E ‘namo su. Totti e il PD romano.

29 maggio 2017 § 4 commenti

18699927_10212500432607389_4536901135679047084_nDiciamo che se lo facessimo segretario del PD romano sicuramente riuscirebbe a fare meglio degli ultimi anni (scusa Orfini ma te le tiri, non sei manco romanista, meglio astenersi no?) e ad evitare queste cadute di stile.

Una caduta di stile che va in direzione opposta a quello che ha passato alla citta’ il Capitano ieri: unire e non dividere.

p.s. e se anche trattasi di citazione del NYT chi se ne frega…sullo stesso articolo di oggi il servizio fotografico descriveva una citta’ che sembrava la Sicilia anni 50.

E ‘namo su.

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Avevo sedici anni.

23 maggio 2017 § 1 Commento

Venticinque anni fa a quest’ora ricordo esattamente dov’ero. Ero a Roma e tornavo da Villa Pamphili. Per ironia della sorte quel pomeriggio, mentre Capaci diventava un luogo di guerra, io rubavo il mio primo bacio ad una ragazza.

Fu una giornata piena di contrasti.

Quell’evento: un’autostrada fatta saltare per ammazzare Falcone la moglie e la scorta, ci segn√≤ tantissimo. Avevo 16 anni. #23maggio

Poi c’e’ l’arcobaleno.

17 maggio 2017 § 6 commenti

Giorgia sogna di diventare pasticcera. Contrariamente ai suoi coetanei occidentali, ha una storia da rifugiata e oggi e’ la storia che tutti dobbiamo leggere “festeggiando” la giornata mondiale contro l’omotransfobia. Di omosessualita’ si fugge ancora. In Italia. Ma come sempre voglio ricordare che Le Cose Cambiano, quindi resistete, questo dolore alla fine…pare strano dirlo ma e’ cosi’…vi fara’ bene. Basta passarci oltre. Poi c’e’ l’arcobaleno.

Rifiuti a Roma: invece del ping pong istituzionale imparare dal Modello Olandese.

15 maggio 2017 § 1 Commento

La discussione sulle competenze dei rifiuti tra il comune di Roma e la Regione Lazio in realta’ e’ una follia e trasmette il messaggio populista che il rifiuto sia da considerarsi un problema perche’ cosi’ vuole la vulgata e siccome siamo rassegnati a non volere trattare i cittadini come essere pensanti, si va tutti avanti in quella direzione.
Eppure basterebbe studiare, anche solo quello che la nostra ambasciata in Olanda scriveva nel 2016 sul ciclo dei rifiuti olandesi, citando non solo il principio di economia circolare ma soprattutto gli impianti di produzione dell’energia che possono essere alimentati dai rifiuti. Invece di cercare discariche a Roma dobbiamo avere il coraggio di dire che aumentando la differenziata costruendo un impianto di produzione dell’energia da rifiuti, si potrebbe sanare il debito e nel tempo abbassare le tasse. Invece continuiamo a parlare di oggi. Purtroppo la discussione sull’ “oggi” e’ tipicamente italiana. Il consenso oggi. Il comunicato stampa oggi. la rielezione oggi. Invece del futuro di tutti noi.

Sono morti del quartiere.

11 maggio 2017 § 5 commenti

La cosa bella di oggi e’ quello striscione appeso a Centocelle: sono morti del quartiere dedicato alle tre bimbe morte.

Poi: non e’ colpa della Raggi. Guai a chi usa questa cosa contro di lei. Io penso che esista una responsabilita’ collettiva che coinvolge tutti (dal semplice cittadino al presidente della Repubblica) sul degrado di Roma. Le baracche lungo il Tevere, i campi abusivi che colpiscono i cittadini delle periferie rendendoli ancora piu’ periferici e nello stesso tempo accolgono in condizioni indecenti tantissimi migranti sono una responsabilita;’ di tutti. E’ un doppio abbandono che non ha razza, etnia, cittadinanza e “risolverlo” e’ una missione pari al salvataggio in mare. La verita’ e’ che l’Italia deve tagliare l’erba. Tagliare i canneti lungo i fiumi. Mostrare cosa si nasconde e, una volta che tutti possono vedere, cercare soluzioni di accoglienza e di integrazione. Non esiste altra soluzione (come mandarli via tutti o non accoglierli). Non esiste. E chi abita in periferia lo sa meglio di tutti noi fighetti perche’ quei morti sono morti del quartiere. Appunto.

PD 2.0: un orecchio fuori e un orecchio dentro.

8 maggio 2017 § Lascia un commento

L’opportunita’ che ha adesso il PD di innovare e di portare competenze e’ l’ultima. Se assomigliera’ al vecchio apparato e si chiudera’ per “paura” fallira’. Se fara’ quello che non ha fatto nei corsi precedenti (o nel del tutto) e che avrebbe dovuto fare fin nella sua fondazione (non fondere due partiti ma rifondere due partiti ormai vecchi con il Paese e rifondare una speranza collettiva) potra’ ritrovare le ragioni della sua nascita e la componente positiva di quella “rottamazione” che rappresentava il desiderio di cambiamento. Lo stesso cambiamento che la Francia (con entrambi i candidati e nel bene e nel male) ha chiesto a queste ultime elezioni. E’ l’ultima chiamata e non va sprecata, allargando il piu’ possibile, aprendo finalmente le famose porte e finestre sulla soglia delle quali alcuni di noi sono rimasti perche’ si sta bene sulle soglie con un orecchio dentro e un orecchio fuori.

Buon Primo Maggio. E studiate l’inglese.

1 maggio 2017 § Lascia un commento

Non e’ bello lasciare il proprio Paese ma e’ fuor di dubbio che basta farsi un giro sui siti specializzati (per esempio Linkedin) per vedere il tipo di opportunita’ che vengono offerte in Italia o all’estero. Ed e’ anche evidente che un italiano che parla inglese puo’ trovare (accetto scommesse) il lavoro che vuole per l’alto livello di educazione pubblica che ha avuto. Quindi se da una parte e’ vero che esiste ancora una sorta di provincialismo lavorativo nelle piccole e medie aziende italiane: si cercano tantissimi agenti di vendita o stagisti amministrativi, in ogni caso posizioni in cui e’ difficile vedere una crescita a breve o un vero sviluppo professionale e’ anche vero che fuori dall’Italia le aziende stanno vivendo un grandissimo cambiamento (per esempio posizioni legate alle nuove tecnologie, analisti, digital marketing, le posizioni piu’ impensate e incredibili) ma che i ragazzi italiani al contrario dei ragazzi di altri Paesi non stanno cogliendo perche’….non parlano l’inglese. Ora voi non avete idea di quanto mi manchi il nostro Paese e di quanti pregiudizi positivi abbiamo sui Paesi esteri (e non parlo di cibo ovviamente, ma anche di sistema sanitario per esempio), ma in questi mesi mi sono resa conto quante opportunita’ i nostri giovani italiani si stanno perdendo cercando il lavoro in “casa” non per non volere lasciare l’Italia ma perche’ non ci pensano nemmeno a cercare un mestiere altrove a causa della lingua. Ecco se avessi un figlio vorrei che cominciasse a studiare l’inglese fin dall’asilo. Vorrei che avesse esami di inglese fin dal liceo e fino all’universita’ e vorrei che la tv pubblica cominciasse a mandare i film in lingua originale (senza offesa per la scuola di doppiaggio italiana, siamo quasi unici al mondo per questa specialita’). E poi, dopo un’esperienza all’estero, si puo’ tornare a casa magari (se ci si riesce) e portare altra eccellenza. Non sapete quante cose sto imparando qui…delle cose che mi piacciono ovviamente: per esempio come gestiscono il trasporto pubblico o rifiuti e come hanno fatto ciclabili ovunque anche dove non ci sarebbe lo spazio. Questo non e’ un post polemico su nulla. E’ solo una riflessione. Buon Primo Maggio. E studiate l’inglese.

p.s. dei dati sull’occupazione giovanile mi stupisce sempre il numero degli inoccupati. Cioe’ il numero di giovani che non sta nemmeno cercando lavoro.

Dove sono?

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