Elettori del si’, non abbiate paura: fate coming out.

12 novembre 2016 § 18 commenti


Non me ne vogliano quelli del no che sono civili e discutono nel merito senza offendere e senza sbandierare il pericolo di svolte autoritarie, ma devo davvero dire un paio di cose. Sto incontrando tantissime persone che voteranno si’ ma non lo dicono non perche’ si vergognano ma perche’ non vogliono essere linciati. La stessa cosa in parte e’ successa anche a me nei mesi precedenti. Me ne sono stata abbastanza sotto tono perche’ ogni volta che dici qualcosa sul tema a favore vieni linciato e insultato per giorni. Allora voglio dire a tutte le persone che vogliono votare si’ non abbiate paura di dire cosa pensate. Vi diranno che siete fascisti, che siete traditori, al meglio che siete stupidi. Se avete incarichi di responsabilita’ anche se lo fate per modeste somme e con alti rischi e lo fate per il bene del Paese continuando il vostro lavoro vi diranno che siete asserviti al capo e non importa se spesso avete criticato pubblicamente quello che loro chiamano “il vostro capo” quando non eravate d’accordo. Vi diranno che lo fate per la poltrona. La verita’ e’ che ci sono persone sbagliate da ambo le parti del referendum (chi ha Casa Pound e Forza Nuova e chi ha Verdini e magari qualche vecchio trombone di troppo i quali si dividono equamente da ambo le parti). Se non sapete cosa votare non dovete votare pro Renzi o contro (o contro Salvini, D’Alema, Grillo, De Mita, Brunetta, Casa Pound o Forza Nuova). Votate entrando nel merito. E a quelli che voteranno si’ se ci credete, fregatevene degli insulti e andate a convincere tutti quelli che potete sulle vostre bacheche o casa per casa. La politica non e’ una cosa privata! Rendetelo pubblico. Qui trovate come mettervi “Io Voto Si'” sul profilo di FB. Fate coming out. E’ facile. #iovotosi

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§ 18 risposte a Elettori del si’, non abbiate paura: fate coming out.

  • Massimo scrive:

    Per una volta sono d’accordo con Lei e Le porto tutta la mia comprensione: anch’io ho vissuto la spiacevole situazione di sentirmi assalito e condizionato nella scelta del mio voto.

    Non era ancora stata fissata la data del referendum che una ministra del governo mi ammoniva ricordandomi che votando NO sarei stato in compagnia di Casa Pound, dimenticando che per la Repubblica votarono socialisti, comunisti, democristiani e, immagino, fascisti. E poco dopo il Presidente del Consiglio spiegava che chi vota NO era fermo al Codice di Hammurabi. Ed eccomi descritto, in un attimo, come un fascista assiro-babilonese, non da vicini di casa o colleghi di lavoro, ma da autorevoli membri del governo.
    Per di più, si aggiungeva che quel voto avrebbe significato “tornare indietro di trent’anni” e che per altri venti non sarebbe stato possibile cambiare niente. Mezzo secolo buttato e una condanna definitiva all’arretratezza e al declino.

    Nel frattempo, Confindustria avvertiva che con la vittoria del NO l’Italia avrebbe perso almeno quattro punti di PIL e grandi banche d’affari e istituti di rating (quelli che davano eccellenti valutazioni alla Lehman Brothers e non si accorsero dell’imminente crisi del 2008) preconizzavano un disastro finanziario (come per la Brexit e le elezioni USA ..). Ultimo, Credit Suisse che venerdì scorso ha previsto che in caso di vittoria del NO l’Italia finirà fuori dall’euro. Per fortuna, il giornalista di Radio24 ha subito commentato che “non esistono evidenze a sostegno di queste previsioni”, togliendomi almeno in parte il peso di questa terribile responsabilità. Ma queste “previsioni” sono citate continuamente da giornali e televisioni. Raramente con lo spirito critico di Barisoni su Radio24.

    E per ultimo ci metta un mio vecchio conoscente (vecchio anche nel senso di avanti con gli anni) che aveva sentito il Presidente del Consiglio annunciare che avrebbe dato i 500 milioni risparmiati con la riforma del Senato agli anziani. Ho provato a spiegargli che un organo contabile dello Stato ha chiarito che i risparmi sarebbero un decimo di quella cifra (che sarebbe un po’ entrare nel merito delle cose) ma non ha simpatizzato granché con le mie scelte.

    Spero anch’io come Lei che quest’ultima parte della campagna elettorale si svolga con toni più pacati, senza insulti o mance elettorali, anche se mi sembra non si vada in quella direzione. Per quel che conta, non credo affatto che Lei sia fascista, venduta o tutto il resto che elenca pur condividendo sempre meno quello che scrive. Mi piacerebbe non essere neanch’io considerato un passatista ostile a qualunque cambiamento come Lei descrive chi non è d’accordo (come scrisse a proposito del referendum sulle trivelle).

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    • Complimenti a Massimo!
      Usando la stessa “logica” della nostra sfegatata renziana, ma rovesciandola, le ha chiuso la bocca o, se si preferisce, l’ha lasciata a bocca aperta, confusa e stordita da questa inoppugnabile contro-argomentazione.
      Spero che in futuro questa lezioncina serva alla cara Alicata per riflettere prima di scrivere.
      Ma non ne sono sicuro. Da un Ventennio questi nostri sinistrelli anti-fascisti si sono fossilizzati su schemi fissi di ragionamento che li stanno rendendo sempre piu’ ottusi. E che li stanno coprendo di ridicolo.

      Un esempio ci viene dall’ultima puntata di Piazza Pulita condotta dal sinistrello Corrado Formigli, uno dei discepoli piu’ diligenti del giornalismo “alla Santoro”.
      La trasmissione intendeva approfondire il significato della vittoria di Donald Trump e del suo impatto sull’Occidente “democratico nato dalla Resistenza”
      1) Per prima cosa Formigli manda una troupe di giornalisti e operatori per scovare nel buco del culo di una citta’ americana una trentina (trenta!!!) teste di cazzo del Ku Klux Klan che, nelle sue intenzioni, dovevano rappresentare i 60 milioni di americani che hanno votato per Donald Trump.
      2) Con queste immagini neo-naziste tenute costantemente sullo sfondo del “dibattito”, il nostro “santorino” ci presenta gli ospiti: la “fascistoide di destra” Giorgia Meloni, l’ “indipendente” Alan Friedman e una “poveraccia” con la pelle nera, Rula Jebreal, musulmana palestinese figlia di un Imam, nata in Israele, sposata (e da poco divorziata) con Arthur Altschul junior, figlio del banchiere Arthur Altschul e membro della famiglia Lehman.

      3) Inizia il “dibattito” basato, come d’abitudine, sulla solita Disinformacja 2.0. Quel tipo di Dis-Informazione che ricorda da vicino la Disinformacja staliniana degli anni 50: cioe’ la Dis-Informazione che in Italia si leggeva sull’Unita’, la Pravda (la Verita’) italiana fondata da Gramsci, oggi rtaccontata dal leccaculo renziano Fabrizio Randolino che da bravo fascistello de sinistra si scaglia contro i docenti meridionali che protestano per i trasferimenti forzati della “Buona Scuola” renziana, prima incitando le forze dell’ordine ad usare contro di loro il manganello di mussoliniana memoria e poi accusandoli di non saper parlare in italiano.
      4) La povera Meloni, caduta nella trappola stalinista, apre il dibattito e dice sommessamente che lei non c’entra un cazzo con i nipotini del Ku Klux Klan che da 60 anni caratterizzano il panorama politico della Grande Democrazia americana e che sono saltati sul carro del vincitore Trump perche’ vuole fermare l’immigrazione clandestina. La povera Meloni vorrebbe parlare del contesto socio-economico e del malcontento generalizzato che ha portato l’America a questo straordinario cambiamento di rotta e al rigetto delle politiche “pacifiste” di Obama e della Clinton bombarola.
      5) Neanche per sogno! Ma come si permette?!?!
      Rula Jebreal, la chicchissima giornalista che sa tutto di tutto e lo ostenta con aria di sufficienza verso l’interlocutore non ci sta! La povera Meloni non puo’ cavarsela cosi a buon mercato: prima di tutto deve ammettere quanto sia difficile per una fascistona/razzista come lei “parlare con una donna di colore come me”.
      La chicchissima Rula Jebreal, infatti, essendo nera, musulmana-israelo-palestinese-italiana, vissuta in Israele, in America e in Italia, che parla Inglese, Italiano, Arabo ed Ebraico e che, soprattutto, e’ una “donna che lotta per il Progresso”, pretende che la povera Meloni prima di tutto faccia atto di sottomissione davanti all’autorita’ di cui il Corano ha investito l’opinionista multiculturalizzata, al colore della sua pelle, alla sua superiore intelligenza delle cose del mondo e poi, forse, se si tiene bene in testa che ha davanti un’intellettuale nera, musulmana e “secolarizzata”, potra’ intervenire nel dibattito e dire, sottovoce, la sua. Specificando pero’ che parla come razzista, anti-semita e “donna della strada” testa di minkia populista e qualunquista.
      Solo la chicchissima giornalista che conosce l’America, l’Italia e il Medio Oriente, infatti, può fare commenti intelligenti sulle recenti elezioni americane. Se c’e’ qualcosa da capire questo “qualcosa” te lo puo’ spiegare solo lei con l’eventuale supporto dell’ ” indipendente” Friedman che, indipendentemente, incalza la povera Meloni sulle Leggi Razziali di Mussolini di cui la povera Meloni sarebbe la portavoce.
      6) interviene il “moderatore Formigli che invita alla calma e porta il dibattito al suo tema principale: questo: “Dietro l’elezione di Trump c’e’ o non c’e’ il Ku Klux Klan?”
      A lui interessa che i telespettatori vadano ha letto con questo dubbio, cosi il mattino seguente rifletteranno in modo piu’ approfondito su cosa significa dire NO al Referendum. Perche’ dietro a quel NO si puo’ nascondere un altro Trump/Adolf Hitler e poi dovremo ricominciare con la nuova Resistenza anti-fascista.
      7) Per portare il dibattito sulla “retta via” del conformismo sinistroide il Bravo Formigli comincia allora a fare pressione sulla povera Meloni perche’ scomunichi in diretta televisiva Assad e Putin, sterminatori di bambini ad Aleppo, mentre a Mosul gli anti-fascisti che fanno la Resistenza Anti-Fascista-Pacifista stanno invece combattendo i tagliagole dell’ISIS lanciando fiori e caramelle. Perche’ gli antifascisti pacifisti sono piu’ buoni e piu’ umani.

      8) Finalmente il “dibattito” giunge al termine. La superiorita’ morale degli “indipendenti” di sinistra e’ stata ri-affermata. Il messaggio anti-fascista e’ stato ri-lanciato. La donna con la pelle nera batte entusiasticamente le mani dopo il filmato del giornalista nero della CNN che chiede disperato:
      “E adesso cosa racconto ai miei figli? Come posso dirgli che l’America ha un Presidente razzista, omofobo, sessista eletto con i voti del Ku Klux klan, che agguanta le donne per la fica, che vuole mettere nei campi di concentramento 11 milioni di Messicani criminali e stupratori prima di rispedirli a casa loro a soffrire di nuovo la fame e che se la intende con quel fascistone di Putin che bombarda i bambini di Aleppo?”

      Dis-Informazione liberal-progressista 2.0 o Dis-Infomazione stalinista Anni Cinquanta?
      Tutte e due, direi.
      Chi l’avrebbe mai detto che le Forze della Grande Finanza Capitalistica Globale avrebbero oggi usato i metodi della propaganda stalinista!
      I loro burattini non se ne accorgono, ma e’ davvero cosi.
      Quelli di Bruxelles e quelli di Wall Street gli hanno lavato il cervello. .
      Un’operazione geniale!
      Ma sono arrivati i nazionalsti razzisti del Brexit e del Ku Klux Klan a rompergli i maroni.
      Chissa’ cosa escogiteranno adesso per riprendere il controllo della situazione!

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  • Anonimo scrive:

    Che ognuno voti quel che vuole

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  • Dome scrive:

    Ecco, prima di fare coming out leggere la FAQ, giusto per evitare situazioni imbarazzanti:

    http://www.giuliocavalli.net/2016/11/11/nel-merito-ecco-le-bugie-del-si/

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  • topometallo scrive:

    “sul tema a favore vieni linciato e insultato per giorni” un vittimismo veramente fuori luogo. Per tacere del fatto che ormai ‘sta tiritera che “chi vota no lo fa solo perché è contro Renzi” e non perché è “entrato nel merito” e ha fatto una scelta è, questa sì, abbastanza insultante e ipocrita

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  • Luca G scrive:

    anche qui faccio il mero contabile 7 mi piace e 5 non mi piace …..poi leggo 5 commenti tutti negativi i migliori sono quelli che almeno sono sintetici …gli altri dei pipponi illeggibili.
    Io forse vedo un mondo migliore del vostro, e comunque voto SI

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  • Massimo scrive:

    A proposito di entrare (e possibilmente restarci) nel merito e di non linciare, segnalo il manifesto del PD che recita ..

    ai “compagni” che oggi votano con i fascisti ricordiamo che mai il PCI votò assieme ai fascisti ..
    su una foto di Enrico Berlinguer.

    Il referendum per sua natura crea schieramenti trasversali (cito di nuovo il padre di tutti i nostri referendum, quello monarchia-repubblica).
    Tanto più che, come Lei stessa ricorda, di là c’è Verdini che però – e questo invece sembra ritenerlo trascurabile – è organico alla maggioranza: resterà un compagno di viaggio anche dopo il referendum.

    Ma, soprattutto, credo sia quanto meno inopportuno riferirsi a Berlinguer da parte di un partito che non fa più della questione morale una priorità (se la immagina una parlamentare di quel PCI e membro della commissione Giustizia rischia l’incriminazione per testimonianza reticente in un processo su mafia Capitale? e senza che si sollevi la minima indignazione?)

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  • Lorenzo M. scrive:

    Se si dovesse davvero entrare nel merito della riforma, non ci sarebbe partita.

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  • Si tace per timore ma anche perché si sa che sostenere il sì è sostenere un’idea di politica che va oltre al gettarsi fango l’uno contro gli altri, che al posto di criticare sempre ogni tanto propone o almeno ci prova. Chi vota no è invece senza speranza, in tutti i sensi; per cui sentendosi messo all’angolino comincia ad attaccare. #iovotosì

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  • Mi dispiace che la violenza verbale che subisci da due giorni a questa parte ti disturbi così tanto.

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