Sulla questione dell’Unar.

23 febbraio 2017 § 1 Commento

Molte cose giuste le ha già scritte qui Dario Accolla.

Voglio provare ad aggiungere qualcosa – sono due sere che provo a studiare la situazione – quindi lo faro’ in modo molto asettico.

  1. Anddos e’ un’associazione a cui sono affiliati dei circoli. Come l’Arci per capirci. Per entrare in questi circoli bisogna fare una tessera e una quota parte va alla associazione nazionale che si occupa di promuovere il marchio (come qualsiasi circuito di agriturismi, Bed&Breakfast e via dicendo)
  2. Alcuni di questi circoli sono sicuramente saune gay (come Europamulticlub che viene indicata come la piu’ grande sauna gay d’Italia)
  3. In alcuni di questi circoli ci sono dei centri anti violenza che hanno degli orari. Nessuno di questi circoli prende soldi da Palazzo Chigi (NESSUNO) e nessuno di loro avrebbe preso soldi dal bando dell’Unar incriminato.
  4. Da sempre (in Italia prima sotto il cappello di Arcigay, ora di Anddos) e in tutto il mondo esistono luoghi come questi. Ci piaccia o no (a me non piace, ma non importa) il discorso e’ quello atavico che riguarda l’essere umano. Esistono luoghi etero e gay dove si pratica del sesso. Se e’ vero che in alcuni di questi luoghi si pratica lo sfruttamento della prostituzione sarebbe bene che Anddos (e magari anche le forze dell’ordine) facessero chiarezza. Quello che Anddos puo’ fare e’ revocare l’affiliazione dei circoli, ma prima di Anddos dovrebbero intervenire le autorita’ perche’ lo sfruttamento della prostituzione e’ vietato.
  5. Questi luoghi NON rappresentano la comunita’ gay piu’ di quanto via Salaria costellata di prostitute minorenni o i locali per scambisti NON rappresentano la comunita’ eterosessuale
  6. Il Bando dell’UNAR era un bando per la formazione di operatori che sarebbe avvenuta all’universita’ La Sapienza per mezzo di psicologi e avvocati e che poi avrebbero partecipato all’apertura di cinque nuovi (NUOVI) centri anti violenza in regioni dove non sono presenti.
  7. Il servizio delle IENE collega un circolo Anddos dove c’e’ un centro anti violenza che NON prende nessun finanziamento dall’UNAR con i nuovi centri antiviolenza NON ancora nati e con un bando volto alla formazione antiviolenza.
  8. Il servizio delle IENE complice questo famoso “uccellino” (forse qualcuno che NON ha avuto i fondi dall’UNAR?) viola pesantemente e gravemente la privacy dell’ormai ex presidente dell’Unar Francesco Spano.

Conclusioni.

Faccio parte delle persone che detestano i bonus e i finanziamenti a pioggia alle associazioni. Preferisco progetti strutturati nel tempo – di cui lo Stato sia parte attiva senza terziarizzare o per lo meno partecipando accanto al terzo settore – e ho spesso pensato che la politica spesso usi male questo tipo di finanziamenti (in questo caso il bando UNAR venne emesso per non restituire all’Europa fondi già stanziati in cui ci sono anche Amnesty o la Croce Rossa per dire). Per esempio il Governo potrebbe creare delle sezioni di ascolto presso le questure locali, in collaborazione con le associazioni e creare delle linee telefoniche di aiuto. In questo modo si avrebbero dei servizi omogenei a livello nazionale e non si avrebbe il problema di finanziare linee telefoniche di aiuto o centri antiviolenza gestiti da terzi e si assicurerebbe a quel tipo di servizio continuita’ e controllo delle statistiche. Ma questo non c’entra con il servizio.

Purtroppo il servizio non c’entra nemmeno con il bando, sarebbe come andare da Gentiloni ad intervistarlo in merito a una parrocchia dove c’e’ un prete che fa le orge. Significa che quando lo Stato cede l’otto per mille alla Chiesa e una quota parte va a quella Parrocchia, Palazzo Chigi sta finanziando le orge del Parroco?

Quindi: lo Stato NON sta finanziando le orge, purtroppo lo Stato in alcuni casi finanzia enti privati che diffondono cultura omofobica. Per esempio alcune scuole cattoliche. 

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Bill Gates e i tassisti

21 febbraio 2017 § 1 Commento

Il tema dei tassisti e’ un tema vero. Come quello dei giornali di carta con il web. Come quello dei PC sulle macchine da scrivere e quello dei cavalli sulle macchine. Come quello posto recentemente da Bill Gates sulla tassazione dei robot che stanno diminuendo l’esigenza di manodopera in alcuni settori. No, non sto facendo ironia. Ogni volta che progrediamo piccolo o grande che sia il progresso comporta un cambiamento che ha impatti positivi su qualcuno e negativi su altri. La politica deve trovare soluzioni. Capire come sanare quella faglia che si apre tra il passato e il futuro. Poi siamo tutti bravi a schierarci, qualcuno lo fa anche incoscientemente come la sindaca Raggi che e’ stata incapace di capire chi nella sua citta’ sta mettendo a ferro e fuoco il centro (fascisti della peggiore specie che strumentalizzano la protesta). Io non voglio schierarmi a favore di Uber o dei tassisti. Dico che dobbiamo trovare una soluzione per accompagnare un cambiamento che comunque sara’ inarrestabile ma non possiamo fottercene (scusate il termine) dei tassisti.

PD: meno cognomi, piu’ valori.

17 febbraio 2017 § 3 commenti

La dico brutale. Con il premio di maggioranza al 40% togliere anche un 5% al PD significa condannare il Paese alle larghe intese invece che ad un governo PD. Ma non voglio pensare il gioco sia questo. Non voglio pensare che alla fine tutto si riduca ad un “meglio governare come negli ultimi settantanni” che dare al Paese una speranza di avere un governo chiaro, limpido e che governi senza alibi, rispondendo nelle urne agli elettori dopo 5 anni.
Il PD non e’ e non sara’ mai un partito personale. Ma deve smettere di essere il partito delle correnti portando in eredita’ questa mala pratica da PCI e DC. Il PD deve rispondere ad iscritti ed elettori che messi tutti insieme rappresentano la piu’ grande maggioranza progressista e democratica d’Europa. Un valore inestimabile. Chi danneggera’ questo patrimonio umano e politico, chiunque esso sia, si rende responsabile di un danno immenso al Paese, all’Europa e scusate se ci aggiungo il resto del mondo. Contemporaneamente nel PD c’e’ tanta pulizia da fare che ancora non e’ stata fatta. E’ ora di farla. E vale da tutte le parti. Il PD non e’ diviso tra bersaniani e renziani e franceschiniani. E’ diviso in brave persone (tante) e assetati di potere (pochi ma potenti). Quindi io al giochino dei cognomi non ci sto. Io sto alla battaglia dei valori. E dobbiamo ricominciare a scriverli, elencarli, gridarli. Per me il primo valore di un partito come vuole chiamarsi Partito Democratico e’: Uguaglianza. Maniacale perseguimento dell’eguaglianza. 

3 consigli a Matteo Renzi.

11 febbraio 2017 § 2 commenti

Lunedi’ non partecipero’ alla Direzione del PD perche’ come molti di voi sanno mi sono dimessa a maggio del 2015. Pero’ mi permetto di aggiungere i miei consigli non richiesti. LO faccio da semplice militante e da cittadina.

Non faro’ l’elenco delle cose che per me sono andate nel verso giusto, ma l’elenco delle cose che in futuro devono andare meglio perche’ in questi anni non sono andate come dovevano andare. Ripartire dagli errori.

1) per prima cosa su Roma. Linea sbagliata. Completamente. A Roma c’era una classe dirigente nuova che con l’aiuto dell’inchiesta in corso poteva fare pulizia al suo interno e rilanciare la citta’. Roma sta vivendo un momento di buio totale, di sradicamento della comunita’ che ha radici antiche, figlio di chi ha messo la polvere sotto il tappeto per anni, figlio di una connivenza bipartisan e la crisi economica ha mandato in frantumi alcune dinamiche di potere. La squadra (non Marino) andava difesa. Se il segretario nazionale avesse incontrato i presidenti di municipio, gli assessori piu’ dei parlamentari romani (con qualche eccezione) avrebbe potuto dare una mano invece di lasciar fare al correntismo romano
2) seconda cosa la rottura drastica con i notabilati locali sopratutto al sud, Roma inclusa. Lo ho detto tante volte, al PD serve un’operazione “sconosciuti” che non siano ne’ gli sprovveduti del M5S ne’ i delfini dei capobastone. Serve valorizzare le tantissime brave persone che ci sono nel PD, nemmeno le facce pulite della societa’ civile funzionano se sono la bella faccia del notabilato. Cambiare tutto. Meglio tanti voti al PD e meno agli eletti che pochi eletti con tanti voti che travasano voti su M5S
3) Raccontare meglio alcune cose e ammettere quando si poteva fare di meglio. Ma per farlo serve anche un partito, non quello che litiga ma quello delle persone che si fanno il mazzo ogni giorno che pero’ se vedono che non cambia niente si demotivano. Ridare valore alla militanza politica “snella” non a quella talebana delle tessere, ma a quella della partecipazione di eletti ed elettori. Un veltronismo che funzionava doveva essere il renzismo.
4) (ma si’, arriviamo anche a quattro) un Partito come il PD che non e’ un partito personale come tutti gli altri con pochissime eccezioni (persino la Lega lo sta diventando) deve condividere dei valori, deve discutere non solo di azione parlamentare, ma anche di visione. Deve farlo in modalita’ bottom-up, adattandosi ai tempi. Se si vuole che un partito torni a radicarsi bisogna interpellarlo (quando dico Partito io dico iscritti, eletti ed elettori, lo dico nel senso piu’ aperto e bello del termine, nello stesso modo in cui definisco e penso la parola “politica”. Vanno riattavate tutte le dinamiche partecipative.

Renzi torni a fare Renzi. Concordo con Richetti su questo: l’evoluzione e’ tornare al principio. E forse fare scendere un bel po’ di gente dal carro e farci salire finalmente il Paese. Umilta’. Valori e consumare scarpe.

p.s. non ho un’opinione sul congresso. Ce l’ho sulle elezioni (ce l’ho da quel giorno in cui Bersani NON vinse a dire il vero). Un governo indebolito dal voto del 4 dicembre e con il voto nel 2018 significa un governo che non avra’ il coraggio di scegliere, credo ce oggi questa cosa qualcuno l’abbia gia’ scritta. La condivido. Mi piace l’idea di un territorio vasto dove la faccia di Alfano sia sostituita da quella di Pisapia (vero artefice della vittoria milanese, perche’ ha voluto bene a Milano e non al suo ombellico). Mi piace l’idea di un Partito (non ce la faccio a dire coalizione sono troppo maggioritaria) che raccolga finalmente il sogno che in tanti abbiamo da anni: rappresentare quella parte di Paese innovativa e socialdemocratica. Andare avanti senza lasciare nessuno indietro. Questo deve essere il mantra.

Piu’ che parentopoli, stupidopoli.

2 febbraio 2017 § 1 Commento

Certo se hai una relazione con qualcuno quando diventi sindaco non lo promuovi con un superstipendio. Diosanto sono le basi queste. (Fosse vero – ovviamente se fosse vero – e’ da dimissioni immediate, piu’ che parentopoli mi pare stupidopoli).

I circoli del PD Europa scrivono a Renzi per i diritti umani.

2 febbraio 2017 § Lascia un commento

Rilancio l’appello che molti circoli del PD europeo hanno inviato oggi pomeriggio al segretario del PD Matteo Renzi, raccogliendo l’invito che avevo fatto (ma non ero stata la sola, anche da Milano Teresa Cardona aveva rilanciato) affinche’ il PD, in questi tempi di buio dell’era Trump, si faccia promotore di una manifestazione europea in difesa dei diritti umani. L’Europa deve esserci, noi dobbiamo esserci. Sarebbe bello che tutti i circoli del PD Italia aderissero con forza. Per farlo basta copiare questa lettera ed inviarla al segretario, se aderite commentate questo blog, mi fa piacere. Dobbiamo tutti tornare a parlare di politica.

Al Segretario del Partito Democratico Matteo Renzi

Siamo un gruppo di militanti del Partito Democratico in Europa e assistiamo con sgomento agli sviluppi della politica mondiale.

Crediamo che in questo momento storico sia urgente e necessario concentrarsi su quanto il secolo passato ci ha insegnato e trasmesso: che “tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti” e “devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”, che i diritti spettano a tutti “senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione” e che va rifiutata ogni discriminazione “sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene”.
Ciò che Trump sta facendo negli Stati Uniti riguarda noi, la nostra società e il mondo che lasceremo in eredità ai nostri figli.

Da europei crediamo che l’Europa possa e debba costituire un baluardo contro questa cultura della disuguaglianza e della discriminazione, a maggior ragione oggi, a sessant’anni dalla firma dei Trattati di Roma; e crediamo sia necessario che tutta l’Unione Europea si impegni in modo compatto per la difesa della dignità umana.
Chiediamo perciò al nostro Partito di farsi promotore di una manifestazione europea per ricordare i valori della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948, perché il nostro secolo non ripeta gli errori del passato e segni un deciso passo in avanti per i diritti umani.

Franco Garippo – Segretario PD Germania

Giulia Manca – Presidente PD Germania

Cecilia Mussini – Segretaria PD Monaco di Baviera

Giuseppe Izzo – Presidente PD Monaco di Baviera

Flavio Venturelli – Segretario PD Karlsruhe

Angela Schirò – Presidente PD Karlsruhe

Angelo Turano – Segretario PD Metzingen

Federico Quadrelli – Segretario PD Berlino

Silvestro Gurrieri – Segretario PD Wolfsburg

Cristina Rizzotti – Segretaria PD Stoccarda
Santo Vitellaro – Segretario PD Hannover

Marcello Battistig – Segretario PD Olanda

Andrea Naccarato – Segretario PD Amsterdam

Lanfranco Fanti – Segretario PD Belgio

Francesco Cerasani – Segretario PD Belgio e Coordinamento dei Circoli Europei

Roberto Parrillo – Segretario Circolo 25 aprile – La Louviere (Belgio)

Massimo Cocco – Segretario PD Scandinavia

Laura Parducci – Presidente PD Scandinavia

Cristiano Cavuto – Segretario PD Lussemburgo

Michele Schiavone – Segretario PD Svizzera

Massimiliano Picciani – Segretario PD Parigi e Coordinamento dei Circoli Europei

 

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