Voce del verbo riporre.

Mio nonno era magistrato a Palermo. Quando torno giù entro nel suo studio. Mi siedo. È di legno scuro. Sto in silenzio. È una forma di rispetto. Il mio saluto. Lo faccio quando arrivo e quando vengo via. Non so cosa direbbe di questo mondo. Non so se sarebbe felice di leggere intercettazioni delicate sbattute in prima pagina prima che finiscano i processi. Sono combattuta come penso in molti. Di chi possiamo fidarci? Ve lo ricordate Carnevale che annullava tutte le sentenze? Ecco penso che tutti i poteri dello Stato, dico tutti, abbiano il dovere di ricostruire la fiducia. Di votare come dicono. Di perseguire la giustizia senza forzarla. Viviamo un tempo complicato. In cui è tutto confuso. La fiducia è la cosa più importante che regge una democrazia. E oggi è davvero complicato riporla. Ecco dovremmo lavorare per ricostruire i luoghi in cui riporre la fiducia. Sentite che bella parola, somiglia all’atto che si fa mettendo a dormire un figlio.