Umiltà. Umiltà. Umiltà.

1 giugno 2017 § 6 commenti


La migliore comunicazione è l’umiltà. E’ l’umiltà che va messa vicino alla speranza per essere davvero credibili. Ed è quello che blocca e bloccherà sempre il M5S al palo: la prepotenza, l’arroganza, la pretesa di superiorità sono tutte caratteristiche che possono colpire un certo tipo di elettori che per fortuna sono pochi. Ovviamente restano pochi se dall’altra parte si tiene il punto. Se non si cede la propria identità dialettica al campo nemico. Il PD non deve ritrovare l’umiltà, ce l’ha già, ma deve cominciare ad usarla. E’ pieno di militanti, eletti ed elettori che hanno queste caratteristiche. Non abbiamo bisogno di picchiatori, di urlatori, di fanatici, di semplificazioni come se gli elettori fossero tutti cretini. Per rispondere a Grillo e Di Maio. Abbiamo solo bisogno di riconquistare credibilità . Punto.

§ 6 risposte a Umiltà. Umiltà. Umiltà.

  • Domenico Andreoli ha detto:

    Chi è umile non parla dell’umiltà di altri, chi non è umile invece non la capisce.

    Io non sono umile, vorrei esserlo, e non capisco né l’umiltà del PD né quella del M5S. Mi convince di più quella di Possibile.

    Pensa che ho fantasticato su un partito, il Partito Italiano degli Umili (Più).

    Si entra ammettendo di essere umani, di essere molto ben capaci di sbagliare ma di aver bisogno di qualcuno che ci aiuti a riconoscere quando canniamo, perché così si guadagna tempo (io riconosco i miei errori sempre troppo tardi, qualcun’altro di solito li vede – o li vedrebbe – molto prima di me).

    In sostanza, trasparenza fino al midollo. Chi ha incarichi, portafogli, responsabilità etc deve essere pubblico, agire in maniera pubblica, essere responsabile in maniera pubblica.

    Viva la Repubblica!

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  • Anonimo ha detto:

    talmente umili da scegliere come segretario renzi

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  • topometallo ha detto:

    Credibilità, quale? Quella delle immagini che associavano il tuo Renzi a Totti (e che nemmeno tu sei riuscita a digerire?) O quella (pezo il tacòn del buso) di chi voleva sostenere falsamente, e in modo come si è visto da “autodenunciarsi”, che quelle immagini erano state create da entusiasti un po’ privi di misura e non certo, no, assolutamente, da persone ben “dentro le segrete stanze” della comunicazione PD…
    O forse si tratta della credibilità di chi fa uscire i voucher dalla porta per evitare un referendum dagli esiti temuti, per far poi rientrare gli stessi voucher dalla finestra a pericolo scampato?
    O vogliamo parlare dell’umiltà dimostrata? Dove, mi piacerebbe sapere. Forse nei post e tweet che continuano a comparire ancora in questo inizio di giugno e il cui tono si può riassumere in “o stolti, se aveste votato SI al referendum di dicembre ora saremmo nel paese di Bengodi”?

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  • Massimo ha detto:

    D’accordo sul “bisogno di (ri)conquistare credibilità”, ma non credo che il modo sia continuare a dare un’immagine del PD fatta di quello che forse Lei vorrebbe fosse e non di qualcosa più aderente al reale.

    Quando Lei dice che il PD “l’umiltà ce l’ha già” mi chiedo di cosa stia parlando : un linguaggio fatto di “gufi”, “rosiconi”, “passatisti rimasti ad Hammurabi” e “ciaone” può davvero essere associato all’umiltà ? ha mai sentito un accenno di autocritica (non necessariamente autoflagellazione ma quanto meno un tentativo di capire cosa della linea seguita meritava un ripensamento, una correzione di rotta) da qualche anno a questa parte ? non crede che un approccio più umile (ma mi verrebbe da dire semplicemente più corretto e più rispettoso degli elettori) per esempio avrebbe consigliato lo spacchettamento del referendum ? e avrebbe indotto qualche riflessione sull’astensionismo e su qualche risultato non brillantissimo in diverse elezioni ?

    Sinceramente, credo che quanto ad arroganza, prepotenza e pretesa superiorità siamo di fronte a una guerra fra titani.

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  • Massimo ha detto:

    Se per caso Le potesse interessare andare anche Lei oltre una “pretesa superiorità morale” che invece traspare dai Suoi post, Le riporto per intero il periodo del NYT citato in quel ridicolo manifesto del PD romano:

    “The past decade or so has not been kind to Rome. Garbage piles up in the piazzas. The parks look like littered Iowa cornfields. The city’s sputtering economy hemorrhages jobs, and the mayor’s name has become a national byword for urban disaster.”

    Pur in un articolo discutibilissimo, il giornale fa risalire i problemi ad almeno un decennio .. il partito “umile” che non conosce arroganza fa una citazione omettendone l’esordio che lo chiama in causa.

    E la chiamiamo “caduta di stile”.

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  • Dome ha detto:

    Io veramente avevo scritto un commento ma, non so bene quando, è scomparso. Forse era scomodo, forse era una baggianata, ma intanto non c’è più (e non è neanche la prima volta, purtroppo).

    Aprivo con un’affermazione non necessariamente corretta (“chi è umile non parla dell’umiltà di altri, chi non lo è invece non la capisce”) che m’ha dato da riflettere e quindi ho ritenuto che avrebbe potuto essere utile anche a qualcun’altro.

    Continuavo con “Io non sono umile, vorrei esserlo, ma non capisco né l’umilta del M5S né quella del PD” ma poi mi sono azzardato a dire che quella di Possibile invece mi ispirava di più.

    Dopodiché ho condiviso una fantasticheria su un Partito Italiano degli Umili (il Più), un partito ideale in cui non ci sono espertoni carichi di credibilità ma solo persone che, sapendo di essere prima di tutto fallaci, si mettono in condizioni di essere corrette dagli altri (perché “quando riconosco un mio errore è sempre troppo tardi, qualcun’altro lo riconoscerebbe molto prima”), giusto per guadagnare tempo.

    Una roba “di sinistra” come si sarebbe detto un tempo, quando ero “di destra”. Ora ha più senso dire “dal basso”, visto che ormai anche la sinistra viene “dall’alto”, tanto che ha dei problemi a capire a che altitudine sta.

    Concludevo un po’ frettolosamente dicendo che nel partito dei Più, qualsiasi incarico pubblico sarebbe publico per davero, massima trasparenza soprattutto nella gestione del denaro (tanto per dirne una), responsabilità pubblica delle prorie azioni pubbliche, etc

    Salutavo con “Viva la Repubblica!” (era esattamente il 2 giungo) ma qualcosa non è piaciuto e invece di rispondere si è cancellato.

    Qui ci vuole trasparenza, ci vuole una trasparenza che non possa essere contraffatta a posteriori, una trasparenza che obblighi chi prende una decisione ad esserne responsabile (la tecnologia peraltro c’è già e si chiama “Blockchain”). Si parla tanto di BigData ma nessuno lo vuole usare per governare. Chissà perché.

    Con la credibilità igienica dei politici mi ci pulisco dopo i bisognini.

    E ora faccio una foto a questo post…

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