Piu’ che parentopoli, stupidopoli.

2 febbraio 2017 § 1 Commento


Certo se hai una relazione con qualcuno quando diventi sindaco non lo promuovi con un superstipendio. Diosanto sono le basi queste. (Fosse vero – ovviamente se fosse vero – e’ da dimissioni immediate, piu’ che parentopoli mi pare stupidopoli).

§ Una risposta a Piu’ che parentopoli, stupidopoli.

  • Massimo ha detto:

    Spero che prima o poi si torni a parlare di politica.

    Tralascio il “fosse vero” che sembra un po’ mettere le mani avanti dopo aver fatto un’ipotesi che pare non vera e concordo comunque sulla situazione comunque imbarazzante della gestione del Comune di Roma da parte del M5S e di Virginia Raggi in particolare.

    Ma mai che si ragioni sul come ci si è arrivati, su cosa ha permesso che persone palesemente inadeguate fossero votate a così larga maggioranza dai Romani: le “basi” sarebbero analizzare le ragioni di un disastro del genere e possibilmente proporre dei cambiamenti.
    Niente è avvenuto a livello locale da parte del PD, tanto che mi viene da pensare che se la Raggi fosse costretta a dimettersi pochi di quei voti tornerebbero al PD che probabilmente perderebbe di nuovo (ha presente – visto che Lei mi pare sia appassionata di calcio – quando una squadra prende due o tre gol uguali, dalla stessa posizione? ci mettiamo a criticare il gioco monotono degli avversari o proviamo a capire che qualcosa non va in panchina?)

    Mi sembra che – sempre per restare alle “basi” – sia totalmente assente nel PD (di cui Lei si è definita parte critica!) sia a livello locale che nazionale un qualunque momento di analisi di fronte a sconfitte ripetute, astensionismo. Per non parlare di un’attività di governo frenetica e di cui alla fine resta poco e niente con leggi scritte male tanto da non reggere a eccezioni di costituzionalità o addirittura scritte sulla base di un ordinamento costituzionale non ancora approvato (!!). Anche queste sono le “basi”: scrivere bene le leggi e aderendo alla Costituzione vigente, quanto meno quelle che dovrebbero caratterizzare il cambiamento che si vuole dare al Paese.

    Trova niente di tutto questo? Qualche riflessione sul fatto che l’Italia è quella la cui economia cresce meno e in cui la disoccupazione giovanile è più alta nella zona Euro?
    Trova comprensibile e particolarmente intelligente che di fronte a questi problemi, rinviati per mesi in attesa del referendum, il massimo dello sforzo intellettuale sia come trasformare una sconfitta in una clamorosa vittoria appropriandosi di quel quaranta percento? per fare poi cosa? riprendere politiche che non hanno dato nessuno dei risultati sperati e proclamati aggravando il deficit dello Stato?

    Anche fermarsi a riflettere e tentare di capire fa parte delle “basi”.
    Se no, credo ci siano poche lezioni da dare.

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