a tutto questo polverone (per cui involontariamente si sono applicate anche tante brave persone che pensano di far ripartire il paese) ci possano essere principalmente interessi privati (non propriamente democratici quindi).

    Giusto per fare un esempio: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/19/ricetta-jp-morgan-per-uneuropa-integrata-liberarsi-delle-costituzioni-antifasciste/630787/

    Finché non abbiamo governi trasparenti e cristallini, non ce nessuno di cui fidarsi. Finché non ci sono governanti che si abbassano e si fanno comprensibili al popolo, nei fatti non c’è la volontà di servirlo.

    La rifoma che serve il deve essere pulita, cristallina. Se è troppo grossa, non va bene. Più è grossa e opaca, più si misura la volotà di _non_ servire il paese.

    Vai a fidarti..

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  • Massimo scrive:

    A me non piacciono perché hanno a che fare con un pasticcio enorme, perché sono stati votati per fare i consiglieri regionali (o i sindaci) e non i senatori: quale dei due compiti viene trascurato?
    che la riforma sia opaca lo dimostrano gli stessi argomenti palesemente falsi usati da Renzi: un risparmio dieci volte quello reale. Argomento che forse “acchiappa” in un clima di antipolitica (salvo poi, ovviamente, accusare gli altri di essere populisti) ma appunto falso e che viene da un governo che non ha fatto niente di sostanziale per produrre un risparmio della spesa pubblica (due commissari alla spending review costretti ad andarsene, regalie senza nessuna ricaduta sulla ripresa ..).

    Che le Regioni non debbano intervenire sulle Grandi Opere mi pare bizzarro.
    Quanto alla Sanità vorrei sottolineare che fin qui per esempio il Governo non ha fatto gran che per proporre e imporre centri di spesa comuni che riducessero sprechi e diseguaglianze.
    Rispetto all’Italicum, personalmente trovo inaccettabili per esempio i capilista bloccati, la possibilità di candidarsi in dieci collegi diversi .. cose che aggravano il peso delle segreterie sulla composizione del Parlamento riducono la possibilità degli elettori di scegliere e di contare.

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  • Massimo scrive:

    Domanda fiori tema (ma non tanto): cosa ne pensa della vicenda Foodora? trova comprensibile che il ministro del Lavoro non spenda una parola su una vicenda che mette in evidenza in modo così drammatico la precarietà e la natura selvaggia degli attuali rapporti di lavoro? e che il Presidente del Consiglio – che magnifica continuamente la nuova legge sul lavoro (mi scusi, chiamarla Jobs Act mi sa di fuffa ..) che crea nuove opportunità – non si ponga l’urgenza di (ri)dare diritti a chi è troppo debole per farli valere?
    Mi pare di ricordare che questa legge – definita come tante altre cose “epocale” – sia stata approvata in meno di due mesi, smentendo nei fatti l’idea del bicameralismo come pantano e fattore unicamente di intollerabili ritardi (la settimana scorsa, in tv il ministro Martina raccontava la balla che la media di approvazione delle leggi è di oltre cinquecento giorni).
    Certamente, la rapidità è un aspetto importante della legislazione. Ma si tratta innanzi tutto di fare buone leggi: qui, dietro l’affermazione – sacrosanta – di facilitare le assunzioni e favorire l’occupazione,si è dato spazio a ogni forma di precariato, senza preoccuparsi di definire un minimo sotto il quale non si potesse andare, senza erodere diritti basilari e la dignità di chi lavora.
    Giocare sui decimali per magnificare il lavoro del Governo senza curarsi delle condizioni di lavoro è ingiusto e irrispettoso. E non ha niente di quel “cambiamento” di cui ci si riempie continuamente la bocca e ora anche i manifesti elettorali.
    E se poi quella legge è definita “la più di sinistra” forse si sono davvero persi i riferimenti minimi indispensabili.
    Molte pessime leggi sono state fatte in poco tempo (pensiamo solo alla legge sul pareggio di bilancio che ora tutti o quasi ritengono una solenne boiata, al codice degli appalti letteralmente illegibile ..). È un caso?
    Lei ce l’ha un’opinione?

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  • Dome scrive:

    Art. 70 – a sinistra la versione originale, a destra la versione proposta dalla riforma.

    A sinistra, il bicameralismo perfetto. Quello che non ha funzionato e che deve essere migliorato.

    A destra, il superamento del bicameralismo perfetto. Quello che sicuramente funzionera’ meglio e aiutera’ l’Italia a ripartire

    https://cloudspace.idrsolutions.com:8181/HTML_Page_Extraction/output/252ff6c4-746c-46f8-8a27-91aeb5adfa87/OCD177_2392/index.html?page=13

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  • Massimo scrive:

    Credo sarebbe stato opportuno un appuntino anche sulla tristissima vicenda di una deposizione imbarazzante dell’on. Micaela Campana su Mafia Capitale: tanto per misurare quanto da quando è scoppiato il caso non sia cambiato niente nel PD che qualche mese fa ha cercato di tornare ad amministrare Roma. E in un momento in cui si proclama che “per cambiare basta un sì”.

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    • Dome scrive:

      Il problema e’ davvero questo, nelle nostre istituzioni ci sono infiltrazioni di mafia. Lo sappiamo tutti, e’ cosi’ da parecchio tempo. Non c’e’ bisogno di puntare il dito.

      Per stanarle e’ necessario accendere i riflettori e seguire il denaro.

      Bisogna sostenere e proteggere chi lotta contro la mafia. Bisogna domandare trasparenza ad ogni governo.

      Lo si doveva fare ai tempi di Berlusconi, lo si deve fare anche ai tempi di Renzi.

      Faccio osservazione che la riforma costituzionale promette di “far ripartire l’Italia” ma si tiene ben lontana da questi discorsi.

      E noi, che siamo Italiani e sappiamo queste cose, con quale convinzione crediamo che basti davvero un solo sì?

      Qui servono ancora molti no! Ci servono moltissimi, tantissimi NO. Silenziosi, pacati, pacifici.

      Il referendum e’ la nostra opportunita’ per dire tutti questi NO insieme. E’ lo strumento piu’ semplice e piu’ potente che abbiamo.

      Il voto e’ segreto, ognuno ha il suo intimo voto. E’ fatto apposta per poter essere totalmente libero. E’ gia’ tutto pagato, da noi.

      E’ nostro diritto usarlo e, evidentemente, personalizzarlo. Se tutti quanti diciamo NO, e’ un immenso schiocco di dita.

      Se lo schiocco e’ abbastanza grosso, blocchiamo tutti.

      Per primo, il governo Renzi, piu’ in veste di casualty, e’ nel posto sbagliato al momento sbagliato. Poi tutti gli altri. Europei. Americani. etc.. Mafiosi… etc

      Uno schiocco del tipo “WTF?!?”. Altro che Brexit…

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