Perche’ il 30 Aprile votero’ ancora Matteo Renzi (e il PD)

27 aprile 2017 § 2 commenti


L’ho scritto dentro un lungo pezzo scritto per Imille, qui (sotto ne riporto una parte)

Sui diritti civili hanno scritto benissimo Ivan e Paola qui e onestamente dopo le parole di Grillo contro i radicali e i diritti in generale mi pare chiaro che il PD (e in questo caso Renzi) ha fatto bene ad andare avanti. Nel manifesto della candidatura e’ scritto chiaro che il percorso non e’ finito e che adesso si deve mettere mano anche alle adozioni come si era detto prima.

A chi sostiene (gli altri due) che Renzi voglia allearsi con Berlusconi devo rispondere pero’: e’ esattamente il contrario. Chi ha fatto di tutto per affossare il referendum e gode della bocciatura della legge elettorale e’ proprio chi sta condannando il Paese alle larghe intese. Tutto si puo’ dire a Renzi tranne che abbia lavorato per costruire un futuro di larghe intese (anche perche’ metttiamoci d’accordo: non si puo’ dire di lunedi’ che voleva un presidenzialismo e governare tutto da solo e il giorno dopo dire che vuole allearsi con Berlusconi.)

Qui uno stralcio delle cose che ho scritto su Imille e sul perche’ vale ancora la pena votare Renzi e soprattutto PD:

Sono molto d’accordo con chi sostiene che Macron e’ un Renzi che si e’ evitato tre congressi e che arrivera’ (speriamo) alla presidenza senza il cammino di logoramento che ha vissuto Matteo Renzi in questi anni. La differenza tra Macron e Renzi e’ che Macron ha intercettato senza struttura quello che stava accadendo in Francia creando una specie di Partito Democratico a tavolino, Renzi ha provato a prendere la nave del PD dove la fusione calda non era mai avvenuta. Forse e’ stata una follia. Per alcuni Renzi avrebbe dovuto lasciare il PD dopo la sconfitta alle prime primarie, il che avrebbe comportato una sconfitta di Bersani e forse equilibri diversi alla Camera. Forse adesso avremmo una camera in mano a Forza Italia (tra Forza Italia e PD ci fu uno 0,4% di differenza) e larghe intese di centro destra. Nessuno di noi puo’ dirlo. Forse Renzi avrebbe potuto lasciare governare Enrico Letta. Forse adesso avremmo un governo Letta bis o ter, rimpastato un paio di volte, forse non avremmo diviso il paese per fare una riforma costituzionale perche’ solo un folle, da presidente del Consiglio puo’ davvero pensare di fare delle Riforme in questo contesto. Forse per evitare correzioni da penna rossa dall’Europa avremmo avuto anche manovre piu’ pesanti, rincorrendo il salotto europeo invece che il bene del Paese (dove per bene del Paese intendo anche il bene dell’Europa dei cittadini).

Il terremoto ci sarebbe stato lo stesso. Le unioni civili non ci sarebbero state. E nessuno degli ex DS, ex comunisti si sarebbe lamentato. Sai..le larghe intese, Casini, Alfano. E via dicendo. Gli 80 euro non voglio menzionarli. Faccio parte di quelli che non puo’ apprezzarli. Ogni volta che lo dico in contesti dove 80 euro al mese sono tanti, mi prendo quasi una scarpata in faccia. La riforma della scuola non ci sarebbe stata. E forse il PD non avrebbe fatto incazzare gli insegnanti e nemmeno li avrebbe deportati. Semplicemente sarebbero rimasti precari o disoccupati e il PD avrebbe potuto dire loro: e sai, le larghe intese.
Diciamocela tutta. Il Paese senza Renzi al governo sarebbe stato piu’ lineare. Piu’ tranquillo. Senza tutto questo odio che si legge in giro che e’ meglio che vinca Grillo con i suoi fascisti piuttosto che Renzi torni al governo. Il Paese senza Renzi sarebbe stato piu’ uguale a se stesso. Un po’ lento. Un po’ democristiano. Un po’ che le cose ci accadevano sotto il naso e tutti avremmo dato la colpa a Berlusconi che governava oppure a Letta che governicchiava. E noi di sinistra ci saremmo sentiti con il cuore in pace. Il cuore in pace in politica e’ quando e’ colpa di qualcun altro e si puo’ manifestare contro qualcuno o qualcosa tutti insieme. Come si stava bene quando c’era Berlusconi. Diciamoci anche il resto. Matteo Renzi e’ antipatico. Io che lo conosco bene, quando lo vedo in TV gli tirerei una scarpa. E glielo scrivo pure.

In questi anni ha trascurato tantissime cose. Ha fatto una cazzata su Roma (come e’ noto non ho tralasciato di dirglielo) e non importa se questo sta mostrando al mondo la totale inettitudine del M5S. Ha trascurato di curare il partito, ma diciamocela anche tutta. Costruire una casa su un’altra casa non e’ una cosa semplice. Questo ragazzo e’ stato cosi’ folle che dopo avere perso le primarie invece di fondare un partito e affossare Bersani, ha covato il sogno (con quel suo modo insopportabile) di poter continuare a cambiare quella casa.

 

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§ 2 risposte a Perche’ il 30 Aprile votero’ ancora Matteo Renzi (e il PD)

  • dlzgpp ha detto:

    NON DEVI SCUSARTI.. NON E’ UN REATO . CONTENTA TU . ….. PER I TIFOSI LA PROPRIA SQUADRA E’ SEMPRE SFORTUNATA E GLI ARBITRI CE L’HANNO CON LEI:

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  • Massimo ha detto:

    Lei assomiglia sempre più a quello “statistico” apparso qui tempo fa, capace di fare considerazioni su tre o quattro pollici in su o in giù e che dichiarava di vedere “un mondo migliore” ma esentandosi dallo spiegare da cosa lo vedeva e come leggere ben altri numeri (tassi di disoccupazione, soprattutto giovanile, pessimi in confronto al resto d’Europa, PIL immobile ..).

    Posto che per una volta lascerei stare l’ennesimo paragone a leaders stranieri che finisce per mettere insieme pere e mele, situazioni sociali e politiche estremamente differenti.

    Comunque, fra il CV di Macron e quello di Renzi vedrei più di un filino di differenza. E in più : il suo atteggiamento sull’Europa che non ha ceduto di un millimetro di fronte alla LePen (cf. il passaggio dallo “spirito di Ventotene” alle bandiere europee che spariscono nell’atmosfera referendum) e la chiarezza per esempio nei confronti del saltafossi Valls (cf. l’acquiescenza verso il trasformismo soprattutto nel meridione).

    Quanto all’atteggiamento di Renzi rispetto al partito Democratico credo sia possibile più di una lettura. Personalmente, penso che abbia molto lucidamente lo sfibramento di una classe dirigente incapace e il bisogno di cambiamento di un elettorato deluso dall’evidente mancanza di un disegno politico e di questo gli va dato atto. Ma la “trascuratezza” (eufemismo) nei confronti del partito – e penso anche alla superficialità con cui ha trattato l’astensionismo alle regionali – fa pensare che il partito servisse solo per arrivare al governo. E lasciamo stare la “rottamazione” conclusasi quando forse non era nemmeno iniziata.

    Per il resto, suggerirei di abbandonare il Suo esercizio su quello che sarebbe stato se non ci fosse stato Renzi : Renzi c’è stato e semmai la questione è esaminarne l’azione politica al di là dei proclami, quello che rimane di quei mille giorni. A me pare non molto. Non so, per esempio, cosa sia rimasto della riforma scolastica specie dopo le modifiche portate dalla ministra Fedeli.

    Quanto agli ottanta euro, non credo che l’argomento sia “chiediamo a chi li ha presi se non gli hanno fatto comodo” : e vedi un po’ che qualcuno li rifiuti! Altro sarebbe chiedersi se una spesa così rilevante ha avuto effetti altrettanto rilevanti su un aumento dei consumi, su un rilancio della produzione e quindi dell’occupazione. Perché questi erano gli intenti dichiarati. La risposta – purtoppo deludente – l’hanno data le cifre sconfortanti cui accennavo prima.

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